La mediazione familiare.

Che cos’è la mediazione familiare. *

La mediazione familiare consiste in un ciclo di sedute tenute da un esperto verso singoli o coppie. Può essere molto utile in tutti i casi di problemi in famiglia, tra cui affidamento dei minori, separazione e simili. Molto spesso ci è capitato di praticarla per rapporti genitori – figli, ad esempio.

Consigliamo a tutte le persone che stanno vivendo, direttamente (partner) o indirettamente (figli o altri) una esperienza di separazione o di disagio in famiglia, collegato ad una vertenza legale (ad es. successione, azienda di famiglia, patto di famiglia, ecc.) o anche scollegato, di intraprendere la mediazione.

Quando non conduce alla riconciliazione, che non è comunque il suo scopo principale ma solo una eventualità, essa serve comunque per rendere molto più civile il processo di scioglimento della famiglia e per raggiungere accordi sulla gestione della stessa, soprattutto nell’interesse dei figli.

La pressochè totalità dei problemi familiari, anche quando si concretizzano in fatti specifici, deriva da un problema di comunicazione tra i partner, sia nelle grandi che nelle piccole realtà. Il mediatore è una persona che aiuta le persone a tornare a comunicare.

La mediazione a distanza. *

Nella pratica, per molte coppie di separati o divorziati, ma anche in altre occasioni, si pone il problema di realizzare le sedute di mediazione quando i partner o i protagonisti si sono poi allontanati andando a vivere in città diverse.

Per venire incontro a queste situazioni, abbiamo organizzato la possibilità di fare mediazione a distanza.

Di seguito una intervista realizzata da TRC sul tema specifico della mediazione a distanza:

Comments

  1. Gentile Avvocato,

    complimenti vivissimi per il Suo blog.
    Vorrei contribuire alla Sua riflessione, sottolineando che:
    a) la mediazione familiare si differenzia sostanzialmente dalla terapia di coppia. La prima si rivolge a genitori che hanno già deciso di separarsi o che già sono separati e ha come obiettivo il raggiungimento di accordi soprattutto per il bene dei figli minori, nella consapevolezza che fine della coppia non significa smettere di essere buoni genitori. Entrambi i genitori chiedono un aiuto per trovare dei punti di accordo. Il percorso prevede solitamente 10-12 incontri e non contempla solitamente la presenza dei figli. L'attenzione è sul presente e il futuro come genitori.
    La terapia di coppia sposta l'attenzione anche sul passato, sulle origini di un malessere. L'obiettivo è quello di aiutare a risolvere il problema della coppia coniugale.
    b) Mentre la terapia è riservata a psicologi e medici, la mediazione può essere svolta da un professionista appositamente formato, proveniente anche dal campo socio-educativo o giuridico.
    Grazie per l'attenzione e per diffondere anche attraverso la rete la cultura della mediazione.

    Cordialmente

    dott. Ernesto Maria Amico
    http://www.mediaremodena.altervista.org

  2. antonella says:

    ringrazio e sempre utile reperire informazioni precise in merito all'argomento trattato

  3. Salve,
    Io sono incinta di 19 settimane e il padre del bambino finora era contento e ora dice che non vuole più il figlio. Il problema è che sono straniera e viviamo assieme, ora dovrò andarmene via se riesco ad abortire (lui vuole a tutti i costi) se invece riesco ad abortire lui vorrà che torno nel mio paese per stare da solo un po’ x capire che cosa vuole di noi due come coppia. Sinceramente non so la legge cosa dice in una situazione del genere anche xche non siamo sposati. Secondo lei cosa devo fare???
    Grazie
    Maria

  4. lorelay says:

    Salve, un quesito : ho sposato il mio convivente ad Agosto…e da cui ho un figlio di tre anni circa, dopo tre gg dal matrimonio vengo a sapere che lui ha una relazione da qualche mese con la moglie di un collega che a sua volta lavora nell’ambiente…una intercettazione in cui dicono e fanno programmi su come regolarsi… per il dopo, in cui lei accetta che lui mi sposi ma intanto continueranno..! Lui nega e poi ammette dice e ritira di tutto e di più…sembra confuso o in preda al delirio!!!So che è illegale quindi non si potrebbe usare contro di lui…ma esiste qualche appiglio o devo subire corna e mazzate??? Avvocato la ringrazio molto se vorrà aiutarmi a capire se posso fare qualcosa di più che buttarlo fuori a calci! saluti.

  5. lorelay says:

    quindi mi sta dicendo che si potrebbe usare? anche se poco rilevante. ..è sicuro??? perchè io conservo questa registrazione, veramente più di una, fatta dal marito di lei…ma non è illegale ?

  6. lorelay says:

    ok…posto che l’intercettazione l’ha fatta il marito…io perchè dovrei essere punibile, solo perchè la conosco e la detengo, perchè me l’ha passata lui???o anche solo perchè la uso? poi basta …grazie 🙂

  7. martino says:

    Salve. Sono separato e divorziato dal 2007. Ho un figlio che attualmente ha quasi 14 anni. Con la mia ex moglie non parlo dal momento della separazione se con sms, soltanto per questioni inerenti ns. figlio, per poi arrivare ad insultarci. Mio figlio ha (diciamo) sempre rispettato le giornate stabilite in sentenza anche se da diversi anni dimostra in maniera esplicita di stare con me solo perchè obbligato ed ogni volta che sta con me è sempre scontroso, taciturno, musone, disobbediente, maleducato, finisce sempre per rovinare le feste alle quali partecipiamo etc…(mi convinco sempre di più che è stato istruito dalla madre a comportarsi così!!???).Sta di fatto che qualche giorno fa mi ha comunicato tramite SMS di non volere assolutamente più stare con me appellandosi alla frase inserita nel verbale di divorzio (se il bambino lo vorrà).
    Che posso fare? devo rinunciare a mio figlio per sempre? Ho paura a rivolgermi agli assistenti sociali non sempre fanno del bene.
    Grazie.
    Martino

    • Rinunciare a tuo figlio sarebbe un errore, grave per te e gravissimo per lui. Però siete in una situazione davvero brutta. Prova a vedere se riesci a far venire la tua ex moglie a fare qualche seduta da un mediatore familiare. Altrimenti bisognerà fare una diffida, tramite un legale.

      • Claudio says:

        Ipotizziamo che una madre faccia di tutto per cercare di alienare il padre.
        Di certo non accetterà mai una mediazione.
        A quel punto che si fa?

        • Le ipotesi non hanno senso, meglio comunque mandare un invito per iscritto alla mediazione, poi si valuta. Nella trattazione dei problemi legali, non bisogna mai dare niente per scontato, mai.

  8. Buongiorno e complimenti davvero per il blog.
    Siamo due fratelli che stiamo ricevendo in donazione (intenzione della mamma è evitare discussioni fra di noi in futuro) una casa che al momento è indivisibile per legge, mentre lo è nella pratica. Abbiamo fatto una scrittura privata con dettagli e accordi che hanno lo scopo di dividere nel dettaglio e di evitare contenziosi in futuro su varie questioni. Il problema è che per certe questioni si tratta di avere un bene in comunione..per esempio se uno vuole fare una DIA per eseguire un lavoro, la deve firmare anche l’altro. Se uno riceve un pignoramento, ci va di mezzo l’altro. Se uno riceve una denuncia penale relativamente alla casa, la riceve anche l’altro…Mio fratello, che si muove bene in ambito legale e dispone di consigli di vari avvocati che conosce per il suo lavoro, vuole scrivere ulteriore scrittura privata per regolare queste cose al fine di evitare discussioni(è veramente così?) : vorrebbe scrivere che se uno dei due ricevesse una denuncia penale per colpa dell’altro, l’altro deve risponderne con un risarcimento economico. Queste scritture che valore/funzione potrebbero avere?? E’ possibile in sede di donazione renderle ufficiali davanti al Notaio anche se la casa al momento è unica/indivisibile?
    Grazie

  9. Non so più cosa fare… Abito in appartamento Acer ed ho un figlio residente con me, quindi costi raddoppiati, e vivo di una mia piccola pensione. Egli abita in effetti con amici da ben tre anni. Non vuole, non può, chiedere la condivisione gratuita perchè l’appartamento risulta all’anagrafe non occupato. Quest’anno col 730 ho dichiarato la presenza di me sola nell’appartamento, ma non so ancora se le conseguenze di ciò saranno accuse di falso nei miei confronti… Mi dareste un consiglio??? grazie

  10. Gentile Avvocato,
    le faccio innanzitutto i complimenti per il Suo blog.
    Vorrei porLe alcune domande: il padre di mia figlia con cui non ho contratto matrimonio e neppure ho mai convissuto abita a Roma e pretende che la bimba che ha appena 8mesi si rechi nella capitale accompagnata da me almeno quattro volte l’anno per un periodo variabile dai 10 ai 15 giorni e corrispondente alle vacanze estive, natalizie, pasquali e compleanno della minore. Mi chiedo se sia una richiesta ragionevole dato che io e mia figlia abitiamo in Sicilia e fra me e lui non scorre buon sangue. Aggiungo inoltre che vorrebbe sostenere lui le spese di questi viaggi detraendole dal mantenimento della piccola. Lui oltretutto esprime la volonta di venirla a trovare per 3 giorni ogni 2mesi. Credo sia davvero insufficiente per creare un rapporto con la bimba. Vorrei sapere cosa ne pensa.
    Cordialo saluti.

    • Dovete trovare un compromesso, tanto banale quanto vero. Inizia invitandolo ad un percorso di mediazione familiare. In ogni caso però fai regolare l’affido, congiuntamente se il percorso avrà avuto un buon esito ma anche giudizialmente in caso contrario. Altrimenti avrete sempre problemi, purtroppo. Salvo miracoli. Grazie per i complimenti.

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