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LaZy boy ruleZ ☘️

Sono estremamente efficiente sul lavoro solo perché, preferendo fare altre cose nella vita, ed essendo molto pigro, ho sviluppato metodi che mi consentono di sbrigare nel modo più veloce, definitivo e senza pecche quello che devo fare, in modo da potermi poi dedicare ad altro, senza dover poi tornare a riprendere in mano cose già sistemate.

Una volta ho incontrato un altro avvocato che, in questo, era esattamente come me: abbiamo organizzato un divorzio in una sola telefonata di meno di 5 minuti.

Chiuso il telefono, ognuno di noi due ha subito potuto tornare a dedicarsi a quello che amava di più e il lavoro, nei mesi successivi, si è svolto puntualmente nei modi che avevamo concordato in quei tre minuti, fino alla definizione della pratica, con soddisfazione di tutti i protagonisti e senza che ci fosse bisogno di risentirci nemmeno una volta.

Questo è anche il motivo per cui le mie riunioni e i miei appuntamenti non durano mai un minuto in più del necessario.

Diffida sempre di chi ama il proprio lavoro, facendone un idolo, perché finirà inevitabilmente per romperti i maroni 🌰🌰, probabilmente più volte.

Il lavoro è solo una cosa che si fa: l’unica soddisfazione è non farsene fagocitare o, cosa che sarebbe ancora peggio, non venirne ingrigiti, depressi, nevroticizzati, ma riuscire a farlo in modo agile, cioè col minor metodo possibile quanto a rapidità e qualità del risultato finale, cercando di non dover tendenzialmente mai ritornare su una cosa già fatta.

Il lavoro, dunque, va bene solo se anche con lui, come con tutte le altre cose della vita, riesci a giocare, altrimenti finisce per mangiarti e renderti simile a lui, esattamente come fa padre Crono con chi non riesce a prendere alla leggera il tempo che gli é concesso.

Ricordati che se se ti vanti di lavorare 12 ore al giorno stai in realtà esibendo un tuo fallimento, perché se devi lavorare per così tanto tempo per riuscire ad essere efficiente significa che il tuo lavoro vale poco e cioè alla fine che potrai anche amare il tuo lavoro, ma in realtà non sai lavorare…

059 761926 é il numero magico che devi chiamare quando hai un problema o una situazione legale. Segnatelo in rubrica e chiamalo per concordare il tuo appuntamento 1to1 con me ogni volta che ne hai bisogno per risolvere o, ancor meglio, prevenire un casino legale, tuo o della tua azienda.

Per tutto il resto, che resta sempre il meglio, ci vediamo lungo la strada.

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Gettata tra le scuole guida, ne é uscita capo delle patenti

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Questo é un lavoro per Fleximan 🪓

L’apologia di reato é una figura criminosa creata dai fascisti che la Repubblica, che molti proclamano fondata sull’antifascismo, ha conservato volentieri, come tutte le altre leggi scritte nel ventennio.

Oggi, quelli che negano istericamente e demenzialmente che Mussolini abbia fatto anche cose buone (come se fosse possibile governare vent’anni senza fare nemmeno per sbaglio una cosa azzeccata), usano le cose oggettivamente non condivisibili che sono state fatte durante il fascismo, come l’introduzione dell’apologia di reato, che é un delitto di opinione, definito in maniera eccessivamente incerta e che viola il principio di tipicità dell’illecito penale, per reprimere la tua libertà.

Non solo, ma la Repubblica nel 2005 ha ritoccato l’art. 414 del codice penale, scritto appunto nel 1933 dal ministro della giustizia Rocco del governo Mussolini, aggiungendo che la pena é aumentata «se il fatto è commesso attraverso strumenti informatici o telematici».

Se uno, insomma, guarda il codice penale italiano, che é un documento scritto che ognuno può consultare, la Repubblica sembra molto più costruita sul fascismo, che sull’antifascismo. E, per la precisione, sulle cose peggiori fatte dal fascismo, nemmeno sulle migliori.

Loro però sono «antifascisti».

Fai comunque attenzione ad esaltare il comportamento di quello che taglia gli autovelox sui social: per quanto non condivisibile e ripugnante a livello di civiltà giuridica, ti potrebbero contestare addirittura la forma aggravata di apologia di reato – e nota bene che la prova scritta gliel’avresti fornita tu.

Cerca adesso, subito con gugol il blog degli avvocati dal volto umano e iscriviti oggi stesso per ricevere altri utili consigli
indispensabili come questo dal tuo amichevole avvocato di internet.

Ricordati sempre che Dio ti ha dato dei neuroni e tu non devi mai avere paura di usarli!

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1to1: chiama il numero 059 761926 per prenotare il tuo appuntamento, anche audiovideo a distanza, con me

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Tutela legale: inizia il 2024 con una assicurazione indispensabile.

Sono decenni che predico a tutti di comprare una assicurazione di tutelalegale, che ti paga le spese dell’avvocato in caso di bisogno e che ti consente così di non subire ingiustizie.

Visto che siamo nell’anno nuovo, può essere una buona idea, se ancora non ne hai una, fare finalmente questo passo e sottoscriverla.

Qui trovi un appunto che ho scritto a mano per una persona da me seguita che abita in zona Vignola, dove si trova come sai il mio studio.

A Vignola, ci sono agenti delle tre compagnie che consiglio di utilizzare, in quanto specializzate solo nella tutela legale: Arag, Uca e Das.

I tre agenti sono tutti miei amici. Quindi se abiti in zona, puoi chiamarli o passare da loro per farti fare un preventivo e/o direttamente la polizza.

Hanno tutti e tre un’impiegata dalla quale se credi puoi farti dare un appuntamento.

Se non abiti in zona, puoi andare direttamente con google, cercando con una stringa composta dal nome della compagnia più quello del tuo luogo di residenza, ad esempio «UCA Rimini». In alternativa, puoi anche andare sul sito della compagnia e cercare l’agenzia locale, ma temo che, salvo eccezioni, con google tu faccia prima e meglio.

Non esistono, che io sappia, ad oggi polizze di tutela legale sottoscrivibili online: quindi devi passare ancora per forza da un agente, cosa che presenta comunque diversi vantaggi, soprattutto conoscitivi perché ti consente di sapere bene come funzionano le garanzie.

Non aspettare ancora.

Io ti auguro ovviamente di non avere problemi legali, ma se per caso dovessero capitarti con una copertura di tutela legale riuscirai a gestirli in maniera estremamente migliore.

Non uso l’avverbio estremamente a caso. Su questo, fidati di me.

Considera che io non ho alcun guadagno, provvigione o commissione nelle polizze che stipuli e infatti ti mando direttamente dagli agenti.

Il mio unico vantaggio é che, se avrai un problema legale e deciderai di affidarmelo, potrò seguirti molto meglio, con molta maggior soddisfazione sia mia che tua.

Evviva noi e ancora tanti auguri per un eccellente 2024 a te e a tutti i tuoi cari. Grazie di cuore per l’affetto e la considerazione che mi riservi sempre.

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Errata corrige. Il numero di Roberto Fini, per Dad, indicato nell’appunto non è corretto, il numero giusto é 059 772452.

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Pratiche commerciali scorrette on air.

Attenzione, pratiche commerciali non condivisibili a Vignola e forse in altre zone d’Italia 🇮🇹.

Iniziano con una telefonata in cui dichiarano di voler effettuare un semplice sondaggio, poi con un pretesto mandano un funzionario a casa per finire poi per richiedere la sottoscrizione di una specie di abbonamento.

Al momento non posso dirti di più, segui il blog degli avvocati dal volto umano per futuri aggiornamenti e nel frattempo stai in campana.

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Prima nel q-lo che nella testa?

Come avvocati, il massimo che possiamo fare, cioè quello che raggiungiamo quando le cose vanno bene, e dunque purtroppo non in tutti i casi, é risolvere il problema dei nostri clienti, o con una situazione definitiva e pienamente appagante, oppure con un
compromesso accettabile.

Quello che comunque non possiamo, non potremo mai fare, non sarebbe giusto che facessimo é cambiarli, quei nostri clienti, al di là di quel pochissimo che comunque comporta fare un breve tratto di vita insieme, intenti a curare un problema legale.

Le persone, infatti, generalmente non cambiano e, per quel che interessa in questa sede, nemmeno «capiscono» quello che un altro vorrebbe che capissero: hanno i loro punti di vista e spesso li portano avanti per anni e decenni e ad un alto prezzo, non solo in denaro.

La maggior parte delle persone, oggigiorno, arriva ad esprimere una qualche forma di saggezza solo ed esclusivamente per sfinimento, proprio come uno che, dopo aver sbattuto la testa contro un muro per tutto il giorno, verso sera sente che ha mal di testa, il muro é sempre in piedi e forse è meglio smetterla.

In queste circostanze, il nostro ruolo come legali é ancora più importante di quello che sarebbe in una società diversa, ma per svolgerlo in modo corretto occorre distinguere costantemente tra ciò che rientra nella nostra sfera di dominio, ed è quindi lavorabile, se opportuno, e ciò che non vi rientra, e dunque non è lavorabile e provare a lavorarlo causerebbe solo danni.

Non si deve mai convincere nessuno di niente, il massimo che possiamo fare é solo stare accanto ai nostri clienti, prestare loro, anzi diciamo la verità: vendere, i nostri punti di vista che possono essere, come tali, più utili e funzionali per il loro problema, di cui loro, tuttavia, come é giusto che sia, rimangono gli unici padroni.

Ci vuole tanta pazienza, sia da parte degli avvocati che da parte dei clienti, come in tutte le relazioni umane, come é anche quella professionale di assistenza.

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Indi Gregory é morta.

C’è qualcuno che ha ancora dubbi circa il fatto che l’eutanasia non sia più un diritto – cosa che già rappresentava una bestialità – ma sia ormai addirittura un dovere, dovere che se non sei disposto ad adempiere spontaneamente é coercibile da parte dello Stato?

I genitori volevano portarla in Italia 🇮🇹, dove avrebbe potuto sopravvivere, e l’Italia si era tempestivamente dichiarata disponibile tramite il governo e il sistema sanitario nazionale, ma non c’è stato niente da fare.

Sono molto fiero del mio Paese che, nonostante tutto, quando accadono tragedie di questo genere, é ancora in grado di impartire fondamentali lezioni di civiltà ad altri ordinamenti ed altri popoli, che si considerano sia evoluti sia democratici, senza poi esserlo nella sostanza e nelle cose che importano davvero, perché un sistema che non solo non protegge i più deboli, ma li elimina pur in presenza di soluzioni alternative, non è mai un sistema civile, ma solo un apparato di morte.

É appena il caso di notare che con provvedimenti di questo genere si va oltre il nazismo: sotto quella dottrina, infatti, i più deboli venivano eliminati per non farli gravare sul bilancio pubblico, lo Stato inglese invece, considerato che la bambina sarebbe stata a carico di quello italiano, non avrebbe avuto più alcuna spesa.

É estremamente chiaro che si tratta di ordinamenti satanici che desiderano la morte a prescindere, come valore in sé, e rappresentano la negazione della vita. Purtroppo il mondo contemporaneo si trova da decenni sotto il dominio anglosassone, con questi e altri bei risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

Spero che ognuno faccia una adeguata riflessione e sempre evviva noi.

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8 cose su separarsi e divorziare all’estero.

1) Mi sono capitati, via via nel corso degli anni e ultimamente con frequenza sempre maggiore, numerosi casi di persone residenti in Italia, che tuttavia si erano separati o avevano divorziato in altri Stati.

2) In questi casi, generalmente l’Italia 🇮🇹 riconosce il
provvedimento «straniero» e lo iscrive nei registri di stato civile, come se la separazione e il divorzio fossero avvenuti in Italia per opera di un giudice italiano.

3) Ovviamente occorre una traduzione e in molti casi anche
l’apposizione del timbro apostille, la situazione naturalmente é diversa a seconda che si tratti di uno stato facente parte della Unione Europea o meno.

4) Il problema, dumque, non è questo ma un altro e cioè che troppo spesso i provvedimenti di separazione e divorzio resi all’estero sono fatti male, a volte anche molto.

5) Lo so che cosa pensi, che peggio della giustizia italiana non può esserci niente: invece la realtà oggettiva é, tutto all’opposto, che il sistema giudiziario nazionale esprime una civiltà giuridica molto più avanzata di quella di molti Stati esteri.

6) I provvedimenti resi in materia familiare in Italia, infatti, per quanto a volte possano essere in tutto o in parte non condivisibili, sono articolati e si occupano, ad esempio, di tutti gli aspetti della vita dei figli dopo la separazione dei genitori.

7) I provvedimenti di molti Stati esteri, invece, sono fatti male, non contengono le disposizioni che invece servono alla famiglia e ai figli, tanto che troppo spesso é stato necessario fare una nuova procedura in Italia per modificare e soprattutto integrare le condizioni e i contenuti previsti dalle sentenze straniere.

8) Se devi vivere, dopo la separazione o il divorzio, in Italia, il mio consiglio dunque é quello di fare la pratica in Italia, con un bravo legale italiano, senza cedere alla tentazione di farla all’estero, perché facilmente poi ti troverai a dover rifare il lavoro in Italia, perdendo tempo, denaro e, come dico in questi casi, consumandoti il fegato.

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Il Legato Testamentario: Una Guida Chiara in 10 Punti.

Il legato testamentario è un importante strumento legale che permette di pianificare la destinazione dei propri beni dopo la morte. In questo articolo, esploreremo i fondamenti di questo concetto in un linguaggio chiaro e comprensibile a tutti.


  1. Definizione
    Il legato testamentario è una disposizione scritta in un testamento in cui una persona, il testatore, specifica chi dovrà ricevere beni specifici dopo la sua morte.
  2. Chi Può Fare un Legato
    Qualsiasi adulto sano di mente può fare un legato testamentario. È importante farlo in modo chiaro e volontario.
  3. Tipi di Legati
    Esistono due tipi principali: legato universale (una percentuale dei beni) e legato particolare (beni specifici).
  4. Beneficiari
    Puoi nominare qualsiasi persona, organizzazione o ente come beneficiario del legato.
  5. Testamento
    Il legato deve essere incluso nel tuo testamento. Assicurati che il testamento sia valido legalmente.
  6. Formalità
    È fondamentale rispettare le formalità legali per evitare contestazioni.
  7. Diritti dei Beneficiari
    I beneficiari hanno il diritto di ricevere il legato e possono contestarlo solo in circostanze limitate.
  8. Tasse e Imposte
    Il legato può essere soggetto a tasse, quindi è importante considerare l’aspetto fiscale.
  9. Modifica o Revoca
    Puoi modificare o revocare il legato in qualsiasi momento prima della tua morte.
  10. Consulenza Legale
    Consultare un avvocato esperto è consigliato per assicurarsi che il legato sia conforme alla legge.

Per maggiori approfondimenti, chiama il numero 059 761926 per prenotare il tuo primo appuntamento.


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Facciamo il gioco di non capire?

Nella pratica legale, ci sono delle vertenze dove tra il proprio cliente, la controparte e il legale di controparte si instaura una gara informale a chi capisce meno la situazione, a chi riesce a comportarsi in maniera più inopportuna e a chi riesce a sfornare le idee più stupide, sia di metodo che di sostanza.

In quei casi, ovviamente, chi riesce ad avere una visione più lucida deve armarsi di molta pazienza, che é una delle qualità più importanti in un avvocato, all’esatto contrario di quanto ritengono i mitizzatori della nefastissima figura dell'”avvocato con le palle”.

Non è raro in queste ipotesi, dove, proprio per le maggiori difficoltà di trattazione, c’è maggiore sofferenza, che il proprio cliente venga a chiedere due cose.

La prima è ovviamente uno sconto sul compenso professionale richiesto, visto che ormai lui, poverino, sta “spendendo molto” e la cosa non sembra avviarsi verso una risoluzione, almeno in tempi brevi.

La seconda é la richiesta di “velocizzare” la trattazione della vertenza perché lui, il cliente, non ne può più o, magari, in fondo si tratterebbe di una cosa abbastanza semplice.

Queste due richieste, quando vengono manifestate, testimoniano sempre immancabilmente la distanza abissale che a volte c’è tra chi è il protagonista di un conflitto legale, da un lato, e la realtà, dall’altro – distanza che, si noti, é per certo una delle concause del problema legale che si è venuto a determinare.

In questi casi, l’avvocato non deve gettare la spugna, ma continuare a svolgere il suo lavoro di rimettere il proprio cliente contro la realtà finché magari non riesce ad assorbirne un poco, esattamente come fa il prozac con i neuroni e la serotonina.

L’avvocato deve dunque pazientemente spiegare che non può fare nessuno sconto, ma, dei due, considerata la pesantezza della situazione e la difficoltà del lavoro, dovrebbe semmai, tutto al contrario, chiedere dei soldi in più.

Poi deve dire che lui non lavora in una situazione che rientra interamente nella sua sfera di dominio e quindi non può garantire date di consegna del lavoro come può fare ad esempio un progettista, perché ciò dipende anche da quello che faranno o opineranno altre persone dotate di libero arbitrio.

Se poi ci riesce, l’avvocato può provare anche a dire al proprio cliente che, per lui stesso, sarebbe più utile, anziché lambiccarsi con queste idee senza senso, dedicarsi a ciò che davvero potrebbe giovargli, come la raccolta dei documenti e degli altri elementi che servono effettivamente per la conduzione della vertenza.

Il dolore degli assistiti va sempre accolto ed ascoltato, questo è fuori discussione, ma non va mai e poi mai assecondato; anche questo è fondamentale ed è il frutto più fecondo della posizione di alterità dell’avvocato, che gli consente di mantenere una quantomai necessaria visione lucida pur in mezzo a tanta evidente sofferenza.

Come ammonivano, con infinita saggezza, gli antichi: nemo iudex in re sua.

Che poi è il fondamento della necessità di relazionarsi con un avvocato tutte le volte in cui hai un problema legale.

In tutto questo, non mi stancherò mai di ripetere che la crisi della giustizia é la crisi del ceto forense e che la crisi del ceto forense non è economica o di altro tipo, come si vaneggia più volte al giorno da anni, ma quasi esclusivamente cognitiva.

Le vertenze legali non si risolvono perché troppi avvocati ormai non capiscono più niente e così finiscono per non svolgere in modo funzionale il loro lavoro.

Se un assistito, infatti, ha diritto di non capire nulla, specialmente quando é nella sofferenza, il senso della professione di avvocato é solo quello della presenza di un professionista in grado di guardare la situazione del cliente con lucidità e con tutta una serie di qualità dell’essere che sono la compassione, l’ascolto, non solo del proprio cliente, ma anche di tutti gli altri, la diplomazia, la già citata pazienza e così via.

Quando questo viene a mancare e tu ti ritrovi sempre più spesso a leggere lettere e atti in cui é evidente che l’avvocato non ha messo nulla di proprio, ma si è limitato come un cronista malcapitato a raccogliere il maldestro e spesso bacatissimo punto di vista del cliente, allora capisci che ci sono davvero pochi margini di manovra.

Queste sono le realtà con cui i non moltissimi avvocati rimasti con un po’ di sale in zucca devono spesso avere a che fare, la riforma Cartabia da questo punto di vista é il nulla al quadrato, é pura inconsistenza, puro vapore, puro niente.

Ci vediamo lungo la strada.