Decreto ingiuntivo: cos’è e come funziona

Decreto ingiuntivo: cos’è e come funziona

1) Il problema e il contesto.

ricorso per decreto ingiuntivo è il procedimento più comune per il recupero dei crediti aziendali e, qualche volta, anche privati (per questi ultimi il caso più tipico è quello del recupero delle spese straordinarie per il mantenimento dei figli). Si tratta di un procedimento speciale, che ha lo scopo di essere molto più veloce di quello ordinario, che, come noto, dura normalmente diversi anni.

Per poterlo usare, devi avere una prova scritta del tuo credito (non sono sufficienti, ad esempio, dei testimoni). La prova scritta, nel caso delle aziende, è costituita dalla fattura accompagnata dall’estratto autentico, che si ottiene da un notaio, delle scritture contabili che attesta che la fattura stessa è regolarmente inserita nei libri contabili della società. A volte si allegano anche i documenti di trasporto, che qualche volta sono addirittura firmati dal debitore per ricevuta della merce.

Se disponi di questa prova scritta, puoi presentare appunto un ricorso al giudice del luogo dove la tua azienda ha sede – salvo, tuttavia, che il debitore non sia un consumatore: in questo caso dovrai andare dal giudice del luogo di residenza del cliente – in cui chiedi al giudice di ordinare al debitore di pagare.

Se il ricorso viene accolto, una copia del ricorso con il provvedimento del giudice che ordina al debitore di pagare viene notificata al debitore stesso.

2) Cosa devi sapere e come muoverti.

Entro 40 giorni dal giorno della notifica, poi, possono succedere due cose:

In alcuni casi, come quando ad esempio il debitore è già stato protestato, è anche possibile ottenere undecreto immediatamente esecutivo, cioè che è già titolo esecutivo al momento in cui viene emesso, senza bisogno di aspettare che diventi definitivo o che sia dichiarato tale nella prima udienza del giudizio di opposizione. In questi casi, il debitore deve comunque pagare subito quello che prevede il decreto, poi può fare opposizione se ritiene di avere giuste ragioni per richiedere indietro quanto è stato costretto a corrispondere.

Per quanto riguarda le spese (legali) del procedimento, il giudice, quando concede il decreto, ordina anche al debitore di pagare le spese legali sostenute sino a quel momento e le successive. Se il creditore, quindi, riesce poi a mettere in esecuzione il decreto e quindi a farsi pagare, riesce solitamente anche a rientrare delle spese; se non ci riesce, è bene notare che in ogni caso il suo legale sarà da pagare ugualmente, come spiegato in questo nostro precedente post. I nostri preventivi sono sempre limitati alla sola fase di ingiunzione, con esclusione di quella di eventuale opposizione, dal momento che si tratta di due tipi di lavoro estremamente diversi tra loro: uno della durata di pochi mesi e un altro della durata di diversi anni; in ogni caso, i nostri preventivi sono di solito formulati con la tariffa di tipo “flat” che, per questo genere di procedimenti, è particolarmente comoda.

Pur essendo un procedimento più semplice, insomma, presenta molte variabili e non è facile, oggettivamente, per noi avvocati fornire al cliente un quadro preciso di queste situazioni, dal momento che possono intervenire, strada facendo, molte variazioni: rimane comunque la strada più veloce per il recupero dei crediti, nella maggior parte dei casi, quindi tanto vale iniziare in questo modo e poi si valuta man mano che il procedimento prosegue.

3) Passa all’azione.

Per il tuo appuntamento con me, chiama il numero 059 761926 e concorda il tuo primo incontro, anche a distanza.

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