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Furto di buoni acquisto: come risolvere il problema?

DOMANDA – una mia amica ha preso dei buoni acquisto di clienti che erano in scadenza.(circa 3000 euro) l reÉ stata scoperta ora l’azienda giustamenta la licenzierà e vorrà il valore dei buoni. La mia domanda è se la mia amica restituisce i soldi dei buoni e volesse risarcire l’azienda spontanramente puo evitare azioni legali nei suoi confronti o l’azienda può comunque denunciarla?


RISPOSTA – Il reato c’è stato e quindi l’azienda può denunciarla, per non dire del fatto che il reato, a seconda delle circostanze, potrebbe anche essere procedibile d’ufficio.

È ovvio che se rubi una cosa, il reato rimane anche se dopo la restituisci e/o sei disposto a restituirla.

La restituzione e il risarcimento del danno, tuttavia, possono essere rilevanti e anche decisivi, ma bisogna gestire la cosa nel modo migliore.

La prima cosa da fare è capire se una denuncia è stata effettivamente già presentata o meno e, soprattutto, se il reato, date le circostanze, è procedibile d’ufficio o a querela.

Poi in ogni caso si può dar corso alla restituzione e al risarcimento del danno, che potrebbero anche sistemare tutte le cose o che, quantomeno, servirebbero come attenuante, per avere un trattamento finale più conveniente.

È importante che tu vada appena possibile da un bravo avvocato di tua fiducia per fargli gestire la situazione perché lavorare con precisione e puntualmente sulla stessa potrebbe fare una grande differenza.

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Separazione: posso togliermi mia figlia se non ho reddito?

sono separata ancora non legalmente possono togliermi mia figlia di 10 mesi ed AFFIDARLA a lui solo perché vivo con mia madre e non abbiamo reddito? E un altra cosa così piccola può richiedere il pernotto le spetta? Io so che un minore può pernottare dal padre solo dai 3/4 anni

Sono domande purtroppo che non hanno molto senso.

La decisione circa l’affido di un figlio viene presa dal giudice considerando tutte le circostanze del caso concreto e, comunque, non è prevedibile, per cui la prima considerazione utile da fare è che in prima battuta conviene, per questo e mille altri motivi, tentare di raggiungere, con l’aiuto di un avvocato bravo e con una grande propensione alla negoziazione, una soluzione di tipo consensuale.

Ovviamente, l’assenza di reddito non è una circostanza dirimente, non può mai esserlo, specialmente da sola, va considerata l’intera situazione dei genitori alla luce dell’interesse del minore. Anche se ti consiglio di attivarti per superare questa condizione, mettendoti alla ricerca, se possibile, di un’occupazione o chiedendo comunque ai servizi sociali se ci sono dei sussidi o degli aiuti.

Anche per quanto riguarda il pernotto è un po’ il solito discorso, dipende sempre dall’interesse del minore, dalla situazione concreta e da come lo vede il giudice. Ci sono sentenze che stabiliscono a quattro anni il momento in cui può avvenire il pernotto presso il padre, ma altre sentenze, a mio giudizio più azzeccate, sostengono che dipende sempre dalla maturità del figlio.

In conclusione, ti serve un progetto completo per la gestione della crisi familiare, da far gestire ad un avvocato scelto molto oculatamente e, se possibile, anche da un mediatore familiare. Finché ti focalizzerai su singoli aspetti non realizzerai molto di costruttivo.

Il primo passo per te è scegliere un avvocato. Se non disponi di sostanze per compensarlo, forse puoi chiedere l’ammissione al patrocinio a spese dello stato.

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