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Posso trasferirmi all’estero durante la separazione giudiziale?

sono una mamma di una bimba di 4 anni. Due anni fa il mio ex marito mi confessa che non se la sente di essere né marito e né padre decidendo x una separazione consensuale. Dopo vari tentativi di conciliazione da parte mia anche tramite mediazione familiare (lui non è mai venuto agli incontri) e dopo mesi di umiliazioni e offese ricevute decido (e lui era stato avvisato dai legali) di lasciare la casa coniugale. Al tentativo di separazione consensuale, lui la trasforma in giudiziale perché “non gli è andato giù” il fatto che me ne sia andata. Sono due anni che la causa va vanti e presto ci sarà l’ultima udienza x poi la sentenza. Non dà il mantenimento stabilito. Io lavoro saltuariamente e qs nn mi permette di vivere adeguatamente. Adesso ho un compagno il quale per motivi di lavoro si è trasferito all’estero e ho intenzione di seguirlo insieme a mia figlia in modo da vivere e lavorare insieme. Esiste un provvedimento in qs caso? Posso trasferirmi?

Visto che è pendente un procedimento di separazione, la cosa migliore è confezionare un ricorso in corso di causa dove chiedi l’autorizzazione al trasferimento all’estero.

Questo ricorso deve essere molto dettagliato e integrare, in sostanza, un progetto per la vita di tua figlia, teso a comprovare come la nuova situazione sarebbe per lei migliore quanto a condizioni di vita attuali e future prospettiva di crescita e di lavoro.

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Per fare un’esperienza all’estero con mio figlio serve l’autorizzazione del giudice?

sono la mamma di un bambino di 12 anni avuto da una relazione di fatto terminata 5 anni fa. Non mi sono mai rivolta al tribunale per regolamentare l’affidamento e ho cercato di gestire il tutto in maniera civile. Il padre di mio figlio non provvede al mantenimento del bambino, inventa “impegni” di ogni tipo quando lui e il bambino devono vedersi, non appoggia le attività del bambino in alcun modo, non lo accompagna a scuola, non lo porta a fare sport e io accompagno e vado a riprendere mio figlio a casa sua quando decide di vederlo. Ora è anche mio figlio che non desidera più andare a fare visita al padre e mi ha perfino esortato a non intromettermi in questo. La mia domanda è questa: io ho un bel lavoro a tempo indeterminato, ma desidero andare all’estero per vivere un esperienza con mio figlio, il padre potrebbe impedirlo? Crede che io debba dare avvio a un procedimento per l’affido esclusivo del bambino?

Come sanno i lettori più assidui del blog, e quelli che mi conoscono più da vicino, io consiglio sempre di far regolare l’affido, sia quando si va d’accordo, sia quando si va al contrario d’accordissimo, perché le cose possono sempre cambiare e allora è preferibile avere uno schema di base sancito dal tribunale, che serve anche come deterrente.

Nel tuo caso, quindi il mio consiglio sarebbe proprio quello di presentare il ricorso per l’affido che, da quando è entrata in vigore la nuova legge sui figli nati da genitori non coniugati, si presenta al tribunale ordinario, quindi è abbastanza più veloce di prima. In quella stessa sede, puoi presentare il tuo progetto di trasferimento all’estero, sottoponendolo al tribunale in modo che, approvandolo l’autorità giudiziaria, nessuno poi possa contestare nulla al riguardo. Naturalmente, al tempo stesso si potranno regolare tutti gli altri aspetti dell’affido, alcuni dei quali al momento attuale sono un po’ troppo sfilacciati come riconosci tu stessa.

Se vuoi un preventivo per la pratica di affido, ovviamente puoi compilare l’apposito modulo.