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importare i mazzi dei tarocchi

Una delle funzioni che mi è piaciuta di più di Unitarot è la possibilità di importare un mazzo fisico.

Questo è interessante sia per chi dispone di una collezione interessante di mazzi, sia per chi è solito utilizzare carte particolari, diverse dai tarocchi di Marsiglia, o anche dai tarocchi in generale, e può, almeno in determinati casi, volerle utilizzare per scopi specifici.

Tutti i mazzi possono essere importati in Unitarot, basta farne la scansione e trasformare ogni lama in un file, in questo caso in formato jpg.

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Promo. Alla prima persona che si registra al …

Promo. Alla prima persona che si registra al mio libro sui tarocchi una stesa gratuita via chat / mail. Vediamo se riesci ad arrivare primo, come quella volta da spermatozoo ?

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Usare app per i tarocchi

«è vero che tutte le volte in cui è possibile è bene seguire le modalità tradizionali per le letture, sedendosi ad un tavolo ed utilizzando un mazzo di carte vere, dopo averle mescolate bene.

Come, tuttavia, ci sono occasioni in cui un libro elettronico può essere utile, a dispetto del fatto che quello di carta resta preferito e fondamentale, come ad esempio per i motivi di cui ti ho già parlato a proposito delle edizioni di questo libro, è ugualmente vero che, in determinate circostanze, un mazzo virtuale o un’app possono essere utili per praticare i tarocchi senza dover per forza ricorrere ad un mazzo fisico.»

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«Chi è dunque la donna rappresentata nell’Arc …

«Chi è dunque la donna rappresentata nell’Arcano del Mondo?»

Carlo Bozzelli – I Tarocchi – Il Vangelo segreto

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Il consultante nella pratica dei tarocchi

“Il «consultante», detto a volte anche «interrogante» o, più semplicemente «cliente», è la persona che si rivolge ad un tarologo per ottenere una lettera e una interpretazione, quindi la persona oggetto della lettura, cui spetta il compito, con l’aiuto del tarologo, di formulare la domanda.

Come ti illustrerò meglio in seguito, la formulazione della domanda iniziale è la prima fase importante della lettura dei tarocchi, non va assolutamente trascurata o svolta frettolosamente, ma curata come si deve. Il counseling non è, infatti, tanto l’arte di ottenere delle soluzioni, quanto quella di farsi, o farsi fare, le domande più giuste, più funzionali.
Nella lettura dei tarocchi, come ugualmente ti spiegherò meglio in seguito, si ha una forte collaborazione tra consultante e tarologo e l’esito finale dipende da entrambi. Il tarologo non deve concepire se stesso come un oracolo che cala soluzioni dall’alto, ma come un «amico» che si cala, tutto al contrario, sulla situazione e spesso nella sofferenza di una persona per aiutarla a capire meglio come stanno le cose. Perché ciò avvenga, è fondamentale l’innesco del consultante che quindi, nonostante il nome, si può dire che sia il «primo tarologo» di se stesso e non un «consumatore passivo» della pratica.
In tutto il libro, i termini consultante, interrogante e cliente verranno utilizzati indifferentemente come sinonimi, anche al fine di evitare ripetizioni, indicando sempre la persona che si rivolge al tarologo o pone in essere pratiche individuali.”

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lame e onori

«Il termine «lame» origina invece probabilmente dal fatto che un tempo le carte dei tarocchi, allora chiamate trionfi, venivano prodotte su tavole di grande formato, quasi dieci per venti centimetri, miniate su carta e ricoperte da una – appunto – lamina d’oro lavorata a bulino. Erano mazzi di altissimo valore, secondo Giordano Berti un mazzo poteva avere un costo pari a quello di un appartamento oggigiorno (Storia dei tarocchi).

Per questo motivo, il gioco dei tarocchi era ritenuto un gioco «da Signori» e veniva chiamato anche gioco «degli honori», in quanto accessibile solo a persone di censo elevato.»

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Journaling con le due carte

Lo schema che si adatta meglio, a mio giudizio, per tenere un diario con i tarocchi è quello delle due carte.

Ciò per la sua semplicità, e conseguente velocità (cosa importante per un gesto da ripetere periodicamente, magari anche una volta al giorno), e per il fatto di partire subito, con la prima carta estratta e disposta sul piano, con la disamina della situazione attuale dell’interrogante, che in questo caso coincide con la persona che tiene il diario.

Lo scopo del diario consiste infatti per lo più nel prendere una coscienza più approfondita della propria situazione, anche nel caso classico in cui una persona si siede e, senza usare carte o altri strumenti, «racconta» al proprio diario la sua giornata, i suoi pensieri, le sue riflessioni…

Per questi motivi, dunque, a mio modo di vedere lo schema più adatto per tenere il diario è quello delle due carte.

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La situazione attuale

«La prima carta esprime la situazione attuale dell’interrogante.

Si tratta di una carta cui dedicare sufficiente attenzione e considerazione. Nonostante si possa pensare che una persona conosca già la propria situazione del momento, in realtà questo non è affatto vero. Anzi, l’uso della pratica dei tarocchi serve innanzitutto per conoscere il presente, a livello più profondo di quello che si ritiene di conoscere di solito.

Perciò, come dico spesso, i tarocchi non servono tanto per predire il futuro, quanto per conoscere il presente

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Per chi vuole imparare a conoscere gli arcani …

Per chi vuole imparare a conoscere gli arcani ?. Operativo dal 3/8 prossimo ??