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Sfratto: quanto tempo ci vuole per eseguirlo?

sto aspettando che si liberi un locale di proprietà dell’ALER DI MILANO il quale ha indotto uno SFRATTO ESECUTIVO NEI CONFRONTI DELLA GENTE CHE ATTUALMENTE STA GESTENDO QUESTO LOCALE ADIBITO A BAR. QUESTA GENTE E’ 3 ANNI CHE NON PAGA AFFITTO E QUINDI L’ALER DI MILANO STESSO HA FATTO UNO SFRATTO ESECUTIVO NEI LORO CONFRONTI. IL PROBLEMA E’ CHE HO SAPUTO CHE LA PRIMA USCITA DELL’UFFICIALE GIUDIZIARIO E’ STATA IL 16 OTTOBRE MA AD OGGI 14 GENNAIO QUELLE PERSONE STANNO ANCORA DENTRO. PERCHE’?

Funziona, di fatto, così, nel senso che è proprio quello che succede di solito.

Una volta consolidatosi lo sfratto, cioè divenuto definitivo il provvedimento giudiziale che prevede che l’inquilino debba rilasciare l’unità immobiliare, sorge il problema di eseguirlo.

È un problema comune, a volte molto importante e altre volte ancora difficile se non impossibile da risolvere, a tutte le cause giudiziarie, considerando che un conto è vedersi riconosciute le proprie ragioni e un conto riuscire a realizzare concretamente quello che prevede la sentenza o il provvedimento.

Nel caso specifico degli sfratti, il problema è naturalmente particolarmente delicato avendo a che fare con le esigenze abitative delle persone e con l’assenza, spesso, di una alternativa per chi deve uscire.

Per queste ragioni, si verificano spesso ritardi più o meno lunghi, con diversi accessi da parte dell’ufficiale giudiziaria, con o senza l’assistenza della forza pubblica, prima che l’immobile venga di fatto rilasciato.

Nella pratica, non è raro vedere esecuzioni di sfratti che durano anche sei mesi o un anno.