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Provvedimento di espulsione dal condominio ?…

Provvedimento di espulsione dal condominio ?

La decisione del giudice, che ha allontanato dalla propria casa padre, madre e figlia: contro una famiglia ghanese avrebbero usato anche spray al peperoncino
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Sto organizzando una class action per tutte q…

Sto organizzando una class action per tutte quelle che ieri sera, dopo aver pagato regolarmente il canone in bolletta, non sono riuscite a vedere bene il pacco di AchilleLauro

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Le confessioni sono le soap dei frati e degli…

Le confessioni sono le soap dei frati e degli avvocati

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Di chi é la colpa di così tanti casi di sepa…

Di chi é la colpa di così tanti casi di #separazione e #divorzio?

La mia risposta laica, moderna e tecnica, dopo 25 anni da divorzista, é: di Satana.

Il mio post più commentato e condiviso di sempre.

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«avvocato, ho bisogno solo 5 minuti» é quando…

«avvocato, ho bisogno solo 5 minuti» é quando un coglione fa outing

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Ministro Bonafede: possibile così ignorante?

Mi chiedono di dire cosa penso delle sparate del ministro di Giustizia, Buonafede, che pur essendo avvocato avrebbe detto che se in un reato non si riuscirebbe a dimostrare il dolo, questo reato diventerebbe colposo…

A riguardo, va ricordato che l’ignoranza e l’incompetenza nel movimento 5 stelle sono per design, cioè sono state volute e richieste appositamente.

I loro politici sono stati specificamente progettati così dai loro dirigenti, perché si era considerato che l’unica qualità necessaria per un politico sarebbe stata la famosa onestà.

Sono cose che hanno sempre detto apertamente, non le sto dicendo io adesso. Se uno vale comunque uno, allora va bene anche Bonafede che non conosce l’ABC del diritto perché lui è uno ma un altro che invece lo conosce é sempre uno.

La realtà, però, si è incaricata puntualmente di smentire tutto questo.

Inoltre, si é visto come spesso l’onestà stessa non ci sia nemmeno stata. Con la votazione favorevole sul MES insieme al PD direi che il M5S come fenomeno politico si sia messo una pietra sopra da solo.

Peccato perché agli inizi – devo essere onesto – anche io ci avevo creduto.

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Separazioni e divorzi in tribunale: facciamo anche basta?

La maggior parte degli avvocati continua a fare le separazioni consensuali passando dal tribunale e non con le convenzioni di negoziazione assistita.

Perché questa è una grande cazzata?

Per svariati motivi.

A) Per i clienti, i famosi utenti del sistema giustizia, é molto più lungo come tempi, scomodo e stressante. Un accordo in studio si fa in un’ora di lavoro, al massimo, su appuntamento. Ed è finito tutto lì. Addirittura, in casi particolari si può fare in videoconferenza. In tribunale, invece, devi stare ai tempi del tribunale. Depositi il ricorso, poi l’udienza magari te la fissano dopo 6 mesi, la settimana in cui avevi prenotato per andare in ferie. L’udienza, poi, é alle nove del mattino, ma tu entri alle cinque del pomeriggio. Parlo di cose reali, ordinarie, non di fatti estremi.

B) L’accordo in studio impedisce i ripensamenti.

Se due coniugi firmano un ricorso per consensuale e poi, prima di andare in udienza, uno dei due cambia idea e si ritira, bisogna ricominciare tutto daccapo e, a volte, é impossibile. Magari per arrivare alla firma ci erano voluti sei mesi di trattative
difficili…

Ora, quando un avvocato ha la possibilità di cristallizzare un accordo, di bloccarlo definitivamente, ma invece preferisce adottare un’altra strada che non blocca niente ma lascia tutto in sospeso per alcuni mesi – il tempo necessario per fissare e svolgere l’udienza di comparizione – che cosa potresti dirne?

Se uno che passasse di lì per caso dicesse che é un coglione, e che fa molto male il suo lavoro, penseresti che avrebbe ragione o che ha torto?

C) Gli accordi in house sono stati introdotti per realizzare la degiurisdizionalizzazione, una parola orribile che significa sgravare, ove possibile, i tribunali, un bene o servizio pubblico che spesso non funziona proprio perché vi si ricorre in modo eccessivo,
incardinandovi troppe cause e procedimenti rispetto a quelli che possono gestire in base alle loro dimensioni. Tempo fa lessi un contributo dottrinale che sottolineava come fare ricorso allo strumento giurisdizionale in presenza di alternative viabili fosse probabilmente un illecito deontologico; mi pare che questa prospettiva sia corretta, se é vero che anche gli avvocati hanno il dovere di collaborare per il buon andamento della giustizia. Prima ancora che scorretto deontologicamente, mi sembra non molto intelligente per i motivi già esaminati prima.

Perché allora la maggior parte degli avvocati fa così?

Per un motivo tristissimo: perché hanno sempre fatto così.

Poi si lamentano che il PCT non va, che come categoria non ci sappiamo imporre, che i notai invece, che i clienti non pagano, ecc. ecc..

Salvo poi non fare niente nei casi in cui effettivamente avrebbero il potere di innovare e migliorare la vita di tutti: clienti, utenti del sistema giudiziario, loro stessi.

Ora, se una persona non riesce a far bene anche in ciò che rientra completamente nella sua sfera di dominio, ma non lo fa, poi può dare la colpa ad altri di quello che non va?

Mi sembra di vedere quelli che si mettono addosso la maglietta «fateci votare» per poi correrci a comprare i Nutella biscuits.

Fai un primo, ma fondamentale passo.

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Riferimenti.

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Salvare le mail in formato EML su Android: come?

Con l’ultimo aggiornamento della versione beta, in Aquamail si possono salvare i messaggi mail in formato EML, quello nativo della posta elettronica.

Questo è un piccolo, grande passo in avanti per tutti i professionisti che lavorano con Android e la posta elettronica, specialmente quella certificata.

Credo proprio che Aquamail, così, sia l’unico client di posta elettronica per Android (e forse anche per iOS, ma ciò non mi stupisce, essendo un sistema operativo per tecnolesi) che consente di esportare le mail in formato nativo.

Questo consente ad esempio di archiviare le mail, soprattutto le PEC, direttamente dal cellulare, senza dover attendere di passare dal Mac come era necessario precedentemente: basta salvare, infatti, il messaggio in formato EML nativo in Dropbox o nell’altra cloud che si utilizza per i propri dati, usando l’app nativa di Dropbox, un file manager avanzato come Solid Explorer o una applicazione come Dropsync.

Un motivo in più, tra i tanti altri già esistenti
(https://blog.solignani.it/2016/08/19/android-vs-ios-qual-e-il-sistema-migliore/) per preferire il robottino verde per uso lavorativo.

Ma non ringraziarmi.

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Tariffare a tempo: a volte é indispensabile.

Perché la tariffa ad ore?

Ci sono delle situazioni, molte per la verità, in cui l’unico metodo tariffario applicabile – per un servizio legale – è, purtroppo, quello a tempo.

Sono i casi in cui la situazione è ancora un po’ troppo «fluida», informe o non ben definita, cosa che impedisce di tariffare «a corpo» o a forfait, in riferimento all’intero lavoro, proprio perché ancora non si sa quale sarà il lavoro da fare.

Ti faccio subito un esempio per renderti in grado di capire.

Metti che una persona venga in studio, come spesso succede, dicendo «Ho un problema con il mio coniuge e vorrei valutare una eventuale separazione, non so ancora che tipo di separazione potrebbe essere, se consensuale o giudiziale, perché non ho idea di come la prenderà».

È evidente, in questi casi, che si può lavorare sulla cosa, ma non si sa ancora che tipo di lavoro, e quanto, di preciso ci sarà da fare.

Avrai bisogno di parlare con me, di incontrarmi, di farmi esaminare della documentazione, farmi scrivere delle lettere, farmi fare telefonate…

Ergo, l’unico sistema tariffario che posso applicare, come avvocato, è quello a tempo.

Tu mi compri delle ore e io vado avanti a lavorare man mano. Poi, nel momento in cui la cosa diventa in qualche modo più definita, ti posso fare un preventivo, più preciso, a forfait o a corpo.

Ti faccio adesso l’altro esempio. Una persona viene in studio e mi dice «Ho bisogno di fare una separazione consensuale» oppure «un patteggiamento» oppure «un ricorso per amministrazione di sostegno» oppure «un processo penale dibattimentale» e così via.

In questi altri casi, il lavoro è molto più determinato e preciso che nelle situazioni indeterminate che ti ho mostrato nei precedenti paragrafi. In questi casi, dunque, sono in grado di farti un preventivo non a ore, bensì «a corpo» per l’intero lavoro.
Tipicamente, un mio preventivo ad esempio per una causa civile sarà di una certa somma di denaro all’anno, con il sistema del «forfettone» o flat.

In realtà, anche in questi casi potranno esserci delle piccole parti di lavoro fatturate ancora a tempo. Sempre ad esempio, gli appuntamenti vengono comunque fatti pagare una certa somma ogni ora, anche se il costo, all’interno di un contratto flat, è dimezzato rispetto al costo ordinario. Ulteriormente, se, per arrivare ad una separazione consensuale, è necessario fare uno o due incontri, ci sarà un preventivo «a corpo» per la separazione consensuale, ma gli eventuali incontri necessari per arrivare a «fare il lavoro» dovranno essere pagati a parte, perché il preventivo standard per la
separazione consensuale comprende di base un solo incontro: se riesci a starci dentro, tanto di guadagnato, altrimenti è lavoro in più che purtroppo dovrai compensarmi.

Allora come faccio a sapere cosa vado a spendere in tutto?

So anche io che a nessuno piace molto comprare delle ore, perché in questo caso è meno pretederminabile che cosa si andrà a spendere alla fine e quindi non ci si riesce ad organizzare bene…

Però in molte situazioni purtroppo questo è oggettivamente inevitabile, non ci sono alternative, proprio perché è impossibile sapere in anticipo che cosa si andrà a fare.

Una cosa positiva, per contro, è che, man mano che si lavora su una situazione e che la si approfondisce, le cose diventano sempre più chiare e spesso si può arrivare a capire meglio che cosa occorre fare, quindi anche a poter fare dei preventivi più precisi.

Il messaggio, comunque, che voglio farti portare a casa è questo: se ti faccio un preventivo ad ore è perché, valutando la tua situazione al momento, non ritengo che sia possibile fare in altro modo.

Di solito, all’inizio di una pratica é più facile che si possa tariffare solo a tempo, mentre se é già in fase avanzata, come nel caso in cui ad esempio mi porti una causa già pendente in cui devi costituirti, o una impugnazione, é al contrario più facile tariffare a forfait.

Anche io, se devo essere onesto, preferisco fare preventivi, quando posso, a forfait, cioè a corpo e non a ore, perché in quei casi vedo che vendo molto di più: le persone, infatti, quando sanno quanto vanno a spendere «in tutto» (almeno approssimativamente) sono, come è ovvio, molto più invogliate ad investire in un prodotto o servizio, compresi quelli legali.

È, dunque, anche un mio interesse fare preventivi «a corpo» tutte le volte in cui è possibile, quindi stai tranquillo che, non appena diventa possibile, ti formulerò un’offerta che ti consenta,
finalmente, di sapere «quanto vai a spendere».

Purtroppo, non è sempre possibile. Un cliente non ti porta una «pratica» (separazione, patteggiamento, causa civile, processo penale, ecc.), ti porta «un problema»: bisogna vedere quel problema se si trasforma in una pratica e in quale.

La tariffa a tempo é una fregatura?

Il problema è che, quando propongo un pagamento ad ore, il cliente pensa spesso che lo voglia solo inculare, vendendogli delle ore “a iosa”, senza nemmeno svolgere poi più di tanto il lavoro relativo.

Io questo lo capisco bene, però il cliente può, se crede, considerare che, in relazione alla natura indeterminata della situazione sulla quale mi chiede di lavorare, io non ho alcuna alternativa.

Non posso preventivare a corpo un lavoro che ancora non so quale possa essere. Questo non puo farlo nessun professionista o altro lavoratore: nemmeno un meccanico sa farti un preventivo preciso finché non ha aperto il motore!

E i parametri forensi?

Non li ho mai usati. E intendo mai in senso letterale.

Per me esistono solo due modi decenti e pratici di tariffare: a ore o a forfait per un intero lavoro.

I parametri servono solo quando non si possono applicare i due metodi precedenti, ad esempio al giudice in sede appunto giudiziale per liquidare le spese, ma io coi miei clienti uso il sistema a tempo o a forfait.

Non ho mai fatto un preventivo, sulle migliaia che ho ormai confezionato, sulla base dei parametri, perché la cosa a mio giudizio non avrebbe alcun senso e collegamento con la realtà del lavoro che dovrei fare.

Conclusioni.

In conclusione, se sai già il tipo di lavoro che ti serve, nessun problema, posso farti un preventivo a corpo per l’intero lavoro.

Questo è tanto vero che nel sito c’è una sezione apposita, lo store, dove molte pratiche – tra cui tutte le impugnazioni – sono già state «pacchettizate» e tu le puoi acquistare direttamente, senza bisogno nemmeno di chiedermi un preventivo prima.

Se, allo stato, hai genericamente un «problema» non meglio
determinabile quanto a pratica da fare, allora devi rassegnarti, se vuoi, ad acquistare una ricarica di ore, purtroppo non c’è altro modo, iniziando magari con la classica prima ora di consulenza.

In seguito, se il lavoro si trasformerà in una pratica ben delineata, allora potrò farti un preventivo più preciso.

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