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Avvocati e consulenze on line.

Ho rilasciato un’intervista per il Blog di ProntoPro dal titolo “La consulenza giuridica online: lo strumento degli avvocati del futuro.

Vi invito a darci un’occhiata, se credete, ci sono tutte le cose che ormai pratichiamo da anni, come il prezzo dimezzato per chi ha basso reddito o per i colleghi avvocati.

Inoltre è chiarita la validità legale di questo tipo di consulenze, con cui si attua il commercio elettronico anche nel settore dei servizi professionali. 

Grazie di tutto. 

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Avviso udienza in Cassazione: a chi è notificato?

nel ricorso in cassazione, l’avviso dell’udienza è notificato solo all’avvocato o anche all’interessato?

L’avviso è notificato solo all’avvocato, presso cui la parte, quella che tu chiami «l’interessato» ha eletto domicilio.

Con il ché, non abbiamo capito il tuo problema, nè tantomeno potuto risolverlo.

Come ho detto e ripetuto centinaia di volte, le domande campate in aria e generiche come questa non hanno nè il minimo senso nè alcuna utilità.

Le persone che hanno problemi legali dovrebbero spiegare i contorni del problema, lasciando che sia il professionista ad occuparsi dei profili rilevanti giuridicamente, ma anche fattualmente.

Ora, non so se nel tuo caso ci sia un problema di timore che l’avviso di fissazione dell’udienza non sia poi comunicato alla parte, se così fosse ci potrebbero essere alcune cose da valutare per poter accedere al fascicolo in caso di necessità di fare accertamenti.

Per maggiori dettagli, rimando alla lettura della scheda sul ricorso per cassazione.

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Problemi legali: fare quel che conviene, non quel che è giusto.

Mio figlio va alla scuola d’ infanzia paritaria delle suore. All’ inizio dell’anno, oltre 30 euro dell’iscrizione, le suore chiedono pure una somma di 20 euro per l’ assicurazione (di cui dicono 10 euro x i bimbi e 10 euro x le persone estranee alla scuola). Posso chiedere alle suore di visionare la polizza? Questo perchè mi sembra strano che persone estranee all’ istituto siano coperte dall’assicurazione…

Si tratta di una situazione in fondo assai banale, anche se naturalmente da considerarsi con tutto il rispetto dovuto alla sensibilità di ognuno, ma che offre occasione per alcune riflessioni più interessanti sulla strategia da adottare nella gestione dei problemi legali.

Qui infatti è sbagliata l’impostazione strategica di base, il modo di muoversi e di porsi in un caso del genere.

L’errore consiste nel preoccuparsi della possibilità di richiedere una cosa ancor prima di essersi trovati di fronte ad un diniego.

Nella gestione dei problemi legali, la fumosità e le ipotesi vanno ridotte al massimo, per ridurre ulteriormente all’osso la situazione, in modo da arrivare ad occuparsi della sola «polpa» del problema, perché tutto il resto è letteralmente fatica sprecata.

Sfortunatamente, la maggior parte della gente è convinta, quando si trova a dover gestire aspetti legali nella propria vita, di dover fare riferimento a «quello che è giusto».

In realtà, si tratta di un approccio sbagliato e spesso dannoso.

E, soprattutto, in molti casi è impraticabile.

Esattamente come in questo caso: seriamente uno dovrebbe andare a studiarsi il codice della privacy e la legislazione scolastica per capire se un documento del genere è ostensibile o meno?

Il fatto è che, quand’anche un bravo e preparato giurista, magari un avvocato che lavora a 300€ all’ora, andasse a fare questo approfondimento, nemmeno ne uscirebbe probabilmente con una risposta univoca, perché sul tema probabilmente la legge non è chiara, o non affronta esplicitamente il problema, c’è un contrasto giurisprudenziale o una difficoltà interpretativa.

Quindi che senso ha questo dal punto di vista strategico?

Nessuno.

Il fatto è che nella trattazione dei problemi legali, e questo vale anche per problemi molti più gravi di una banalità come questa, bisogna fare non «quello che è giusto» ma «quello che conviene».

I problemi legali sono, appunto, problemi, non sono «diritti», come vi hanno convinto a pensare.

Vi dò una notizia molto importante: se avete un problema legale, avete un problema, esattamente come chi ha un raffreddore sta male e non ha un «diritto alla salute», ma solo il naso pieno di merda.

L’unica cosa davvero giusta da fare quando si ha un problema è definirlo, risolverlo, superarlo, in qualche modo, per poi dedicarsi alla parte bella della vita, alle cose belle che nonostante tutto ci sono per ognuno di noi.

Lasciate che reiteri il concetto.

Non dovete fare «quello che è giusto», dovete fare quello che vi consente di definire questo problema e archiviarlo definitivamente con il minimo sacrificio e la massima rapidità possibile.

Anche ad esempio – e qui mi riferisco a tanti altri casi – a costo di pagare dei soldi a gente che non se li meriterebbe affatto, soldi che però vi consentono di «comprare» la vostra serenità e allora sono in fondo ben spesi.

Un bravo avvocato dunque che si dovesse trovare a gestire il problema della nostra lettrice non le proporrebbe ovviamente uno studio di approfondimento sulla legislazione in materia di privacy al fine di ricostruire lo stato dell’arte del diritto sul punto, ma le consiglierebbe semplicemente di smettere subito di lambiccarsi con dubbi inutili e fare senz’altro una richiesta di copia della polizza, oralmente presso la segreteria, oppure tramite raccomandata a/r o posta elettronica certificata.

Solo successivamente, e solo in caso di diniego, approfondendone le eventuali motivazioni, si potrà, se del caso, andare a valutare i profili giuridici della situazione.

Ma non ha il minimo senso farlo prima, quando il problema in realtà non esiste, non esiste nessun problema di cui sia possibile anche solo parlare, perché nessuno ha mai negato l’ostensibilità di questo documento.

Quindi, chiedete e vi sarà dato… Come dicono anche le Scritture, cui le suore dovrebbero pur essere sensibili…

Se non sarà così, potrete provare a rivolgervi ad un avvocato.

Fino a che non ci saranno problemi, lasciate stare il diritto e le curiosità, il diritto non è affatto uno strumento per i curiosi, ma uno strumento che gronda lacrime e sangue, cui pensare di ricorrere solo in casi estremi.

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Per sciogliere una comunione scegliete un avvocato negoziatore.

in comunione con due sorelle, ho ereditato una casa con terreno. Premetto che saremmo intenzionate a vendere, ma il contrasto è sul prezzo. A questo punto chiedo: se le altre due sorelle sono disposte a vendere per una cifra che io ritengo insoddisfacente, per la medesima potrei acquistare io.
La cosa non è semplice perchè una in particolare, guidata dal marito sadico e arrogante, sarebbe portata ad opporsi per dispetto, fino a giungere alla vendita all’asta.
Leggendo il suo articolo si evince che colui il quale possiede maggiori quote, facendo richiesta di assegnazione, ha più possibilità? In previsione di come si andrà a determinare la vicenda, mi conviene acquistare la quota di una sorella che magari è più disposta a cedere?
In sintesi chiedo la migliore strategia per far si che la casa non vada in mano a persona sgradevole e possa acquistarla io.

I problemi alla base di queste situazioni non sono tecnici, ma squisitamente umani, riguardano cioè i contrasti e i conflitti che ci sono all’interno della famiglia e che rendono molto difficile se non impossibile sviluppare un dialogo serio e costruttivo, che è invece indispensabile per arrivare a una soluzione.

Per questo motivo, io credo che prima di pensare a soluzioni e metodi di tipo giudiziale, che rappresentano sempre un bagno di sangue per tutti, si debba tentare il più possibile con approcci di tipo negoziale.

In primo luogo, non potete condurre voi in prima persona la trattativa, ma dovete incaricare un legale, un avvocato. Questo avvocato non deve essere quello che la gente cerca comunemente quando desidera un «avvocato con le palle», che di solito è semplicemente purtroppo solo uno stronzo maleducato che non porta ad altro che alla rovina, ma tutto al contrario una persona affabile, saggia, dotata di propensione al dialogo, alla mediazione e in grado di definire e suggerire una adeguata strategia di base.

Vi serve, in altri termini, una persona intelligente e dotata di delicatezza, tatto e diplomazia, indispensabili per muoversi in situazioni come queste.

La trattativa sarà in primo luogo condotta da questo avvocato con le altre parti o i legali che le altre parti vorranno incaricare, sperando sempre che in questo secondo caso si tratti di professionisti ragionevoli.

Qualora la trattativa, poi, si dovesse arenare per un motivo o per l’altro, l’ulteriore ipotesi da valutare, sempre in ambito negoziale, sarebbe quella di promuovere la fase di mediazione, che in molti casi si è dimostrata un valido passo per sbloccare problemi già un po’ incancreniti, per la presenza di un mediatore, e che comunque rappresenta un momento necessario per legge per promuovere poi, se proprio non dovesse andar bene, la causa di divisione giudiziale.

È importante per il cliente capire che la fase di trattativa rappresenta un investimento importante, di cui tuttavia non c’è alcuna garanzia di ritorno. La trattativa, infatti, è un vero e proprio lavoro per l’avvocato, da svolgere con delicatezza, attenzione e scegliendo sempre le mosse più opportune: il cliente deve corrispondere un compenso per questo lavoro «di fino», però può darsi che la soluzione non arrivi perché il risultato dipende sempre dall’accettazione delle altre parti, per quanti sforzi si possano fare e per quanto un avvocato possa essere bravo.

Per questi motivi, il cliente deve mettere in conto l’eventualità di pagare diverse ore di lavoro per poi ritrovarsi con niente in mano, proprio perché si tratta di un tentativo. Un tentativo che secondo me tuttavia, vista l’alternativa, che è quella giudiziale, vale sempre la pena di fare, conviene. Si può procedere per passi successivi, eventualmente programmare ad esempio 5 ore di lavoro, esaurite le quali si può fare un primo punto della situazione e decidere insieme al legale se programmarne altre cinque oppure passare ad altri approcci e metodi per trattare il problema.

Come per quasi tutti i problemi legali, non c’è una soluzione pronta per situazioni del genere. Ci si può solo lavorare sopra e vedere man mano come la situazione evolve. I problemi legali si possono trattare, con lo scopo di arrivare ad una soluzione. In queste situazioni di comunione, il modo migliore di trattarle almeno all’inizio è sicuramente quello della trattativa, rigorosamente tramite legale perché le parti da sole non sono affatto in grado di negoziare in modo efficace, questo è un aspetto fondamentale da capire. Nel 90% dei casi le persone che si muovono senza una adeguata assistenza legale peggiorano la situazione.

Che un legale sia indispensabile per me è fuori discussione, piuttosto il problema è la scelta dell’avvocato, perché purtroppo i professionisti inadeguati ci sono e il rischio di incaricarne uno è reale. Ti consiglio di curare particolarmente bene la scelta del legale che andrai ad incaricare, assicurandoti che abbia una vera propensione e professionalità come negoziatore. Stai bene alla larga da tutti gli altri.

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Tutela legale: nuova infoline per l’Emilia Romagna.

Sapete che siamo fanatici – e in Italia, in fondo, precursori – da molti anni della tutela legale, unica forma di copertura che può garantire alle persone e alle aziende di poter gestire i problemi legali in modo efficace, ma spesso anche di poterli gestire tout court, dal momento che quasi sempre molte persone rinunciano a tutelarsi per via delle possibili spese legali.

Per maggiori dettagli su questo fondamentale strumento, rimandiamo comunque alla nostra scheda approfondita sul tema, oltre che ai numerosissimi post del blog che riguardano la tutela legale.

Da oggi abbiamo aperto una nuova infoline, limitata per il momento alla sola Emilia Romagna, per tutti coloro che vogliono maggiori informazioni e, auspicabilmente, tutelarsi con una copertura, per evitare di prenderla in saccoccia la prossima volta che incontreranno una vertenza di tipo legale.

La nuova infoline è gestita dal dr. Gianluca Ruggeri, che collabora da sempre con il nostro studio.

Il numero da chiamare è il: 338 9331836

Chi preferisce può scrivergli una mail all’indirizzo: gruggeri chiocciola solignani.net

Grazie a tutti, evviva noi.