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Contributo unificato errato: si può avere rimborso?

Ho acquistato dal tabaccaio un contributo unificato tributario che non ho potuto utilizzare e pare che non sia rimborsabile. Sa dirmi che cosa posso fare con questo bollo? É stato costoso e buttarlo via mi spiacerebbe molto.

Sono cose che capitano anche agli avvocati, in occasione di errate «letture» delle disposizioni in materia o di errate indicazioni da parte delle cancellerie.

Immagino che, anche nel tuo caso, sia stato un avvocato a dirti di acquistare quel contributo, e di quella misura, che poi non è stato necessario utilizzare.

Ad ogni modo, non so dirti nulla per quanto riguarda la rimborsabilità, perché è una cosa di cui non mi è mai capitato di occuparmi, ma ti suggerirei di approfondire il punto perché può ben darsi che, tutto al contrario, ci sia il modo per poterne chiedere il rimborso, anche se magari sarebbe come al solito abbastanza lento da ottenere.

Nella pratica, so che coloro cui è capitata una cosa del genere hanno scambiato il contributo contro denaro dandolo ad avvocati che dovevano utilizzarlo in altri procedimenti in cui era previsto il versamento di un contributo analogo, magari previo sconto di una parte dello stesso.

Mettiamo che tu abbia, ad esempio, un contributo unificato pagato per, poniamo, 800€. Potresti provare a «venderlo» o scambiarlo, anche banalmente su gruppi di avvocati su facebook, per 700€, sempre ad esempio. Ci rimetteresti 100 euro ma recupereresti il resto e sicuramente troveresti avvocati o altri utenti disposti a comprarlo. Ovviamente dipende anche dalla tua collocazione geografica, che può agevolare o meno l’incontro con chi può aver bisogno di un contributo del genere.

Se vuoi approfondire la tematica dell’eventuale rimborso con un avvocato del nostro studio, puoi acquistare una consulenza. Ma io ti consiglierei prima di provare a scambiarlo come dicevamo sopra.

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Contributo unificato: in caso di compensazione delle spese va diviso?

In merito al pagamento del Contributo Unificato, se il giudice nella sentenza compensa le spese di lite
ciò significa che anche il Contributo Unificato deve essere diviso per due ?

No. La compensazione delle spese significa che ognuna delle parti, che possono essere due o più, si «tiene» le proprie spese, quelle relative al compenso del proprio legale, ma anche quelle per le imposte che gravano sul processo, come il contributo unificato.

Il giudice emette un provvedimento di compensazione quando ritiene giusto che nessuna delle parti rimborsi all’altra parte delle relative spese, perché, ad esempio, come avviene tipicamente, c’è stata una soccombenza reciproca, e non è individuabile in modo netto una parte vittoriosa ed una soccombente.

Questo può accadere ad esempio, banalmente, in un caso di risarcimento danni, quando chi chiede il danno pretende una cifra eccessiva e, al termine del processo, gli viene riconosciuto sì un risarcimento, ma di importo (magari anche sensibilmente) minore.

Per la verità, le cause in cui c’è soccombenza reciproca sono la maggior parte, se non addirittura la quasi totalità, dal momento che è abbastanza raro vedere una domanda accolta integralmente.

Ad ogni modo, in caso di compensazione ogni contributo unificato pagato all’inizio o nel corso della causa rimane a carico di chi l’ha sostenuto.