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Il mio commento sulle #elezioni in Emili…

Il mio commento sulle #elezioni in Emilia, quello vero, é che gli scontri di civiltà non si possono combattere mettendo un crocesegno, come analfabeti, chiusi, come vigliacchi, dentro ad una cabina, su un pezzo di carta, da conferire in un’urna di cartone dove andrà poi a morire e confondersi nel tutto.

Per difendere principi, ad esempio, come l’appartenenza dei bambini ai loro genitori, e non al sempre malefico Stato, e l’intoccabilità della vita nei momenti in cui é più debole – dentro all’utero, all’inizio della stessa, o, al contrario, verso la fine, nella vecchiaia – per difendere, inoltre, le famiglie, sempre più devastate dall’inconscio collettivo neoliberista, l’unico sistema onorevole sarebbe fare a cazzotti con chi sostiene il contrario, con le forze del male, che si travestono da agnelli per compiere le loro gravi nefandezze.

Prendere gente per cui il rispettivo corso di studi e percorso di formazione é servito solo a mentalizzarsi, a diventare più ignorante e presuntuoso, come il capo delle #sardine, e – naturalmente dopo essersi rilasciati a vicenda un’adeguata liberatoria – decidere a forza di sberle chi ha ragione e le soluzioni di chi devono prevalere, assolvendo al duplice compito di trovare un indirizzo di governo e di mettere tutti contro la realtà ed il principio di necessità, che sono sempre grandi maestri per tutti.

Non condivido e non condividerò mai le vostre idee, ma darei la mia vita per avere la possibilità di decidere a forza di mazzate se dobbiamo fare a modo vostro o a modo mio.

Tutto il resto mi interessa sempre meno.

Engioi.

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Stato e società italiani: sono laici?

Lo Stato laico qual è?

La definizione più esatta, a mio giudizio assai difficilmente contestabile, é quella per cui è laico lo Stato che tratta in modo uguale tutte le religioni, quello per cui tutte le confessioni sono identiche davanti alla legge.

Orbene, l’Italia è uno Stato laico?

Per niente. C’è una differenza di trattamento legislativo, a favore della confessione cattolica, contenuta in un provvedimento normativo nazionale di fondamentale importanza e cioè direttamente all’interno della Costituzione.

Basta guardare gli articoli 7 e 8, contenuti nei principi fondamentali:

«Art. 7.
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno
nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Latera-
nensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle
due parti, non richiedono procedimento di revi-
sione costituzionale.

Art. 8.
Tutte le confessioni religiose sono egualmente
libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica
hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento
giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per
legge sulla base di intese con le relative rappre-
sentanze.»

Non c’è molto da dire, già é tutto evidente dal fatto che alla sola chiesa cattolica é dedicato un singolo articolo, mentre a «tutte le altre» confessioni una norma a parte. In sintesi, comunque, il privilegio concesso dalla Repubblica alla Chiesa consiste nel fatto che per modificare unilateralmente gli accordi Stato – Chiesa l’Italia si è obbligata a un procedimento di revisione costituzionale, piuttosto complicato e che richiede larghe intese politiche, mentre quando vuole modificare i rapporti con una qualsiasi altra
confessione, il Parlamento o il Governo non hanno affatto bisogno di toccare la costituzione, ma è sufficiente una legge o addirittura un atto di pari valore, come il decreto legislativo o persino il decreto legge.

Puoi dire quello che vuoi, ma l’Italia è uno stato non laico, che privilegia la fede cattolica e fa questo direttamente nel cuore del suo sistema legislativo e cioè nella sua costituzione, norma fondamentale e di rango superiore a tutte le altre.

Chi, tra i famosi «padri costituenti», ha votato queste disposizioni che rendono l’Italia uno Stato non laico ma sbilanciato a favore della chiesa cattolica?

Tutti.

Ma persino i comunisti? Certo, persino i comunisti, che, a parole erano contro tutte le religioni, specialmente quella cattolica.

Ma perché i comunisti di Togliatti – allora c’era lui, mica Renzi, soprannominato e considerato dai suoi «il migliore» – votarono questo che oggi agli occhi dei sostenitori della laicità dello Stato appare come un vero e proprio scempio giuridico, legale, sociale e culturale?

Chi, curioso di scoprirlo, aprisse uno dei libri di storia in dotazione agli studenti di oggi, vi troverebbe spiegazioni molto curiose e divertenti. Una che mi ricordo in particolare età quella secondo cui il PCI era preoccupato, votando contro, di «creare divisioni» tra gli operai comunisti e quelli cattolici…

É una spiegazione petalosissima, che nasconde la realtà dietro il velo del politicamente corretto… Eppure chi scrive i libri per i giovani dovrebbe vergognarsi a consegnare loro indicazioni fuorvianti come questa, ai giovani andrebbe trasmessa semplicemente la verità.

E la verità è che queste disposizioni non sono state votate per tutelare gli operai, ma, tutto al contrario, il partito comunista stesso che, considerato che ai tempi in cui fu approvata la
costituzione l’Italia era davvero un paese cattolico (oggi non lo è più da decenni), avrebbe semplicemente perso una barca di voti, troppi per gli equilibri di allora.

La conclusione dunque é che l’Italia non é un paese laico e ciò per il fatto che coloro che avrebbero dovuto, almeno stando a quanto proclamavano allora ed oggi, farlo diventare tale si sono venduti alla chiesa cattolica per paura di perdere voti.

Molta gente di sinistra oggi si spertica a dire che l’Italia é un paese laico, ma è vero l’esatto opposto e per i motivi che ti ho spiegato.

Tutto quello che ho scritto qui é vero, fondato, dimostrato
documentalmente e lo puoi verificare velocemente con una ricerca di 5 minuti con google.

Adesso che abbiamo visto la laicità dell’Italia, ti voglio parlare di un altro aspetto e cioè la laicità della società, il trattamento che viene riservato dalla famosa società civile, quella che, in ipotesi, sarebbe molto meglio della politica e delle istituzioni…

In Italia, nel mondo, il cattolicesimo é trattato in modo uguale alle altre religioni dalla società civile?

É una domanda interessante, cui si può rispondere agevolmente.

Nell’ultima settimana, infatti, si sono susseguiti una fiction di Netflix su Gesù gay, un manifesto che ritrae Gesù come pedofilo e, per finire, un quadro in Svezia che raffigura la Genesi in chiave gay.

Quando però ad esempio un migrante fa qualcosa che va, anche pesantemente,# contro i nostri costumi, allora va bene perché noi siamo evoluti e dobbiamo capire le «altre culture»…

Siamo così evoluti che capiamo tutte le culture tranne che la nostra, che sempre più spesso sembra non esserci più, tanto che pare ormai difficile parlare, a proposito del fenomeno delle migrazioni, di sconto di culture, dal momento che qui in Occidente ormai regna il vuoto, la vacuità, il nulla e quindi non c’è più nessuna cultura, la cultura é solo dall’altra parte.

In conclusione, la società occidentale non è “laica”.

La società occidentale è semplicemente anti-cristiana.

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Combattere le destre o dedicarsi ai problemi reali?

La sinistra dice che bisogna «combattere le destre».

Sembra il proposito di un gruppo di onanisti anonimi che sta cercando di smettere, ma il punto non è, ovviamente, questo.

Il punto é che le destre semplicemente non esistono.

Esistono delle persone che a volte votano a sinistra, quando si rompono della destra, e altre volte invece votano a destra a seguito della ritenuta inadeguatezza della sinistra.

Queste persone, che, come é loro diritto, votano come a loro pare meglio, non sanno che farsene delle ridicole analisi antropologiche di Augias, secondo cui l’elettore di sinistra sarebbe colto ed evoluto mentre quello di destra un povero scimmione.

Anzi, se uno è già un minimo orientato a votare, appena gli sarà concesso, a destra, queste infelicissime uscite non faranno altro che determinarlo ancora di più.

Ogni partito dovrebbe fare pace con gli elettori e chiedere il voto sulla base del proprio programma e della faccia delle persone che promette, lasciando stare battaglie contro nemici inesistenti che non possono interessare chi deve combattere tutti i giorni contro problemi reali.