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Non dividerti da ciò cui sei connesso.

«L’uomo non divida quello che Dio ha congiunto.» (Matteo 19, 6)

L’insegnamento del Maestro più animico e oggi più disatteso di tutti.

Non ci sono solo le separazioni, ma l’aborto, le disposizioni avanzate di trattamento, l’eutanasia, la costante distrazione digitale, che distoglie l’uomo dal «cuore del suo cuore», e, infine, la separazione dell’uomo da Dio.

Questa è l’epoca più satanica della storia, quella in cui i livelli di divisione sono altissimi, dove sta trionfando il grande divisore, cioè il diavolo stesso.

È il peso più grande per la nostra anima, che vuole connessioni, che è come un bambino che volge il viso e si protende verso chiunque incroci il suo sguardo, perché la vita premia la vita, la creazione, l’amore e tutto ciò si può avere solo tramite le relazioni e non le cesure.

Viceversa, è solo per momenti egoici che prendiamo decisioni che conducono a separazioni o divisioni: da Dio, da un amico, da un compagno di vita, da un figlio, un fratello, un genitore, che lasciamo ammazzare perché tanto sta soffrendo e allora è meglio cosi – ecco il trionfo della «logica» sul cuore.

Io ti dico che Satana non ha mai goduto così tanto e non ha mai avuto così tanti proseliti, spesso inconsapevoli, come oggi.

Ti lascio con queste domande:

  • questo insegnamento del Maestro serve per una ordinata convivenza civile o per la tua felicità, per quella di ogni uomo?
  • quali sono le grandi separazioni, le divisioni della tua vita?
  • cosa puoi fare per prenderti cura della tua anima e renderla ogni giorno più grande?

Un abbraccio.

«Dio ci rende spesso visita, ma noi non siamo quasi mai in casa» – Meister Eckhart

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«Dobbiamo le attività culturali dell’umanità …

«Dobbiamo le attività culturali dell’umanità – tra cui rientra anche la filosofia – a una profonda attenzione contemplativa. La cultura presuppone un ambiente circostante in cui sia possibile un’attenzione profonda. L’attenzione profonda viene progressivamente sostituita da una forma di attenzione ben diversa, l’iper-attenzione (
hyperattention ). Il rapido cambiamento di focus tra compiti, sorgenti d’informazione e processi diversi caratterizza questa attenzione dispersa. Poiché tra l’altro essa ha una tolleranza minima per la noia, ammette poco anche quella noia profonda che pure non sarebbe irrilevante per un processo creativo.»

Byung-Chul Han – La società della stanchezza

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«Pensare che bisognerebbe immortalare un mome…

«Pensare che bisognerebbe immortalare un momento fotografandolo è il modo migliore per ucciderne l’intensità.»

Sylvain Tesson – Nelle foreste siberiane

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«Quello che devi comprendere è che oggi, nell…

«Quello che devi comprendere è che oggi, nella Silicon Valley, ci sono migliaia di ingegneri, pagati a peso d’oro, che lavorano giorno e notte con un unico obiettivo in mente: tenerti incollato al tuo smartphone e ai loro servizi . Il “ time spent on platform ” o “tempo trascorso sulla piattaforma” è l’unica vera metrica che governa le decisioni dei giganti tech.»

Andrea Giuliodori – Riconquista il tuo tempo

Riconquista il tuo tempo. Vinci le distrazioni. Riprendi il controllo delle tue giornate. Cambia la tua vita : Giuliodori, Andrea: Amazon.it: Libri
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«Avere poche cose da fare induce a considerar…

«Avere poche cose da fare induce a considerare ogni cosa con attenzione.»

Sylvain Tesson – Nelle foreste siberiane

Compra Nelle foreste siberiane. Febbraio-luglio 2010. SPEDIZIONE GRATUITA su ordini idonei
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counseling

Ascoltare e accettare le persone come enigmi.

É un po’ così che ascolto nella mia pratica di counseling, credo sia così che si finisca per ascoltare quando si abbandona il giudizio e si finisce, così, per accogliere persone che hanno «nella pancia» cose incredibili, cioè le emozioni più improbabili, controintuitive, irrazionali, persino spiritose e divertenti nella loro paradossalità, tanto che davvero ognuno va ascoltato, e davvero persino amato ed accolto, come un enigma, come quell’enigma che é.

Della personalità di ognuno di noi sia gli altri che noi stessi infatti non vediamo che la punta dell’iceberg, mentre ci sono le famose parti profonde, e le varie subpersonalità, di cui ti parlo spesso, che non sai mai di quale parere saranno in ordine a quello che ti accade nella vita.

Un’altra cosa che voglio dire, e poi chiudo, é che un counselor deve allenare la sua attenzione, cosa che oggigiorno si fa con la meditazione e con le varie forme di resistenza alle distrazioni digitali, aspetto quest’ultimo assolutamente fondamentale e di cui parlerò presto nel blog, cui ti invito ad iscriverti sin da ora.

Se, infatti, il counselor non é in grado, per mancanza di allenamento, di focalizzare e tenere focalizzata la sua attenzione, non può ascoltare in maniera efficace. Se porta la sua frammentarietà incurata nella seduta, ugualmente non può ascoltare in modo funzionale.

«Sforzarsi senza tregua di pensare a chi ti sta davanti, prestargli un’attenzione reale, costante, non dimenticarsi un secondo che colui o colei con cui tu parli viene da un altro luogo, che i suoi gusti, le sue idee e i suoi gesti sono stati plasmati da una lunga storia, popolata da molte cose e da altre persone che tu non conoscerai mai. Ricordarsi in continuazione che colui o colei che guardi non ti deve nulla, non e? una parte del tuo mondo, non c’e? nessuno nel tuo mondo, neppure tu.
Questo esercizio mentale – che mobilita il pensiero e anche
l’immaginazione – e? un po’ duro, ma ti conduce al piu? grande godimento che ci sia: amare colui o colei che ti sta davanti, amarlo per quello che e?, un enigma – e non per quello che credi, per quello che temi, per quello che speri, per quello che ti aspetti, per quello che cerchi, per quello che vuoi.»»

(Christian Bobin – da “Autoritratto al radiatore”)