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Un giocatore di pallamano può svincolarsi dalla società di appartenenza per giocare più vicino a casa?

sono l’allenatore di una squadra di serie b di pallamano di Vicenza. Abbiamo la possibilità di far giocare un giocatore di A1 che non vuole giocare con la società di appartenenza. LA Società di appartenenza non vuole fare il trasferimento e non farà mai giocare il giocatore per dissapori interni. Le motivazioni del rifiuto di giocare in A1 sono gli allenamenti che sono distanti da Vicenza e lavorando come operaio incorerebbe in problematiche lavorative non indifferenti. L’eta è di 24 anni. Chiedo se la società ha tutti i vincoli e se noi possiamo fare qualcosa per svincolarlo. Per correttezza siamo una società povera, per la risposta, se vuole darmela, non mi chieda compensi. Mi scuso per la schiattezza

La schiettezza va sempre bene, anzi è anche il mio modo di fare, dal momento che io sono sempre il primo a parlare di soldi, per tanti motivi che ora non c’è tempo di approfondire, ma che mi consentono di gestirmi meglio, con soddisfazione mia e delle persone che hanno a che fare con me.

Questo, comunque, è solo un blog, quindi completamente gratuito, se uno vuole una informazione a pagamento può, se pensa che sia utile per lui, acquistare una consulenza.

Venendo al merito della questione, per poter giudicare bisognerebbe vedere la documentazione che si è sviluppata in relazione al rapporto giuridico tra il giocatore e la società, in ogni caso credo che in linea di massima non ci siano scappatoie o «buchi» nei quali infilarsi.

In situazioni come questa, che sono molto frequenti, la soluzione è quasi sempre negoziale, cioè ottenere il consenso da parte della società titolare del cartellino – diciamo così – con una formula di gradimento (spesso basata sulla temporaneità) o con una contropartita giudicata sufficiente (a volte ci sono proprio pagamenti in denaro).