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Regresso imposta di registro: c’è tutela legale?

Alcuni anni fa si optò per la chiusura definitiva di una vertenza stipulando un atto di transazione autorizzato da DAS (sentenza primo grado a mio favore).
In detto atto è convenuto che la controparte assolva al pagamento dell’imposta di registro della sentenza.
La controparte non ha provveduto all’impegno preso e nei primi giorni di aprile è pervenuta al sottoscritto una richiesta di pagamento dell’imposta di registro dall’A.E.
Si è inoltrata denuncia assicurativa a DAS chiedendo il suo patrocinio ma DAS non lo concede adducendo il fatto che “oggetto della vertenza è la tassa di registro e tasse, imposte e tributi ineriscono a materia esclusa dalla copertura assicurativa”.
Nelle condizioni di polizza è riportato che DAS non assume a proprio carico il pagamento di oneri fiscali ma ciò non ha alcuna inerenza con la richiesta di patrocinio presentata.
Nella denuncia si chiede assistenza legale per far sì che controparte adempia a un impegno preso nell’atto di transazione.

Sono d’accordo con te, il caso dovrebbe essere oggetto di copertura da parte della compagnia di tutela legale.

Infatti, la vertenza riguarda non l’eventuale impugnazione o comunque consulenza riguardo ad una imposta – quella di registro – da pagare, ma l’adempimento della transazione come tu stesso hai indicato oppure comunque l’azione di regresso che, se pagherai l’imposta, effettuerai nei confronti dell’altro debitore in solido – che, a mente della transazione sottoscritta, è tenuto a corrispondere tale importo totalmente.

Il problema attuale, dunque, non interessa la materia fiscale, che giustamente le polizze di tutela legale tendono a escludere sempre, dal momento che problematiche di questo genere sono troppo diffuse per poter essere gestite tramite uno strumento del genere, anche perché si indurrebbero gli utenti a fare ricorsi anche senza adeguate basi legali, dal momento che sarebbero «gratuiti», ma questioni che sono di natura civilistica.

Con DAS, che è una compagnia di grande qualità che ho consigliato a tanti clienti e che ho utilizzato con soddisfazione molte volte, non ho mai avuto problemi ad ottenere copertura, credo che sia solo questione di illustrare adeguatamente, più nel dettaglio tecnico, la situazione al liquidatore che si occupa del caso.

Diciamo che ad una prima approssimazione potrebbe sembrare una questione fiscale, ma una volta che si approfondisce un attimo si capisce che è una problematica di tipo civile.

Se vuoi assistenza da parte nostra per questa cosa, puoi chiedere un preventivo compilando il modulo apposito nel menu principale del blog, non so se ne possa tuttavia valere la pena.

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Condannato in contumacia: posso fare esposto per falso?

sono stato condannato in contumacia a pagare al condominio, che avevo costruito nel 1998, 262.000 euro per difetti costruttivi, il difetto principale riguarda l’impermeabilizzazione della soletta di copertura del piano interrato,la verità è che avevo rimediato a detti difetti eseguendo lavori vari sotto la direzione del ex D.L. all’epoca della costruzione e del tecnico del condominio che alla fine,nel 2003,redige una relazione quantificando le eventuali ulteriori opere in qualche migliaio di euro.Il condominio mi cita nel 2006, per un qualche motivo non vengo in possesso della notifica, la sentenza di condanna diventa esecutiva non per notificazione ma per decorrenza dei termini nel 2013.
Vorrei conoscere se è possibile fare un esposto alla Procura della Repubblica denunciando il condominio, i periti, il loro avvocato, per la produzione di documenti falsi, il falso è dimostrato dal fatto che il condominio in questi molti anni non ha effettuato alcun lavoro e non vi sono perdite

È una cosa che andrebbe approfondita molto di più, esaminando sia la situazione in fatto sia il fascicolo del procedimento.

In via generale, si possono fare le seguenti osservazioni.

Riferisci di non aver ricevuto la notifica «per un qualche motivo». Si tratta, però, di un aspetto fondamentale, il primo che è necessario chiarire per verificare la regolarità del procedimento e della sentenza che è stata emessa al termine del medesimo.

Quindi il primo consiglio è quello di incaricare un avvocato di estrarre le copie dei documenti dal fascicolo del procedimento per vedere come ti è stato notificato l’atto introduttivo e verificare se tale forma di notifica può considerarsi valida o meno.

Ovviamente, il da farsi, in seguito, dipende dall’esito che avrà questo accertamento.

Per sapere, poi, se possibile fare un esposto per falso, che è una vera e propria denuncia, ti sembrerà incredibile ma, ancora una volta, bisogna esaminare il fascicolo e vedere esattamente cosa è stato sostenuto dal condominio e che tipi di documenti sono stati prodotti.

In generale, comunque, un reato di falso non ricorre semplicemente quando si sostiene in giudizio un fatto infondato, altrimenti in ogni causa civile ci sarebbe almeno un reato di falso, dal momento che ogni parte della stessa sostiene la verità di fatti diversi e spesso contrapposti, ma occorrono requisiti e circostanze ulteriori previsti dalle disposizioni del codice penale che prevedono diverse figure di reati di falso.

Ulteriormente, va poi considerato che, a mio giudizio, quand’anche ci fosse effettivamente un reato o più di falso e quand’anche si presentasse una denuncia e si aprisse un procedimento terminante con condanna penale dei responsabili, la sentenza civile emessa nei tuoi confronti rimarrebbe perfettamente valida ed efficace e di certo non verrebbe caducata per effetto di una sentenza penale, salva solo l’ipotesi di revocazione, uno speciale mezzo di impugnazione praticabile in alcuni casi anche contro sentenze già passate in giudicato, che è comunque tutto da valutare sulla base di quello che sarà stato accertato, sempre in ipotesi, nel procedimento penale.

In conclusione, mi sembra che ci siano davvero pochi spazi e che si tratti di una ipotesi in cui purtroppo sarebbe stato opportuno attivarsi a suo tempo.

L’unica possibilità con un minimo di concretezza sarebbe quella relativa all’invalidità della notifica, che va tuttavia studiata e approfondita con cura.

Direi che, per fare questi accertamenti, con una sentenza che ti obbliga a pagare quasi 300.000 euro, un po’ di soldi da investire per far fare questo lavoro ad un avvocato potrebbe essere opportuno appunto decidere di spenderli.

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Whistleblowing: si possono denunciare liberamente illeciti?

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Incentivata la delazione o promossa la protezione del luogo di lavoro e della legalità?

Molto discussa la nuova normativa sul c.d. “Whistleblowing”, istituto che permette di “proteggere” i dipendenti che segnalano illeciti, sia nel pubblico che nel privato. Obbligo di aggiornamento e modifica dei modelli 231.

A qualche anno dall’introduzione della prima forma di “Whistleblowing”, che riguardava unicamente i dipendenti pubblici e nata con la Legge anticorruzione n. 190/2012, il Parlamento ha ora approvato la proposta di legge C.3365-B “Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato”. L’obiettivo del legislatore è quello di incentivare i dipendenti, ora sia pubblici che privati, a segnalare le condotte e i fatti illeciti di cui siano testimoni rimuovendo timori di possibili ripercussioni, quali ad esempio il demansionamento o il licenziamento. La nuova normativa infatti estende la tutela prevista per i dipendenti pubblici dall’art. 54-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 – Testo unico sul Pubblico impiego – anche ai dipendenti di enti pubblici economici, dipendenti di enti di diritto privato sottoposti a controllo pubblico, nonché ai lavoratori e ai collaboratori delle imprese fornitrici di beni o servizi e che realizzano opere in favore dell’amministrazione pubblica (così all’art. 1. c. 2-3 DDL C. 3365-B).

I destinatari della nuova disciplina – Le forme di tutela del “segnalatore” (o c.d. “Whistleblower”) sono ora previste: 1. per tutte le amministrazioni pubbliche, inclusi gli enti pubblici economici e quelli di diritto privato sotto controllo pubblico, nonché ai dipendenti delle imprese che forniscono beni e servizi alla Pubblica Amministrazione; 2. Anche per il settore privato, con l’introduzione dell’obbligo di prevedere nei c.d. “Modelli 231” (ossia i modelli organizzativi e di gestione, predisposti dalle società ai sensi del decreto 231/2001 sulla responsabilità degli enti, adottati per adottare le migliori pratiche per ridurre il rischio di reati e prevenirne la commissione) il divieto di atti di ritorsione o discriminatori e specifici canali di segnalazione (di cui almeno uno con modalità informatiche) che garantiscano la riservatezza dell’identità. I modelli inotre dovranno anche adottare sanzioni nei confronti di chi viola la tutela del segnalante e di chi (con dolo o colpa grave) effettua segnalazioni infondate.

Diviene perciò di fondamentale importanza per le imprese e gli enti, affinché i Modelli 231 siano idonei, effettivi e tutelanti, provvedere (al più presto) ad un aggiornamento del modello e dei relativi protocolli.
Le novità sulla tutela del segnalatore – Il dipendente autore della segnalazione relativa ad illeciti noti per via dell’attività lavorativa non potrà essere sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito o sottoposto ad altre misure ritorsive; in aggiunta il legislatore prevede espressamente la nullità degli atti discriminatori compiuti verso il lavoratore, con l’obbligo di reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento, sia per i dipendenti pubblici che privati.

Con un’ulteriore forma di tutela a livello probatorio: la novella prevede espressamente l’inversione dell’onere della prova, ponendo in capo all’ente dimostrare l’estraneità della misura adottata rispetto alla segnalazione (nuovo comma 7 dell’art. 54bis. – Tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti, d. lgs. n. 165/2001, per i dipendenti pubblici; nuovi commi 2-bis, 2-ter e 2-quater dell’art. 2 – Tutela del dipendente o collaboratore che segnala illeciti nel settore privato, d. lgs. n. 231/2001). È inoltre vietato rivelare l’identità del whistleblower, mentre restano sempre inammissibili le segnalazioni anonime; va segnalato che il divieto di rivelazione dell’identità, in caso di processo penale, viene meno alla chiusura delle indagini preliminari. Ovviamente, le forme di tutela del dipendente non si applicano in caso di condanna per calunnia (o diffamazione) anche in primo grado per le vicende segnalate; in questo caso, peraltro, potranno-dovranno essere previste sanzioni nei suoi confronti.

Sanzioni anche a carico dell’ente – Oltre alla responsabilità personale per gli atti o fatti che dovessero venire accertati a seguito delle segnalazioni, la nuova normativa conferisce all’ANAC il potere di sanzionare l’ente a seguito del ricevimento della segnalazione di atti discriminatori; se l’ente verrà ritenuto responsabile la sanzione ammnistrativa pecuniaria potrà arrivare sino a trentamila euro. In aggiunta, qualora la segnalazione non venga nemmeno verificata o l’ente non sia dotato di procedure adeguate per la verifica delle segnalazioni, l’ente è sanzionabile – sempre a livello pecunario – fino a cinquantamila euro.

Mancano meccanismi premiali – Forse questo profilo presterà il fianco alle critiche che vedono nel “Whistleblowing” più un sistema di “delazione” che un meccanismo a tutela delle imprese e della legalità, ma per rendere questo nuovo istituto un sistema effettivo ed efficace, manca il “la” motivazionale. Perché, pur vero che dovrebbero essere motivi sufficienti da un lato il dovere del pubblico ufficiale di denunciare (per la gran parte dei dipendenti pubblici) e dall’altro in generale il senso etico e morale, questo spesso rischia di non essere sufficiente a garantire il flusso informativo, cioè la presenza di segnalazioni. In numerosi ordinamenti, infatti, i segnalatori conseguono anche un vantaggio diretto (economico) quando la loro denuncia si riveli veritiera ed importante. Ad esempio negli Stati Uniti, dove questo istituto è nato e da cui prende il nome, la legislazione prevede veri e propri premi in denaro al segnalatore: il Dodd-Frank Act nel caso in cui la segnalazione porti ad un accertamento positivo della condotta illecita a seguito di indagini della Commissione SEC (Securities And Exchange Commission), riconosce al segnalatore una somma tra il 10 e il 30 percento della sanzione comminata, se superiore ad un milione di dollari (quindi solo per fattispecie ritenute gravi). Al contempo, però, si ritiene che oltre al sistema premiale dovrebbe essere previsto un altrettanto serio (e rigido) meccanismo sanzionatorio per le segnalazioni che si rivelassero poi infondate, specialmente nei casi di dolo e colpa grave.

Infine, numerose le critiche secondo cui questo nuovo sistema sarebbe o inutile o dannoso, in quanto incentiverebbe la “delazione” o comunque un clima di sfiducia sul posto di lavoro; un meccanismo per attaccare superiori e dirigenti. Tuttavia, a parere dello scrivente, proprio con un adeguato sistema premiale da un lato e sanzionatorio dall’altro tutte queste note critiche sarebbero superate, responsabilizzando adeguatamente segnalati e segnalatori.

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Datore che trattiene somme in busta: che fare?

ho gia stilato una querela contro il datore di lavoro ma non ancora consegnata ai carabinieri.
il motivo è il seguente trattiene importi dalla mia busta paga che dovrebbe versare alla previdenza complementare ma da un anno non ha fatto nessun versamento ne del importo trattenuto ne degli altri importi di sua competenza sempre da versare alla previdenza complementare.
che io sappia per l importo che trattiene dalla mia busta paga posso quereralo
ma quello che volevo chiedervi ho dato un occhiata ai vs importi flat pubblicati, è mi chiedevo per la querela euro 250,00 ma comprende tutto l iter? Cioè viene seguita fino alla conclusione della stessa?
poi volevo chiedervi per gli altri importi (importo di competenza della ditta) quale procedura seguire, è se eventualmente per seguire anche questa procedura ci sta un costo?
poi mi chiedevo normalmente gli avvocati non vengono pagati dalla parte perdente?

Prima di depositare una querela, anche per mostrarsi non così litigiosi di fronte al magistrato che dovrà poi esaminarla, suggerisco sempre di far inviare una diffida da un avvocato, anche perché questo innesca una fase che a volte consente o di risolvere il problema o almeno di acquisire maggiori informazioni utili sulla situazione.

Per sapere se effettivamente ci sono ipotesi di reato, e di quali reati si tratta, bisognerebbe studiare più in dettaglio la situazione.

Per quanto riguarda il nostro preventivo, esso comprende solo la redazione e il deposito della querela, ma non anche le eventuali fasi successive, che del resto non si sa bene quali possano essere perché dipende dalla piega che prenderà il procedimento, per le quali ci riserviamo di proporre nuovi preventivi a seconda appunto del lavoro che ci si presenterà davanti.

Non ho capito la penultima domanda, per quanto concerne invece le spese legali ne abbiamo parlato ormai dozzine di volte. Intanto le devi comunque anticipare tu, salvo che tu non disponga di una assicurazione di tutela legale, in seguito forse (e fai bene attenzione alla parola «forse») puoi recuperarle ma il mio consiglio è di non farci assolutamente affidamento perché spesso non si recuperano, di fatto.

Il prossimo passo che ti suggerirei di compiere è quello di scegliere qualche avvocato cui chiedere un preventivo per una diffida.

La nostra offerta al riguardo, nel caso ti potesse interessare, si trova qui.

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Ex badante minaccia denuncia molestie sessuali: che fare?

a meta’ novembre 2016 ho dovuto prendere una badante italiana per mia madre e’ stata da noi con vitto e alloggio fino il 18 gennaio 2017 premetto che iniziava la sera alle 22 e se ne andava alle 14e30 del giorno successivo cosi’ fino al venerdì quando finiva alle 14e30 percepiva euro 250 la settimana in nero sabato e domenica liberi, perché cosi’ voleva essere pagata per un totale di euro 1.000 al mese , una settimana fa mi e’ arrivata una lettera dell’avvocato in cui diceva che per tutto il suo periodo lavorativo aveva percepito solo 400 euro e che adesso fatto il calcolo fatto dal suo avvocato ne dovrei dare 2.700 per inps ferie eccc., in piu’ se non dovessi accettare paventa di denunciarmi anche per molestie sessuali , cose non assolutamente vere dicendomi che ha testimoni inventati logicamente , vorrei sapere cosa potrei fare e come agire nei suoi confronti visto che non vorrei essere infangato anche come molestatore

La prima cosa che si può valutare di fare, considerando attentamente tutte le circostanze, è «smontare» la sua minaccia contestandole per iscritto, tramite una apposita diffida, da redigere e inviare vista la delicatezza della materia rigorosamente con l’assistenza di un avvocato, proprio l’aver paventato tale evenienza, facendola apparire correttamente per ciò che è, cioè sostanzialmente una ricattatrice, ma soprattutto privando l’eventuale successiva denuncia che lei dovesse presentare di credibilità.

Si tratta, ovviamente, nel suo caso di un comportamento gravemente scorretto, che costituirebbe anche condotta penalmente rilevante per almeno un paio di reati, anche se la presentazione della denuncia va valutata con ancor più attenzione e in una prima fase meglio limitarsi alla sola diffida.

Può essere utile anche la collaborazione di una agenzia investigativa per raccogliere informazioni sulla situazione e sulle persone coinvolte.

Per quanto riguarda i pagamenti, non dici se quelli che avete fatto li avete erogati con metodi tracciabili come assegni, bonifici, ecc., ovvero in contanti e, in questo ultimo caso, se vi siete fatti rilasciare delle quietanze.

In ogni caso, avendo ricevuto una richiesta tramite avvocato, devi comunque farla riscontrare ad un altro avvocato, per cui la mossa che devi fare adesso, quella sulla quale devi concentrarti ora, è proprio cercarne uno valido che possa assisterti, a prescindere da qualsiasi questione di merito.

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La truffa che viene dagli Stati Uniti: che si può fare?

ho risposto ad un annuncio di vendita su internet, da parte di un signore americano, ho pagato con bonifico bancario 2200 dollari, poi me ne ha chiesti 550 per le tasse, poi ancora 1300 per un fantomatico certificato dell agenzia di confine, ora ancora 1800 altrimenti rischio l arresto da parte dell fbi, nel frattempo una presunta agenzia di spedizione tramite un suo incaricato mi ha proposto un trasferimento di fondi per 26milioni di dollari se pagavo 5500 dollari…io da scemo ho pagato i 2200+550+1300tramite bonifico, ma ora intendo fare denuncia, crede sia possibile far qualcosa o lascio stare?

È altamente probabile, considerando le modalità con cui si sono svolti i fatti e le dichiarazioni via via più assurde di questa controparte, che si tratti di una truffa.

Purtroppo, non ho alcun modo di prevedere come potrebbe andare a finire una denuncia da te presentata, perché ci sono troppe variabili da tenere in considerazione, tra cui la solvenza del responsabile, per non dire del fatto che la dimensione internazionale potrebbe complicare il quadro, almeno presentando la denuncia in Italia.

A volte, infatti, come spiego nella scheda sulle truffe on line che ti invito a leggere con attenzione, conviene lasciar perdere per non aggiungere al danno anche la beffa, come ad esempio la necessità di andare a testimoniare in tribunali anche molto lontani, e dopo anni, dal proprio luogo di residenza, perdendo soldi e tempo, spesso una giornata intera.

Un possibile spiraglio potrebbe essere fornito dalla possibilità di presentare denuncia direttamente negli Stati Uniti – sempre che la truffa venga da quel paese – dove c’è un sistema giudiziario più efficiente del nostro.

Ma anche in quel caso sarebbe fondamentale disporre dell’assistenza e della consulenza di un avvocato statunitense.

Se credi, possiamo approfondire il caso, mi è già capitato di lavorare negli USA con colleghi del luogo in altre occasioni, ma tieni presente che il rischio di buttare altri soldi è abbastanza alto.

Leggi anche la scheda sul recupero crediti.

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Polizza di tutela legale: mi può servire per future denunce?

Sono un dipendente di un ente pubblico,ho denunciato alcuni addetti della mia amministrazione per illeciti amministrativi. Non sono la parte offesa.Le indagini sono in corso. Temo di essere controdenunciato , in futuro.E’ utile assicurarmi? Se si che tipo di assicurazione?

Puoi stipulare una polizza di tutela legale, con le compagnie ad oggi specializzate in questo ramo, che sono UCA, DAS, Arag.

Tieni presente che per il penale, la copertura assicurativa viene, e questo per obbligo di legge insormontabile da qualsiasi compagnia, pagata solo al termine del procedimento, mentre intanto devi anticipare tu tutti i compensi.

Viene pagata solo in caso di assoluzione, ovviamente, e non viene pagata in caso di accesso a riti alternativi, come il patteggiamento.

Ci potrebbero essere, peraltro, anche problemi legati all’individuazione del momento di insorgenza del caso assicurativo, se la controdenuncia che ti venisse eventualmente fatta fosse in qualche modo collegata alle cose che hai precedentemente denunciato tu.

In ogni caso, una polizza di tutela legale di base rimane consigliabile per la gestione e la protezione di tutta la propria vita e famiglia, per cui, a prescindere da queste criticità, ti consiglio di munirtene e rinnovarla nel corso degli anni.

Per ulteriori dettagli, ti rimando alla attenta e completa lettura della nostra scheda sulla tutela legale.

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Querela: che cosa può succedere dopo la presentazione?

che meccanismo si innesca querelando una persona?
la mia compagna è stata oggetto di truffa, rischia di perdere il suo 50% di casa e il mantenimento dell’ex marito. L’artefice di questa truffa nel 2011 è riuscito ad aprire un negozio col nome della mia compagna, lui non poteva perchè aveva già un fallimento alle spalle. La mia compagna viveva un momento difficilissimo della sua vita, aveva anche tentato il suicidio perchè era stata lasciata da poco dall’ex marito,faceva anche uso di psico farmaci prescritti dal medico e figlia in anoressia.Lui è riuscito a farle firmare delle carte, la cosa folle è che la mia compagna non capiva cosa stesse facendo e non ci ha guadagnato neanche un euro. Adesso il negozio ha 200.000€ di debiti e c’è un concordato in atto.

Chiaramente, per poter dire qualcosa di sensato in una vicenda del genere bisognerebbe conoscerla molto più approfonditamente ed aver visionato almeno le carte principali che si sono sviluppate in relazione ad essa.

In linea generale, e per voler dare un senso ad una domanda che ne ha poco, dal momento che chiaramente ciò che succede dopo il deposito di una querela dipende dal singolo caso, si può dire che bisogna stare molto attenti a non confondere i profili penali di una determinata vicenda con quelli civili.

Questo significa che non è affatto detto che, presentando una querela, quand’anche questa proseguisse sino alla condanna del responsabile, ci siano poi delle conseguenze sul versante civilistico e cioè nella regolamentazione dei rapporti tra il responsabile e la vittima del reato.

La presentazione di una querela, infatti, serve a consentire allo Stato di punire il responsabile di reati in modo che sia tutelato l’interesse di tutti a che fatti di questo genere sia scoraggiati ed eventualmente i responsabili custoditi, per un certo periodo, in strutture carcerarie, senza o con meno possibilità di nuocere ad altri.

Non serve invece direttamente a minare la validità degli atti intercorsi tra le persone che sono state protagoniste della vicenda, cosa che è lasciata, come tutti gli aspetti civilistici, all’iniziativa degli interessati che devono valutare se iniziare cause nei confronti del responsabile, tra cui anche, eventualmente, la famosa costituzione di parte civile nel processo penale, ove possibile, e ove opportuno (si tratta di un aspetto da valutare attentamente), che poi è sempre una causa civile, con la sola particolarità di essere, per comodità, esercita all’interno di un processo penale.

Non credo che una persona senza una adeguata preparazione giuridica possa comprendere fino in fondo questi concetti, ragione per cui a mio giudizio è assolutamente indispensabile per voi, se intendete tutelarvi, cercare un avvocato da cui farsi assistere.

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Come gestire una denuncia per aggressione con controquerela.

ho subìto un’aggerssione con offese pesanti mentre stavo passeggiando per fatti miei, da una donna che nemmeno conosco riportando frattura di un dito del piede dopo forte testata sul naso con deviazione del setto nasale. Sono andata al ps dove mi hanno dato 30 gg e allo scadere del certificato ho dovuto fare una continuazione con altro certificato per vertigini e difficoltà nella deambulazione. La denuncia è partita d’ufficio e la “signora” mi ha anche controquerelato! Ho fatto alcune visite mediche e ne devo fare altre in questo mese. Mi sono rivolta ad un legale ed ho intenzione di chiedere i danni sia fisici che morali, con i rimborsi di tutte le spese sostenute. Vorrei gentilmente un consiglio da Lei su cosa fare e vorrei sapere cosa rischio con questa controquerela

Cosa rischi con la controquerela non lo posso ovviamente sapere: dipende da quello che c’è scritto dentro e dalle prove, anche eventualmente false, che la tua controparte porterà a sostegno, che a te toccherà poi, se credi, contestare.

Comunque, è un aspetto che si vedrà purtroppo solo una volta che il procedimento sarà andato avanti.

Per il resto, hai già fatto tutto quello che si poteva fare al momento, direi che la cosa migliore sia continuare a far riferimento al legale che ti segue attualmente, che conosce il tuo caso meglio di chiunque altro.

Un’idea, forse, che si potrebbe dare come spunto potrebbe forse essere quella di valutare eventuali indagini difensive, ma anche qui dipende dalle circostanze.

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Se mi denunciano mi conviene tenere il difensore d’ufficio?

sono stato falsamente denunciato dalla vicina per ingiuria minacce e percosse, a seguito di convocazione da parte dell’arma dei Carabinieri è subito emerso che la signora non ha testimoni a conferma di quanto dalla stessa dichiarato, io comunque ho scelto di avvalermi di un avvocato d’ufficio. premesso che è la mia prima esperienza, come devo comportarmi ?

C’è una intera strategia difensiva da definire, ed è una cosa che puoi fare solo con l’assistenza di un tuo avvocato che conosca il caso nei suoi dettagli e abbia visionato i documenti.

In generale, posso dirti che sarebbe preferibile per te nominare un difensore di fiducia, perché quello d’ufficio difficilmente verserà nel tuo caso la stessa cura che potrebbe dare un difensore di fiducia.

Fai attenzione al fatto che il difensore d’ufficio dovrai pagarlo ugualmente, esattamente come se fosse di fiducia, non ha niente a che fare con il patrocinio a spese dello Stato.

Per cui tanto vale nominare un tuo difensore, col quale peraltro potrai stipulare appositi accordi economici, chiedendogli magari prima un preventivo per la difesa.