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Vinco la causa ma controparte non paga le spese: che fare?

Ho perso una causa legale in 1 grado contro una mia prozia e, qundi, condannata al pagamento spese legali del suo avvocato, che Nn ho mai saldato x iincapienza. Ho fatto l’appello e L’Ho vinto e quindi in sentenza c’è scritto che il giudice condanna la controparte al risarcimento spese legali. Ma la mia prozia è morta nel frattempo e il mio avvocato che avevo preso d’ufficio, vuole pagate ld spese da me. È corretto? Nn dovrebbe rivalersi sui parenti della defunta?

Ne ho parlato dozzine di volte ormai, se fai una ricerca tra i post precedenti ne dovresti trovare diversi.

Sì, è assolutamente corretto.

Se fai un incidente stradale, vai tu dal carrozzaio per farti riparare la macchina e, quando ti presenta il conto, non puoi dirgli di farsi indennizzare da quelli che ti hanno tamponato: tu l’hai incaricato, tu lo paghi. Sarà poi affar tuo farti rimborsare dal responsabile del sinistro.

Questo vale per qualsiasi transizione della vita: se vai a fare la spesa, non puoi uscire dalla cassa dicendo alla cassiera che la spesa viene pagata dalla tal altra persona che ti deve dei soldi, anche se te li deve veramente. Se ammettessimo questo, è evidente che non si potrebbe realizzare più nessuna transazione e il mondo diventerebbe un grande caos primordiale.

Tornando a noi, tu hai incaricato il tuo avvocato e tu ora devi pagarlo. Sarà poi affar tuo tentare di recuperare quanto ti è dovuto in base alla sentenza da chi ha perso l’appello. Se il debitore non è rintracciabile o è insolvente, la perdita resterà a carico tuo, ma, se pur ingiusto, è più giusto così, perché comunque il tuo avvocato ha lavorato per te e il suo lavoro deve essere compensato, non può essere condizionato all’adempimento della tua controparte.

Non credo, onestamente, che ci sia bisogno di approfondire ulteriormente, ma se vuoi farlo, o se vuoi assistenza sul tuo caso, o per trovare un accordo, ad esempio, con il tuo avvocato, o per vedere se possibile recuperare quanto previsto dalla sentenza di condanna, chiama il numero 059 761926 e concorda il tuo primo appuntamento, oppure acquista direttamente da qui. Naturalmente, se vivi e lavori lontano dal nostro studio questo primo appuntamento si svolgerà da remoto tramite un programma di videoconferenza, come ultimamente sto facendo sempre più spesso.

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Compenso avvocato e parametri: è giusto applicarli a causa del 2013?

Ho vinto una causa in appello con sentenza pubblicata nel gen. 2013. Il giudice ha condannato il perdente al pagamento delle spese legali oltre iva e cap ma il perdente non paga e quindi pago io.
Il mio avvocato mi manda oggi una parcella con l’importo liquidato aumentato del 82% rispetto a quello liquidato dal giudice e così composto: fase di studio 27%, fase introduttiva 22%, fase istruttoria 27%, fase decisionale 46% sempre rispetto all’importo liquidato oltre iva e cap. L’avvocato mi precisa:”secondo le vigenti tariffe ed al minimo di tariffa”. Mi chiedo “vigenti” oggi oppure nel 2013? Certamente dal 2013 ad oggi le tariffe sono aumentate e vigente significa oggi. Mi chiedo e vi chiedo: Non sarebbe più giusto ed onesto applicare le tariffe vigenti nel 2013, aggiungere iva e cap e poi calcolare interessi legali e rivalutazione? L’avvocato ha facoltà di scegliere il sistema di calcolo della nota spese?

Secondo l’art. 28 del Decreto Ministeriale 10 marzo 2014, n. 55, intitolato «Regolamento recante la determinazione dei parametri per la liquidazione dei compensi per la professione forense, ai sensi dell’articolo 13, comma 6, della legge 31 dicembre 2012, n. 247», «le disposizioni di cui al … decreto si applicano alle liquidazioni successive alla sua entrata in vigore».

Probabilmente, il legislatore ha voluto semplificare le liquidazioni evitando l’applicazione contemporanea di più sistemi di tariffazione, cosa che peraltro non avrebbe affatto garantito una determinazione più mite dei compensi, ma probabilmente avrebbe ingenerato solo confusione.

Per quanto riguarda il rapporto tra quanto liquidato dal giudice e quanto dovuto al proprio legale, come abbiamo detto ormai dozzine di volte si tratta di aspetti completamente slegati tra loro: il compenso dovuto al proprio avvocato non si determina in base a quello che stabilisce il giudice in tema di refusione delle spese, essendo quest’ultima cosa una statuizione relativa a quanto, sempre secondo il giudice, la parte «soccombente» (che tale può essere totale o, come molto più spesso avviene, anche solo parziale) può essere giusto sia tenuta a rimborsare all’altra parte.

Quindi non ha alcun senso parametrare, tanto meno in percentuale, il contenuto della condanna alle spese con quanto risulta dall’applicazione dei parametri.

Mi rendo conto però del problema che una situazione del genere determina in chi se ne trova vittima, pur avendo vinto la causa anche, o almeno, in secondo grado. Spero per questo motivo che tutte queste informazioni fossero state date al momento del conferimento dell’incarico.

Nel mio studio, per prevenire la possibilità di problemi di questo genere, pratichiamo forme di tariffazione di tipo flat per l’appello, ma anche quasi sempre per il primo grado, in modo che la parte assistita sappia sempre, almeno su base annuale, quanto va a spendere, mentre il recupero delle spese dall’avversario diciamo sempre ai nostri clienti che rappresenta solo una eventualità, come in effetti è.

Noi non facciamo da anni note spese basate sui parametri, davvero da anni, proprio perché preferiamo fare preventivi, sottoporli ai clienti e, solo dopo la loro approvazione, iniziare a lavorare. Io personalmente credo di non aver mai fatto una nota basata sui parametri.

Tornando al tuo problema, l’unica strada seriamente praticabile per te per mitigare un po’ il compenso è quella negoziale. Prova a chiedere un piccolo sconto, magari a fronte del pagamento immediato, o in poche e concentrate rate, di tutto quello che è dovuto.

Sotto un altro profilo, di tipo più preventivo di problemi simili in futuro, ti lascio due spunti da approfondire: la polizza di tutela legale e il contratto di protezione.