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se il portone condominiale viene sbattuto e fa troppo rumore

Da qualche anno (dal 2007) ho un problema con un pesante portone condominiale in ferro che quando si chiude sbatte in modo rumoroso. Sebbene siano stati richiesti numerosi interventi(es. sostituzione della molla e sua regolazione frequente) all’amministratore di condominio, il problema nel tempo ha continuato a persistere. Per questo motivo, in occasione di un’assemblea di scala ho proposto la sostituzione del portone, che però non è stata accolta: a decisione della quasi totalità dei condomini è stata deliberata una sostituzione della serratura(in quanto nel frattempo si era verificato un furto in un appartamento ,poichè il portone o sbatte o non si chiude) e la sistemazione di nuove guarnizioni. Il tutto si è rivelato ovviamente inutile e soltanto da qualche mese c’è stato un leggero miglioramento per via di alcune guarnizioni da me personalmente acquistate e sistemate (mi viene dunque il dubbio circa la buona fede di tutto ciò che è stato fatto in precedenza). Nonostante ciò, il portone continua a sbattere violentemente, quasi sempre agli stessi orari e quando entrano od escono gli stessi condomini ,che, molto probabilmente ( a mio parere),lo fanno sbattere intenzionalmente. Poichè non siamo più in grado di tollerare questa situazione (io e mia madre, che peraltro è cardiopatica), mi chiedevo se c’è una via breve e poco costosa (ovviamente a noi favorevole) per risolverla

No, purtroppo no, in campo legale quasi mai esistono soluzioni brevi e poco costose. Se vuoi, armandoti di pazienza, ci sono diverse cose che si possono provare a fare, tra cui, esemplificativamente, scrivere una diffida all’amministratore sia per la cessazione dei rumori, sia per il rispetto del regolamento di condominio che sicuramente li proibirà, in aggiunta a ciò che già dispone il codice civile in materia, dopodichè si può valutare in base al riscontro che si ottiene. Più in particolare, sarebbe a mio giudizio utile ottenere, ancor prima della diffida, un parere o una perizia da parte di un esperto che dica quali interventi possono risolvere il problema e quali ne sarebbero i costi. Questo parere scritto si potrebbe poi allegare alla diffida, insieme magari alla certificazione medica di tua madre.

Se, poi, nemmeno con la diffida il problema si risolvesse si può valutare una causa al giudice di pace per immissioni (leggi in proposito la nostra scheda pratica) o un ricorso ex art. 696 bis cod. proc. civ.