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Protocollo del buonumore

Non è raggiungere i tuoi obiettivi che ti darà la felicità, ma è, all’esatto opposto, avere già la felicità che ti farà raggiungere i tuoi obiettivi.

Premesse

Quando inizio un nuovo percorso di counseling, oltre all’ascolto delle problematiche individuali e al lavoro sulle stesse, propongo un protocollo del buonumore, destinato a lavorare sul «terreno», sul «fondo» e quindi a livello di sistema, tramite interventi di tipo generale e che solitamente sono utili e funzionali per ciascuno, salvo le soggettività individuali.

A volte ci sono anche da correggere delle cose.

donna che prende una pillola

L’esempio più ricorrente è l’assunzione di acido folico di sintesi da parte di soggetti che hanno la mutazione MTHFR, una mutazione estremamente diffusa, che purtroppo è dannosa perché impedisce l’assimilazione delle vitamine del gruppo B in forma utile. Purtroppo l’acido folico è contenuto in molti prodotti multi vitamine e minerali, tra cui i più diffusi e disponibili in farmacia.

Solitamente, consiglio di iniziare questo tipo di integrazione, eventualmente coordinandola con quella già in atto per aspetti specifici o che comunque la persona riconosce avere già dato buoni risultati, eliminando i prodotti che non offrono sufficienti garanzie di qualità e sostituendoli con prodotti analoghi ma meglio formulati.

In seguito, chi vuole può fare anche il test per la mutazione MTHFR, come io consiglio, ma il protocollo del buonumore si può iniziare tranquillamente subito. 

Perché iniziare a lavorare sul tono dell’umore a livello di sistema?

Intanto perché, come recita l’epigrafe, non è raggiungere la felicità che ti farà avere i tuoi obiettivi, ma funziona all’esatto opposto: è essere già felice che ti farà raggiungere quello che ulteriormente desideri. 

Questo è già un motivo ampiamente sufficiente per iniziare e seguire il protocollo.

A parte ciò, peraltro, vale anche la considerazione per cui questo protocollo non serve solo ad alzare il tono dell’umore, un effetto sicuramente desiderabile per tutti, ma produce anche diversi ulteriori effetti benefici, tra i quali il più importante è quello di ridurre l’infiammazione sistemica, aiutare il riposo notturno, diminuire lo stress e apportare uno stato di calma maggiore.

Questo protocollo è particolarmente importante per chi segue diete vegetariane o, a maggior ragione, vegane o per chi soffre di disturbi del comportamento alimentare (dca) come anoressia, bulimia, vomiting e altri, dove per ovvie ragioni le carenze nutrizionali, ma anche quelle spirituali, sono importanti e non trascurabili. Sulle diete vegetariane, che a mio giudizio in un percorso di salute non sono funzionali, puoi leggere anche questo precedente post.

Verifica col tuo medico o specialista.

Non il solito disclaimer, leggi attentamente questo paragrafo perché contiene informazioni e considerazioni utili. 

Naturalmente io non sono un medico e devi verificare con un professionista la compatibilità di questi integratori per il benessere generale con eventuali tue patologie particolari.

Se già assumi dei farmaci, ugualmente devi verificare col tuo medico di base, o specialista, la compatibilità e la possibilità di interazioni con gli integratori consigliati. Inizia comunque anche leggendo il foglietto illustrativo dei farmaci stessi.

Ad esempio, gli omega 3 determinano un effetto di fluidificazione del sangue che potrebbe essere interessante o rilevante per chi assume farmaci con effetto analogo come il celebre Coumadin.

Se non hai patologie particolari e non assumi sistematicamente farmaci, questo protocollo che ti offre solamente sostanze nutritive in più non dovrebbe darti alcun problema; ugualmente è più prudente sentire lo stesso cosa ne pensa il tuo medico. 

Aggiornamento del protocollo.

I prodotti indicati in questo protocollo sono gli stessi che uso io personalmente, dopo averli provati e dopo averne provati altri dello stesso tipo, scegliendo quello che per formulazione e forma (compresse, polvere, gocce, ecc) mi soddisfaceva maggiormente.

La forma dell’integratore dipende anche dai gusti individuali, c’è chi ad esempio preferisce le gocce, chi le capsule per maggior praticità; se non trovi il prodotto che preferisci, lasciami un commento o scrivimi in privato e vedrò se possibile trovare un prodotto analogo a quello indicato nel protocollo che però abbia la forma che preferisci.

Fai sempre gli ordini da questa pagina perché quando trovo un prodotto migliore lo sostituisco a quello precedentemente indicato, tenendo aggiornato il protocollo.

I singoli integratori.

Magnesio – Potassio – Creatina

Per l’integrazione di Magnesio, a mio giudizio il prodotto migliore è il Massigen Magnesio e Potassio zero zuccheri. 

Contiene anche sali di potassio, che spesso è trascurato mentre specialmente d’estate è piuttosto importante, e anche un po’ di creatina che non fa assolutamente male, anzi.

Inoltre è dolcificato con eritritolo, che a mio giudizio è il miglior dolcificante alternativo allo zucchero.

La confezione raccomanda una bustina al giorno, di default ne prendo un paio, d’estate arrivo fino a sei. Oltre a prenderlo al mattino appunto tutti i giorni, ne prendo un paio di buste quando vado ad esempio a giocare a calcio specialmente quando fa molto caldo e noto la differenza.

Con l’acqua frizzante e il ghiaccio a volte mi faccio una specie di aranciata che a me piace tantissimo.

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Omega 3

Gli omega 3 sono fondamentali per il benessere cerebrale e dell’integro organismo, per me sono da prendere sia senza lesinare sulla quantità sia senza risparmiare sulla qualità. Prendere un olio di pesce di qualità scarsa, infatti, significa non solo buttare dei soldi ma danneggiare la propria salute: lascia stare.

Se li vuoi prendere, devi prendere un prodotto certificato IFOS, che offre un minimo di garanzia di qualità.

Prendi indicativamente da uno a quattro softgel al giorno.

SAMe S-adenosil-L-Metionina

Questo è un integratore meraviglioso, che aiuta tantissime funzioni dell’organismo è che è particolarmente importante per chi ha la mutazione MTHFR.

Ha due svantaggi:

  • è piuttosto costosetto;
  • è preferibile prenderlo lontano dai pasti, cosa per me solitamente scomoda.
  • Ugualmente può essere molto efficace per tanti aspetti, quindi ti consiglio di non ometterlo e di iniziare a prenderlo, se possibile in ragione di due assunzioni, una a metà mattina e una a metà pomeriggio; se proprio non riesci, o se devi far quadrare i conti, prendilo una volta al giorno.

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    Vitamina D e K

    La cosa più bella che puoi fare è stare al sole, più tempo e per più estensione di pelle che puoi.

    So che la saggezza dominante è quella di non esporsi o farlo solo dopo essersi cosparsi di ignobili creme chimiche assertivamente protettive, ma io la penso all’opposto.

    Innanzitutto, non devi MAI spalmarti sulla pelle qualcosa che non saresti disposto ad ingerire, perché attraverso l’epidermide viene assorbito dal nostro organismo.

    Quindi comunque evita qualsiasi prodotto chimico o di sintesi, anche   perché se hai la mutazione MTHFR fai particolarmente fatica a detossinare.

    Per il resto è una tua responsabilità. Personalmente mi espongo liberamente al sole da febbraio a novembre senza usare da anni alcuna crema protettiva, ma semplicemente seguendo la gradualità delle stagioni e delle possibilità di esposizione.

    Detto questo, la vitamina D, in combinazione con la K, integrala, specialmente d’inverno è particolarmente importante.

    Io amo un prodotto in gocce che ha al suo interno sia la D che la K e che è diluito in olio di cocco, che a me piace molto di più dell’olio di oliva del dibase. 

    Le gocce offrono anche l’ulteriore vantaggio di poter essere dosate, una goccia corrisponde a 1000 UI (unità internazionali) così puoi prendere le gocce che vuoi, magari di più d’inverno e di meno d’estate o comunque a seconda del tempo trascorso al sole.

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    Vitamina C

    Il discorso sulla C è lunghissimo e non è il caso di affrontarlo in questa sede. 

    Un medico americano, Thomas Levy, ha scritto un libro sulla C significativamente intitolato «Primal panacea»: già dal titolo (mi riferisco al termine «panacea», che anche nella nostra lingua indica il rimedio per tutti i mali) si può capire come la C sia una sostanza fondamentale per il buon funzionamento dell’organismo umano, specialmente in caso di infezioni o per la prevenzione delle stesse e quindi, in definitiva, per la regolazione del sistema immunitario.

    Tutti i mammiferi producono la C nel proprio fegato, tranne gli umani e i porcellini d’india (che, proprio per questo motivo, vengono usati come cavie nell’industria farmaceutica); nel fegato esiste l’intero apparato per la trasformazione del glucosio nella C, ma per un difetto genetico questo apparato, che un tempo funzionava anche negli umani come negli altri animali, ora non funziona più.

    Per questo bisogna integrare, per sopperire alla mancata produzione da parte del fegato, che era prevista «per design» e che si è persa a causa di una mutazione poi trasmessa all’intera specie; così come si deve assumere acido folico metilato se si ha la mutazione MTHFR.

    Prendi almeno 3 grammi di C al giorno: 1 al mattino, uno a pranzo, uno alla sera.

    A proposito: limoni, arance, kiwi e cose del genere non servono assolutamente a NIENTE. Per assumere le dosi necessarie di C dovresti mangiare un camion intero di arance; mangia pure la frutta, ma la C devi integrarla per avere le dosi che produrrebbe il tuo fegato se non fosse difettoso.

    Se per caso ti ammali, o patisci allergie stagionali, puoi anche aumentare la dose. Personalmente ne ho preso anche sino ad oltre i 50 grammi al giorno, in caso di infezioni.

    Per integrare la C, ho trovato un prodotto in compresse che non contiene alcun eccipiente e che praticamente è acido ascorbico pressato, che adoro.

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    Complesso gruppo B

    Le vitamine del gruppo B sono fondamentali per il tono dell’umore e per una serie di funzionalità fondamentali dell’organismo.

    Qui il prodotto migliore è sicuramente il B-Dyn di Metagenics, che contiene anche folati già metilati, oltre a sostanze di complemento.

    Prendi una compressa al giorno.

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    Conclusioni.

    Alcune considerazioni finali prima che tu proceda all’ordine dei prodotti e inizi ad assumerli.

    Puoi prendere anche un multivitaminico e multiminerale insieme a questi, ma verifica che non ci siano sostanze poco funzionali, come purtroppo nella maggior parte dei prodotti di questo genere.

    Per molti motivi, ti consiglio di acquistare su Amazon: prezzi di solito più bassi, consegna velocissima, restituzione senza fare questioni in caso di problemi sulla merce, serietà generale. 

    Per qualsiasi domanda, puoi contattarmi in privato o lasciare un commento qui sotto; meglio se lasci un commento qui sotto, quando possibile, così la risposta potrà essere utile a tutti.

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    pillole

    Questo l’eritritolo che consiglio io, che pr …

    Questo l’eritritolo che consiglio io, che prendo io stesso. Per chi non lo conoscesse, è un dolcificante privo di calorie.

    Vita World Eritritolo Erythritol Erythrit 1kg Made in Germany : Amazon.it: Alimentari e cura della casa
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    counseling

    Perdere peso e tornare in salute: prova il counseling.

    Sono tornato, o quasi.

    Oggi voglio parlarti di come può essere utile il counseling per la perdita di peso, un tema sempre gettonatissimo da parte dei miei clienti, che va però inquadrato e compreso correttamente.

    Sono tornato, infatti, ieri da Rapallo, dove ho fatto le mie ferie per un paio di settimane.

    Qui sotto, la mia faccia nel momento in cui a Paraggi, per darmi tre ore di ombrellone, mi avevano appena chiesto 175 euro… Forse pensavano che volessi acquistarlo per sempre.

    Comunque, dopo quindici giorni in cui ho mangiato ben oltre la sufficienza, sfondandomi in particolare di farinate di ceci, stamattina sono salito sulla bilancia.

    Farinata, mon amour.

    La farinata di ceci è uno dei miei sgarri più sistematici alla paleo, il tipo di alimentazione che seguo come riferimento, anche se non integralmente e che escluderebbe i legumi. Mangio spesso farinate come strumento di ricarica dei carboidrati i giorni di allenamento, insieme al riso bianco (altro «sgarro» paleo), quindi nel momento in cui mi sono trovato in Liguria, che è la capitale mondiale della farinata, non potevo non sfondarmene!

    Là sostanzialmente quasi ogni pizzeria ti offre, accanto alle pizze classiche con farina di grano, un tipo di alimento che io ritengo molto poco funzionale e se possibile da evitare, anche la possibilità di una farinata, che si può mangiare con sopra niente, semplicemente, oppure condita, ma non come una pizza, bensì in modo più semplice, perché la base, non avendo la colla del glutine, non regge tutti gli ingredienti che regge una pizza di grano – questa cosa è poi quella che, dopo che mangi una pizza, ti tiene alzato tutta notte: hai mangiato un pastone colloso di roba poco digeribile.

    Questa, ad esempio, è una farinata «coi funghi», assolutamente strepitosa, che ho mangiato il giorno prima della partenza in un ristorante pizzeria a Rapallo lungo il mare.

    La farinata, se la vuoi provare, la trovi comunque un po’ dappertutto, anche se è un prodotto, ovviamente, industriale e non artigianale come questa. Io la trovo al PAM e alla Coop. Quella della Coop personalmente mi piace di più.

    Come ricarica per i carbo, la farinata mi piace molto perché il contenuto di carbo ogni 100 grammi è molto basso – di solito 15% – inoltre mi ricorda il sapore di cose che mangiavo prima della paleo e cui sono in qualche modo affezionato – è la fame del cuore, innanzitutto, come ti spiegherò tra poco – come le varie preparazioni con la farina di grano e i prodotti da forno.

    Il counseling per il peso funziona?

    Chiusa questa parentesi, torniamo alla bilancia.

    Ebbene, dopo 15 giorni così, mangiando spesso un po’ oltre la sazietà, senza pesare mai, se non a occhio, gli alimenti (a casa lo faccio, ma mi sembrava una crudeltà portarmi la bilancia in ferie), senza avere mai fame, essendo pieno di energia di giorno e ben rilassato durante la notte, ho perso un altro mezzo chilo, continuando con la mia tabella di marcia che mi ha consentito di perdere circa 10 chili negli ultimi mesi.

    Naturalmente, sono molto contento di questo risultato, che conferma che ormai le mie abitudini alimentari sono piuttosto funzionali, tanto da consentirmi di mantenermi in forma anche fuori casa e mangiando quello che per i miei gusti è comunque molto.

    Preciso che durante queste due settimane ho comunque continuato ad allenarmi, non sono andato in palestra ma, armato di un tappetino, ho fatto, sempre a giorni alterni, una routine a corpo libero di circa 45 minuti. Mi sono mosso molto di più, sia per i bagni in mare con i miei figli, sia per le passeggiate, e anche questo credo che abbia contribuito.

    Chiudo adesso la mia parentesi personale per parlare più in generale di come il counseling può essere utile per chi vuole perdere peso, allargando il discorso a tutti quelli che vogliono approfittarne per loro stessi

    Da questo punto di vista, il counseling può essere utile sotto due profili grossomodo, che sono:

    • a) quello della compliance rispetto ad un determinato stile nutrizionale e
    • b) quello della ingegnerizzazione del cibo, verso prodotti che, più o meno a parità di gusto e palatabilità, sono molto più funzionali.

    La compliance.

    Comincio a descriverti la compliance. Che cos’è?

    Sai perfettamente che se tu mangiassi meno, se tu evitassi certi cibi, perderesti peso e acquisteresti più salute. Quante volte, tuttavia, hai fatto una dieta senza però riuscire, nel medio e lungo termine, a tenertici aderente, iniziando col perdere qualche chilo e finendo poi per riacquistarli, spesso con gli interessi. O addirittura non sei riuscito nemmeno a seguirla più di tanto…

    La compliance è il vero problema di chi vuol fare un percorso di salute oggigiorno.

    La compliance è la capacità da parte tua di fare effettivamente quello che sai già che serve per poter raggiungere i tuoi obiettivi di salute e composizione corporea, ma che – per qualche ragione, che è ben radicata nel tuo profondo – in questo momento non vuoi o non puoi fare.

    La strada della compliance è fatta di acquisizione di maggior consapevolezza del tuo rapporto col cibo, cosa per la quale utilizzo lo strumento della mindfulness e, in particolare, del mindful eating, e di lavoro su tutti quei nodi interiori – come ad esempio tipicamente la mancanza di amore per te stesso, l’eccesso di giudizio tossico, ma anche tanti altri – che ti impediscono di fare questo percorso.

    La gente a volte mi dice che andare da un counselor per la perdita di peso non serve.

    All’esatto opposto, io penso invece che un counselor sia nella maggior parte dei casi molto più importante di un nutrizionista e di un personal trainer.

    Voglio essere completamente chiaro con te.

    Il nutrizionista e il personal trainer servono.

    Io ce li ho entrambi e li «uso» con soddisfazione.

    Però nella maggior parte dei casi, e se ti parlo di «maggior parte» lo faccio calibrando esattamente le mie parole, gli ostacoli non sono la mancanza di cultura alimentare o del movimento, perché ormai la gente sa che cosa bisogna mangiare o non mangiare e che, o come, bisogna muoversi (grossomodo), il problema è solo che non riesce a farlo e non ci riesce perché non può o non vuole farlo per via di alcuni aspetti interiori che, se si vuole procedere, bisogna sistemare o rendere oggetto di lavoro e crescita spirituale o quantomeno di riacquisto di consapevolezza.

    Ingegnerizzare il cibo.

    Significa semplicemente che i piatti che hai sempre mangiato e che ti hanno sempre fatto ingrassare, e tolto una parte di salute, li puoi reinventare e sostituire con cibi analoghi che però sono molto più funzionali.

    Ti faccio un esempio, credo sia il modo migliore per spiegartelo. Questa è una vecchia foto di una colazione che però ho fatto anche poco fa.

    È composta da zabaione fatto con due tuorli d’uovo crudi, due fette di cracker di riso con una crema gianduia speciale, costituita solo da nocciole, cacao ed eritritolo, ed un infuso con collagene, di cui ho parlato già qui, e magnesio.

    Dal punto di vista, della palatabilità, per me è gustosissima e mi soddisfa come la vecchia «pastarella» che mangiano tutti quelli che non seguono diete particolari.

    Però, anziché togliere salute e far ingrassare, come farebbe una pastarella, promuove la salute e consente di perdere peso (questa è la colazione che ho fatto regolarmente anche a Rapallo), perché:

    • non c’è glutine, essendo i cracker di riso;
    • non ci sono grassi o altri ingredienti nocivi, come ci sarebbero se si usassero le creme gianduia industriali;
    • lo zucchero è sostituito dappertutto (crema gianduia, zabaione, infuso) con l’eritritolo, un dolcificante privo di calorie ed innocuo che non viene metabolizzato dall’organismo;
    • ci sono tutti i benefici del tuorlo d’uovo crudo, che sono davvero infiniti.

    Questo, naturalmente, è solo un esempio per far vedere come si può ingegnerizzare il cibo, cioè scomporlo, andandone a realizzare una versione più funzionale, con poca fatica, per inserire nella tua vita abitudini alimentari molto più funzionali e promotrici della salute.

    Conclusioni.

    Questi sono solo alcuni primi spunti, per farti capire la potenzialità del counseling per la ricomposizione corporea e più in generale per l’incremento della salute e dell’energia delle persone.

    Tornerò presto a parlarti di questi argomenti, in particolare mi sta molto a cuore, perché lo ritengo uno strumento potentissimo, il mindful eating.

    Se vuoi iniziare un percorso di counseling con me, o se vuoi anche semplicemente maggiori informazioni senza impegno, contattami compilando il modulo apposito nel menu principale del blog.

    Stammi bene, benritrovato!

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    benessere paleo ricette

    Crema di avocado.

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    Ok, questa «ricetta» è in primo luogo per i bambini, per evitare di fargli mangiare cose inaccettabili come la Nutella e altri prodotti di cui l’italiano medio va di solito estremamente fiero (e pensare che siamo considerati in tutto il mondo il paese dove si mangia bene, mamma mia…), ma non è male certamente anche per i grandi paleoisti e biohackers che hanno voglia di qualcosa di dolce e sfizioso.

    Dal punto di vista della palatabilità, prima di farla e perfezionarla pensavo fosse un mezzo ripiego, invece sono arrivato ad adorarla e a preferirla a qualsiasi tipo di crema o budino ottenuto con mezzi tradizionali. Il gusto del miele biologico e la cremosità dell’avocado sono assolutamente insuperabili e si sposano perfettamente tra loro.

    Un altro vantaggio di questa ricetta è la estrema semplicità e velocità di preparazione.

    Di seguito metto le dosi e proporzioni per fare circa 6 tazze da «caffè americano» come quelle che vedete nella foto, naturalmente potete cambiare, in proporzione, ma anche non in proporzione, dal momento che la tonalità dolce, ad esempio, del prodotto finale dipende dal gusto di ognuno, chi la preferisce più o meno dolce magari rispetto a quello che pratico io, per cui il suggerimento è di assaggiare man mano che si amalgamano gli ingredienti nel mixer.

    Un ingrediente che è bene tenere al minimo possibile è la polvere di cacao, che come sapete conferisce una nota amara e astringente, che è favolosa se contenuta nella giusta misura e controbilanciata dalla nota dolce del miele, mentre se in eccesso può effettivamente rovinare la preparazione, arrivando anche da conferire un eccezionale gusto di «bruciato» al tutto 😉

    Naturalmente, se aumentate, nel limite nel consentito, la dose di cacao, dovete essere pronti ad aumentare parallelamente anche il miele. Per questo motivo, io tengo il cacao al minimo, nella misura appena sufficiente per dare un po’ di colore al composto, su cui rimarrà comunque una nota verde giallognola data dall’avocado, così posso tenere anche il miele basso.

    Questi sarebbero gli ingredienti e le relative quantità:

    • 6 avocado
    • 2, 3 cucchiai di polvere di cacao crudo biologico
    • 250 g di miele bio

    Gli avocado sapete che devono essere al giusto grado di maturazione. L’errore tipico di chi non conosce questi frutti è di utilizzarli quando sono ancora troppo acerbi e finire con il pensare che «fanno schifo». In realtà, l’avocado è un frutto assolutamente meraviglioso, sia come gusto che, a quanto pare, come apporto nutrizionale, noi in famiglia ne consumiamo almeno uno al giorno.

    Ad ogni modo, l’avocado è maturo quando cede alla pressione di un dito sulla superficie. Nei negozi, quando li comprate, di solito sono ancora acerbi e vanno tenuti alcuni giorni fuori dal frigo a maturare, insieme se possibile ad alcune mele o altri frutti che emettono etanolo. Una volta che sono maturati, li dovete mettere in frigorifero e … usare man mano. Perché gli avocado non vengono venduti già maturi? Per una questione di conservazione, dovuta al fatto che la maggior parte sono importati da paesi lontani, e per il fatto che, se fossero esposti già maturi, siccome i consumatori del frutto sanno che devono premerne la buccia per vedere se è pronto per il consumo, dopo alcuni giorni sarebbero spappolati a forza di subire le prove di tutti quelli che passano.

    Naturalmente, sapete come si sbuccia un avocado (a proposito, al plurale il nome è invariato: sempre avocado): bisogna tagliarlo per il lungo con un coltello girandogli intorno in modo da ricavare due metà. Tracciato questo solco lungo il lato più lungo del frutto bisogna prendere ogni lato con una mano diversa e sparigliarlo, ruotando una mano verso di sé e l’altra verso l’esterno, in questo modo le due metà si staccheranno lasciando il nocciolo dentro ad una sola di esse. Togliere il nocciolo e iniziare a sbucciare. Alcune qualità si pelano, cioè basta tirare la pelle con la mano e verrà via naturalmente. Altre qualità hanno una buccia più dura, quindi bisogna per forza usare il coltello. Dicono che molte sostanze nutritive siano concentrate nella parte, di colore più verde, più vicina alla buccia per cui il consiglio è: tutte le volte che potete, pelate l’avocado e non usate il coltello.

    Bene, a questo punto avrete pelato 6 avocado (notate il plurale corretto) e avrete 12 metà dentro ad una ciotola, un po’ come in questa foto qui:

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    Mettete gli avocado dentro al mixer. Io ho il Bimby ed uso quello, ma penso che possiate utilizzarne uno qualsiasi che abbia capacità sufficiente.

    Aggiungete gli altri ingredienti, cioè il miele biologico e il cacao.

    Io come miele uso questo:

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    Essendo il barattolo esattamente 250 grammi, lo verso direttamente dentro al mixer.

    Potete scegliere il miele che volete, chiaramente dovete curare solo che sia liquido o meglio più liquido sarà e meglio è, per una evidente questione di maggior facilità di manipolazione dell’ingrediente. Se prendeste, ad esempio, certi mieli di arancia, che sono quasi solidi, sarebbero più difficili sia da versare nel mixer che forse da amalgamare.

    Come cacao, uso quello di lifefood, che è crudo (piccola nota sticazzi: secondo alcuni, gli antiossidanti del cacao si conservano solo in quello crudo) e biologico, comunque a me piace. Questa la confezione:

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    Come dicevo prima, vi consiglio dopo una prima amalgamata di assaggiare ed osservare ed eventualmente aumentare miele e/o cacao.

    Vi consiglio anche di non mixare troppo, perché il composto potrebbe diventare troppo poco consistente, perdendo di cremosità e diventando troppo liquido, non è facile farlo accadere ma a me una volta è successo quindi cercate di concludere in un tempo ragionevole.

    Se pensate che 6 tazze siano troppe, valutate attentamente. In casa mia, i miei due figli ne mangiano una appena pronta, un’altra a colazione al giorno dopo e la prendono a merenda a scuola sempre il giorno dopo. A me di solito giustamente rimane da leccare il Bimby.

    Buon appetito e, come si dice a Vignola, affogatevi!