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pillole

«Pensare che bisognerebbe immortalare un mome…

«Pensare che bisognerebbe immortalare un momento fotografandolo è il modo migliore per ucciderne l’intensità.»

Sylvain Tesson – Nelle foreste siberiane

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pillole

«Quello che devi comprendere è che oggi, nell…

«Quello che devi comprendere è che oggi, nella Silicon Valley, ci sono migliaia di ingegneri, pagati a peso d’oro, che lavorano giorno e notte con un unico obiettivo in mente: tenerti incollato al tuo smartphone e ai loro servizi . Il “ time spent on platform ” o “tempo trascorso sulla piattaforma” è l’unica vera metrica che governa le decisioni dei giganti tech.»

Andrea Giuliodori – Riconquista il tuo tempo

Riconquista il tuo tempo. Vinci le distrazioni. Riprendi il controllo delle tue giornate. Cambia la tua vita : Giuliodori, Andrea: Amazon.it: Libri
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«Avere poche cose da fare induce a considerar…

«Avere poche cose da fare induce a considerare ogni cosa con attenzione.»

Sylvain Tesson – Nelle foreste siberiane

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pillole

«Fai attenzione: non puoi pensare e sentire…

«Fai attenzione: non puoi pensare e sentire allo stesso tempo! La nostra mente o dedica la capacità di attenzione e focalizzazione di cui dispone a svolgere ragionamenti (pensare) oppure la dedica ad osservare le sensazioni (sentire), non può fare le due cose
contemporaneamente.»

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counseling

Ascoltare e accettare le persone come enigmi.

É un po’ così che ascolto nella mia pratica di counseling, credo sia così che si finisca per ascoltare quando si abbandona il giudizio e si finisce, così, per accogliere persone che hanno «nella pancia» cose incredibili, cioè le emozioni più improbabili, controintuitive, irrazionali, persino spiritose e divertenti nella loro paradossalità, tanto che davvero ognuno va ascoltato, e davvero persino amato ed accolto, come un enigma, come quell’enigma che é.

Della personalità di ognuno di noi sia gli altri che noi stessi infatti non vediamo che la punta dell’iceberg, mentre ci sono le famose parti profonde, e le varie subpersonalità, di cui ti parlo spesso, che non sai mai di quale parere saranno in ordine a quello che ti accade nella vita.

Un’altra cosa che voglio dire, e poi chiudo, é che un counselor deve allenare la sua attenzione, cosa che oggigiorno si fa con la meditazione e con le varie forme di resistenza alle distrazioni digitali, aspetto quest’ultimo assolutamente fondamentale e di cui parlerò presto nel blog, cui ti invito ad iscriverti sin da ora.

Se, infatti, il counselor non é in grado, per mancanza di allenamento, di focalizzare e tenere focalizzata la sua attenzione, non può ascoltare in maniera efficace. Se porta la sua frammentarietà incurata nella seduta, ugualmente non può ascoltare in modo funzionale.

«Sforzarsi senza tregua di pensare a chi ti sta davanti, prestargli un’attenzione reale, costante, non dimenticarsi un secondo che colui o colei con cui tu parli viene da un altro luogo, che i suoi gusti, le sue idee e i suoi gesti sono stati plasmati da una lunga storia, popolata da molte cose e da altre persone che tu non conoscerai mai. Ricordarsi in continuazione che colui o colei che guardi non ti deve nulla, non e? una parte del tuo mondo, non c’e? nessuno nel tuo mondo, neppure tu.
Questo esercizio mentale – che mobilita il pensiero e anche
l’immaginazione – e? un po’ duro, ma ti conduce al piu? grande godimento che ci sia: amare colui o colei che ti sta davanti, amarlo per quello che e?, un enigma – e non per quello che credi, per quello che temi, per quello che speri, per quello che ti aspetti, per quello che cerchi, per quello che vuoi.»»

(Christian Bobin – da “Autoritratto al radiatore”)

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benessere cultura libri

La morte di Ivan Il’ic: alcune riflessioni.

Mentre voi facevate storie animate su Instagram, mi sono riletto La morte di Ivan Il’ic del puttaniere Lev Tolstoj, in questa edizione, purtroppo solo cartacea, di Adelphi, che contiene anche il racconto Tre morti più altri inediti.

Senza la pretesa di fare la recensione di un’opera e di un autore così importanti, alcune riflessioni in ordine sparso.

Il tema della morte é oggi decisamente il grande assente nelle nostre vite, se si considera che un tempo ogni vita veniva vissuta pensando anche al momento della morte e in misura della stessa, come un momento essenziale, un’altra faccia della medesima.

Oggigiorno invece si tende a svicolare, a glissare, come se la morte fosse un qualcosa cui non siamo comunque tutti destinati, come se fossimo destinati a non morire mai, ed è un peccato perché chi pensa di non morire mai finisce per non vivere veramente nemmeno un solo giorno.

Comunque, ripercorrendo questo racconto, ho considerato che ogni tanto bisognerebbe davvero rileggere i classici, lasciarsi meravigliare dalla ricchezza di dettagli dell’affresco che tratteggiano e dalla profondità di conoscenza sia dell’animo che dell’esperienza umana che questi autori sembrano avere, in particolare i grandi scrittori russi.

Con questo racconto, un testo che si legge in un paio d’ore, torniamo a confrontarci con temi essenziali della nostra presenza su questa terra, tra cui il senso della vita, e il significato della morte, che, come tale, può arrivare all’improvviso, anche per effetto di un banale incidente domestico, come accade ad Ivan.

Leggere, peraltro, se si riesce a farlo con la dovuta attenzione, é sicuramente una forma di meditazione e, ulteriormente, una forma di cura, perché la gestione dell’attenzione – come sottolineato dalla Cinotti – é essa stessa una cura, considerando che la focalizzazione ci fa stare meglio, mentre il suo contrario, che si ha quando l’attenzione viene lasciata libera di pascolare e vagare, finisce per farci stare peggio.

Adotta anche tu un libro per un paio d’ore 😉