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Ripeti con me: l’importante non è osservare i decreti, l’importante è contenere il più possibile l’epidemia.

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Finisce la pagliacciata «correre sì o no», co …

Finisce la pagliacciata «correre sì o no», con il governo che finalmente dice che è un no, come ti avevo scritto sul blog sin dal primo momento (?).

Qui il problema è purtroppo da entrambi i capi della linea: le teste di cazzo che scrivono le leggi e quelle che le dovrebbero rispettare.

Ognuna delle due categorie fa a chi scrive o fa più cazzate.

Solo che c’è una epidemia da contenere su cui non si scherza.

Chi mi conosce, sa che, nonostante la professione che svolgo, non sono un fan delle regole, anzi sono piuttosto anarchico e non ho nessuna difficoltà a violarle se ritengo che sia la cosa più opportuna.

Ma qui non si tratta di rispettare o meno delle regole: si tratta di cercare di sopravvivere noi e tutelare i più deboli.

Ama il tuo prossimo come te stesso.

Take care.

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Con questa epidemia del coronavirus stanno …

Con questa epidemia del coronavirus stanno tutti impazzendo, ma io non lo noto perché mi sembravano già tutti pazzi anche prima

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L’unica cosa che non è per nulla cambiata con …

L’unica cosa che non è per nulla cambiata con l’epidemia e la quarantena è il corteggiamento: gente che si scambia messaggi infuocati – e ti farei così e ti farei cosà – e poi non si incontra mai per scopare ?

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Coronavirus: normazione e bufale ufficiali.

Dove è scritto cosa si può fare e cosa no (nota del 22/3/2020)?

Quello che si può fare in Italia in relazione alla crisi determinata dall’epidemia del coronavirus è determinato dal concorso tra la normazione nazionale, i quattro (ad oggi) DPCM appunto del presidente del consiglio principalmente, e quella regionale.

Naturalmente, la normazione nazionale si applica in tutta Italia, quella regionale solo nella regione relativa.

Abbiamo dunque a riguardo un particolarismo giuridico: qui in Emilia, ad esempio, si possono fare cose che non si possono fare in Lombardia.

Naturalmente tutto questo è destinato a creare ulteriore confusione, oltre che potenziali inique disparità di trattamento tra i cittadini, per cui sarebbe stato probabilmente meglio che la legislazione emergenziale fosse stata riservata allo Stato e uniforme su tutto il territorio, anche solo perché la chiarezza circa cosa si può fare e cosa non si può è il primo requisito per potersi aspettare che le regole siano poi rispettate.

Ad ogni modo, tieni presente che, per capire che cosa fare, devi guardare sia la normazione dello Stato centrale sia quella della tua regione. Se la normativa regionale è più restrittiva, vale quella regionale.

I quattro decreti nazionali.

In questo post, raggruppo i testi normativi principali della normazione d’emergenza sul coronavirus, in modo da poter avere un documento unico cui far riferimento nei vari altri post che sto scrivendo in questi giorni a riguardo, ma anche per poter fare alcune osservazioni utili a far capire come deve essere «letta» questa normativa, anche in considerazione della notevole confusione a riguardo e delle tante cose inesatte che vengono dette, anche da fonti considerate «ufficiali», che stanno producendo una pletora di bufale e fake news di cui non c’era proprio bisogno in un momento come questo.

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Come è noto, in materia si sono succeduti in pochi giorni tre decreti del presidente del consiglio dei ministri. Non si tratta di decreti legge o atti aventi valore legislativo, ma di «alti» atti amministrativi, che sono comunque vincolanti e giuridicamente validi, ovviamente, per i loro destinatari.

Per maggiori informazioni sui tre decreti, si possono leggere i singoli post in cui ho parlato, sia pure in maniera disordinata e facendo vari interventi di aggiornamento, data la velocità con cui bisognava rendere le informazioni, degli stessi, che trovi di seguito:

Coordinamento tra i decreti.

Ognuno dei decreti successivi al primo prevede espressamente la propria prevalenza sul precedente in tutte le parti eventualmente incompatibili. Pertanto, il terzo decreto, ad oggi, è quello che prevale su tutti, il secondo prevale sul primo: insomma si segue il criterio, del resto tradizionale nell’interpretazione degli atti normativi, della prevalenza del provvedimento posteriore su quelli precedenti, ove incompatibili.

Come si interpretano i decreti.

I tre decreti non sono chiarissimi, nè scritti bene: sono provvedimenti redatti in situazioni di urgenza, con evidente concitazione, uno dietro l’altro, senza più di tanto coordinamento tra gli stessi, con una tecnica di formulazione normativa di scarsa qualità, in linea del resto con la produzione legislativa degli ultimi decenni in Italia.

Detto questo, che è verissimo, resta però il fatto che la fonte primaria per interpretare i decreti, operazione che consente di capire che cosa le persone possono fare o non fare, sono e restano i decreti stessi, secondo le regole previste per la ermeneutica e cioè l’interpretazione dei testi normativi dal nostro sistema legislativo, contenute per lo più nelle cosiddette preleggi o «Disposizioni sulla legge in generale», poste in apertura del codice civile.

Vale, in particolare, l’art. 12, che impone di far riferimento al significato letterale dei testi normativi, illuminato però dalla «intenzione del legislatore» quale risulta, con oggettività, e non certo andando a spulciare i lavori preparatori, dal testo che si sta esaminando e dal contesto normativo «di sistema» in cui è inserito.

Le dichiarazioni anche ufficiali in contrasto con i decreti.

In Italia, abbiamo da sempre la piaga delle circolari.

Il problema delle circolari è questo. Viene scritta una legge che prevede che cosa si può fare e che cosa no. Fin qui tutto bene. Però poi succede che dentro ad un’amministrazione a volte viene preso un funzionario e gli viene dato incarico di scrivere una circolare, che dovrebbe avere lo scopo di illustrare meglio quello che dice la legge, in modo da chiarire come la stessa dovrebbe essere interpretata ed applicata.

Accanto a circolari molto ben fatte ed approfondite, abbiamo anche circolari davvero scadenti e poco aderenti al testo del provvedimento che dovrebbero illustrare e, ulteriormente, anche circolari in contrasto con la legge.

Il problema è che le persone poi fanno riferimento alla circolare anzichè alla legge originaria, cosa che è demenziale, oltre che essere vietato dalla legge e dalla costituzione, dal momento che l’obbligo del cittadino è quello di rispettare le leggi, non le opinioni sul contenuto delle leggi che può averne qualcuno, se queste opinioni sono in contrasto con la legge. Cioè, quello che prevale è sempre il provvedimento normativo, nel caso di cui ti sto parlando i famosi tre decreti.

Oggi, tutto questo è aggravato dal materiale che spesso le amministrazioni, per «venire incontro» ai cittadini, pubblicano sui loro siti web, per «far capire» meglio il significato di leggi, regolamenti e c..

Chi è che scrive questi chiarimenti? Il più delle volte non è dato di sapere, così come non è dato di sapere quale sia la sua preparazione, sia giuridica che relativa al campo interessato dalla legge, che, nel caso che ci interessa oggi, è quella sanitaria.

Un esempio: si può correre all’aperto o no?

Ieri ti ho fornito un post in cui ti spiego che a mente dei tre decreti non si può fare attività sportiva all’aperto perché equivarrebbe a una forma di «spostamento all’interno del territorio» che è vietata, in quanto potenzialmente atto a diffondere l’epidemia.

Ieri sera sono cominciate ad apparire sui principali quotidiani italiani, come ad esempio Repubblica, dichiarazioni secondo cui invece si potrebbe sia correre che «passeggiare» all’aperto, perché il ministero dell’interno avrebbe fornito dei chiarimenti a riguardo.

C’è una circolare, firmata dal capo di gabinetto del Viminale Matteo Piantedosi che dice che queste attività sono consentite.

Dunque, per me la circolare dice una cosa in contrasto con i decreti, che dicono che non ci si può spostare.

Quindi prevalgono i decreti: l’attività fisica all’aperto non si può fare perché comporta uno spostamento che è vietato in quanto può favorire il diffondersi dell’epidemia.

Le cazzate delle fonti ufficiali.

Sempre sul sito del governo compaiono queste informazioni (questa volta non è dato sapere chi le abbia redatte).

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Questa è, secondo la definizione che ne danno i più fini giuristi ed interpreti, una cazzata.

La fonte è ufficialissima, perché è il sito del Governo italiano, ma rimane una cazzata.

Per sincerarsene, basta andare a leggere il primo decreto, art. 1, comma 1, lett. a) laddove si vieta «ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori di cui al presente articolo, nonche’ all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessita’ ovvero
spostamenti per motivi di salute».

Se ti fermano i carabinieri e ti contestano che stai facendo una corsa o un giro in bici, non gli puoi dire che sul sito del governo non si sa chi ha scritto che si possono fare. Se ti denunciano e fanno partire un processo penale, al giudice, quando ci finirai davanti tra qualche anno, non potrai dire che l’hai fatto perché c’era scritto sul sito del governo italiano, perché ti ride in faccia.

Loro ti dicono che tu devi far riferimento ai decreti e a quanto prevedono loro, ed è giusto così perché se ogni pubblico funzionario o stagista della pubblica amministrazione si potesse inventare interpretazioni vincolanti allora quella sarebbe la fine definitiva del diritto.

La normazione regionale (aggiornamento del 23/3/2020)

Qui di seguito le due ordinanze della regione Lombardia più restrittive rispetto alla normazione nazionale:

Conclusioni.

Iscriviti all’unico blog che ti dice le cose veramente come stanno e lascia perdere le altre fonti, comprese quelle ufficiali, che purtroppo non ti offrono nessuna garanzia.

Condividi questo post se pensi che possa essere utile a qualcuno.

Se hai una domanda, lasciami un commento qui sotto, mandamela dalla pagina dei contatti o con un vocale su whatsapp.

Stai in casa ancora per un po’. E che Dio ti benedica.

Aggiornamento del 18/3/2020 ore 23:45: ordinanza Emilia Romagna.

La regione Emilia-Romagna questa sera ha approvato una nuova ordinanza con la quale è espressamente vietato camminare, correre e andare in bicicletta all’aperto, così come avevo ipotizzato si dovesse già ricavare per interpretazione dai decreti vigenti.

Puoi leggere l’ordinanza, in vigore già da domani 19 marzo, qui.

È chiaro che questa ordinanza sarebbe bene fosse estesa ad ogni parte del territorio nazionale, probabilmente verrà copiata anche degli altri governatori se non addirittura recepita dal governo centrale di Roma.

Le conseguenze penali delle violazioni (agg. del 23/3/2020 ore 15:30)

Ti metto di seguito un video di superFranca in cui spiega molto chiaramente quali sono le conseguenze sanzionatorie in caso di violazione delle sanzioni e fa anche alcune considerazioni più generali sull’opportunità a livello sanitario di cercare di contenere il contagio al massimo grado. Buona visione.

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counseling

Coronavirus: DPCM 9/3/2020 e copertura informativa

Il nuovo provvedimento del governo.

Faccio seguito al post di due giorni fa, che ha avuto un successo enorme per visualizzazioni e commenti, e che indico ancora come riferimento per lasciare le tue domande su quello che si può fare o non fare in Italia in dipendenza della legislazione di emergenza sul virus a livello giuridico, per mandarti le mie considerazioni anche alla luce delle ultime novità annunciate, sempre in campo legale, in queste ore.

Sono, al momento in cui scrivo – anche se il post verrà pubblicato come di consueto domattina alle sette – le ore 23:19 del 9/3/2020. Il presidente del Consiglio dei ministri ha annunciato in conferenza stampa un nuovo provvedimento, che però al momento non è ancora stato pubblicato, né – per fortuna – diffuso in bozza.

Il post di ieri l’altro, nato originariamente per la mia provincia di Modena, è stato visualizzato, e utilizzato tramite la possibilità di lasciare domande coi commenti, da decine di migliaia di persone in tutto il Nord. Ora che lo stesso regime è in corso di estensione a tutto il territorio nazionale potrà essere utile a ogni Italiano.

Con questo nuovo provvedimento, il regime valevole inizialmente solo per la zona arancione, a quanto è stato detto, verrà esteso a tutto il territorio nazionale. Inoltre, a quanto ho capito, ci saranno nuove disposizioni, dovremo vedere se e quanto più restrittive.

Per quanto mi riguarda, cercherò di seguire l’operato del governo e la produzione normativa relativa per darti tutta la copertura informativa necessaria.

Informazioni legali, spirituali, preventive.

La pubblicazione di post più generali di crescita personale, spiritualità e cura dell’anima, di cui si era recentemente popolato il blog in parallelo con l’espansione della mia esperienza professionale come counselor, verrà di conseguenza probabilmente sospesa, anche perché mi pare più urgente dare le informazioni necessarie alla popolazione che, in questo momento, sono più giuridiche e sanitarie o comunque più specifiche.

Naturalmente, tutto questo avverrà sempre con il classico volto umano e con quel particolare punto di vista con cui vi «leggo» e divulgo le cose del mondo del diritto da oltre vent’anni e dopo oltre 5000 post pubblicati.

È comunque mia intenzione esserti accanto in tutte le tue preoccupazioni, parleremo quindi anche dell’ansia e dell’angoscia che si stanno, comprensibilmente, manifestando in diverse persone man mano che la situazione si evolve, nonché di quello che si può fare a livello di prevenzione e rafforzamento del sistema immunitario.

Non sono un medico o un operatore sanitario e, fermo restando che l’indicazione principale resta quella di osservare le indicazioni delle autorità competenti in materia, credo che ci siano alcune pratiche, come la integrazione di vitamina C, che possono essere utili, che seguo personalmente e di cui posso comunque parlare mettendole a disposizione per quel che possono valere.

Cercherò quindi di darti una triplice copertura, corrispondente alle cose di cui mi occupo o sono appassionato e che condivido pertanto da sempre sul blog: legale, spirituale, preventiva, tramite rafforzamento generale del “terreno” e cioè del tuo corpo. In questi giorni, ha avuto e avrà una forte prevalenza quella legale, in dipendenza dell’allarme suscitato dai provvedimenti molto incisivi del governo, ma man mano ti parlerò anche degli altri aspetti.

Sempre per via della situazione di emergenza, in questi giorni può darsi che, come già accaduto sabato scorso, deroghi alla regola della pubblicazione sul blog di un solo post al giorno dal lunedì al venerdì alla sette del mattino. Mi scuso per questo con gli abbonati al blog, ma in questa fase di crisi mi sembra più importante cercare di dare le informazioni necessarie alle persone prima possibile.

Che cosa puoi fare?

Il primo consiglio che mi sento di darti è quello di iscriverti al blog, in modo da ricevere tutti i nuovi post pubblicati senza rischiare di perdere informazioni utili.

Se vuoi mandare una domanda, puoi farlo compilando un modulo on line, che trovi nella pagina dei contatti, oppure lasciandomi un vocale tramite WhatsApp: per fare questo basta collegarti alla home page del blog e fare tap sulla relativa icona verde. Ricordati di non dire il tuo nome o dare altri dati personali perché il vocale verrà pubblicato insieme alla risposta.

Manda questo post a tutte le persone cui pensi possa essere utile l’informazione che faccio con questo mezzo e su questa piattaforma con il mio originale ed unico punto di vista.

Per il momento la chiudo qui, mi faccio risentire probabilmente appena sarà disponibile il nuovo provvedimento del governo.

Restiamo uniti, andrà tutto bene.

Veglia e prega in ogni momento.

«Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato, egli salva gli spiriti affranti.» (Salmo 34, 19)

Aggiornamento del 10/3/2020 ore 6: il testo del nuovo DPCM.

Note

Il decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale come Dpcm 9 marzo 2020, sulla G.U. Serie Generale n. 62 del 09/03/2020

Di seguito il testo del decreto, preso dal sito del governo. La principale novità è che il territorio nazionale non è più diviso in due, ma tutta Italia è zona arancione o comunque soggetta alle stesse restrizioni e che è vietata ogni forma di assembramento in pubblico.

Il DPCM precedente resta in vigore, anzi i due provvedimenti vanno letti e coordinati insieme (il compito di farlo spetta all’interprete) restando inteso che in caso di difformità prevale il secondo.

Il governo non ha detto nulla sulle domande, sorte a centinaia in questi pochi giorni, delle famiglie di separati circa lo spostamento dei figli da un genitore all’altro, continuo a fare riferimento alle osservazioni contenute nei commenti e nel post precedente.

Se hai una domanda su un qualsiasi aspetto del nuovo decreto, lasciala pure in forma di commento, risponderò, oppure inviamela tramite il modulo o messaggio vocale whatsapp.

Il testo del decreto.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400;

Visto il decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante «Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19» e, in particolare, l’art. 3;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 febbraio 2020, recante «Disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 45 del 23 febbraio 2020;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 febbraio 2020, recante «Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 47 del 25 febbraio 2020;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020, recante «Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 52 del 1° marzo 2020;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 4 marzo 2020, recante «Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 55 del 4 marzo 2020;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020, recante «Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 59 dell’8 marzo 2020;

Considerato che l’Organizzazione mondiale della sanita’ il 30 gennaio 2020 ha dichiarato l’epidemia da COVID-19 un’emergenza di sanita’ pubblica di rilevanza internazionale; Vista la delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, con la quale e’ stato dichiarato, per sei mesi, lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili;

Considerati l’evolversi della situazione epidemiologica, il carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia e l’incremento dei casi sul territorio nazionale; Ritenuto necessario estendere all’intero territorio nazionale le misure gia’ previste dall’art. 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020;

Considerato, inoltre, che le dimensioni sovranazionali del fenomeno epidemico e l’interessamento di piu’ ambiti sul territorio nazionale rendono necessarie misure volte a garantire uniformita’ nell’attuazione dei programmi di profilassi elaborati in sede internazionale ed europea;

Su proposta del Ministro della salute, sentiti i Ministri dell’interno, della difesa, dell’economia e delle finanze, nonche’ i Ministri dell’istruzione, della giustizia, delle infrastrutture e dei trasporti, dell’universita’ e della ricerca, delle politiche agricole alimentari e forestali, dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, del lavoro e delle politiche sociali, per la pubblica amministrazione, per le politiche giovanili e lo sport e per gli affari regionali e le autonomie, nonche’ sentito il Presidente della Conferenza dei presidenti delle regioni;

Decreta:

Art. 1
Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale

1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 le misure di cui all’art. 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 sono estese all’intero territorio nazionale.

2. Sull’intero territorio nazionale e’ vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

3. La lettera d) dell’art. 1 decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 e’ sostituita dalla seguente: «d) sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Gli impianti sportivi sono utilizzabili, a porte chiuse, soltanto per le sedute di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali ed internazionali; resta consentito esclusivamente lo svolgimento degli eventi e delle competizioni sportive organizzati da organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico; in tutti tali casi, le associazioni e le societa’ sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano; lo sport e le attivita’ motorie svolti all’aperto sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro;».

Art. 2
Disposizioni finali

1. Le disposizioni del presente decreto producono effetto dalla data del 10 marzo 2020 e sono efficaci fino al 3 aprile 2020.

2. Dalla data di efficacia delle disposizioni del presente decreto cessano di produrre effetti le misure di cui agli articoli 2 e 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 ove incompatibili con la disposizione dell’art. 1 del presente decreto.

Roma, 9 marzo 2020

Il Presidente del Consiglio dei ministri Conte

Il Ministro della salute Speranza

Registrato alla Corte dei conti il 9 marzo 2020 Ufficio controllo atti P.C.M. Ministeri della giustizia e degli affari esteri e della cooperazione internazionale, reg.ne n. 421

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Il vero vaccino per l’epidemia in corso ce l’abbiamo già, è lo xanax

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