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Decreto ingiuntivo: si applica la prescrizione presuntiva?

DECRETO ING. FINE LUGLIO 2018 SU FATTURA DEL 2008 EMESSO DA UN’AZIENDA VERSO UN CONSUMATORE FINALE. SI APPLICA LA PRESCRIZIONE PRESUNTIVA DI CUI ALL’ART. 2956 C.C.?

Purtroppo è una domanda che ha poco senso.

Come dico da vent’anni ormai, nel porre un quesito giuridico non bisogna fare astrazioni, ma limitarsi a raccontare il fatto puro e semplice, lasciando che sia poi il giurista a decidere quali sono le regole generali che eventualmente si applicano.

Per sapere se all’obbligazione dedotta in decreto ingiuntivo si applichi o meno la prescrizione presuntiva, bisogna infatti vedere la natura dell’obbligazione stessa, di cui non si fa alcuna menzione nella formulazione della domanda.

Potrebbe inoltre applicarsi il termine ordinario di prescrizione decennale, ovviamente solo nel caso in cui oltre al decorso del termine non vi siano stati atti di interruzione.

Per quanto riguarda il tema del consumatore, è un aspetto che può avere numerose conseguenze sia in tema processuale, mi riferisco ad esempio alla competenza territoriale, sia in tema di diritto sostanziale, dal momento che ai consumatori si applica una disciplina di tutela, ma anche qui bisognerebbe approfondire molto di più.

Ti consiglio di andarne a parlare di persona con un avvocato o comunque di acquistare una consulenza in cui approfondire adeguatamente la situazione. Ti raccomando, con l’occasione, di iscriverti alla newsletter del blog, o, se non ti piace la mail, al gruppo Telegram, in modo da non perderti importanti e utili aggiornamenti quotidiani.

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Come posso sapere se il mio avvocato mi chiede troppo per una pratica?

Credo di essere stata rapinata. Quanto costa fare un’istanza ad un Giudice Tutelare per la successione dei beni di mio marito? E se la pratica é stata svolta in modo sommario e imcompleto, come posso far valere i miei diritti nei confronti del legale che é stato così superficiale ma comunque attentissimo a riscuotere un sacco di soldi senza manco rilasciarmi fattura?
Grazie per i consigli che potrete darmi. Se avete bisogno di maggiori info ho inviato una e-mail. Il testo intero qui non c’entrava.

Qui limito il numero di caratteri disponibili perché devo per ovvie ragioni parallelamente limitare le risorse che dedico nel mio tempo libero a dare qualche spunto, o risposta spicciola, alle persone che non sono ancora clienti dello studio, lasciando a chi vuole poi approfondire la possibilità di valutare se acquistare una vera e propria consulenza ad hoc, che consente di affrontare la questione in modo professionale.

Nel tuo caso, comunque, ci sarebbero tanti profili diversi da esaminare: la determinazione del compenso in generale, cioè anche in caso di pratica svolta regolarmente; la responsabilità del professionista in caso di sue mancanze e le conseguenze sul suo compenso; la mancata emissione di fattura.

Per poter dare una risposta che abbia un’utilità bisognerebbe esaminare concretamente il fatto in tutti i suoi dettagli, ma, in generale, si può osservare quanto segue.

La determinazione della misura del compenso dipende anche dal valore della pratica, quindi in questo caso bisognerebbe vedere qual era il valore dell’asse ereditario. Inoltre va considerata anche la complessità o meno della pratica e delle questioni, sia giuridiche che concrete, da risolvere. Da quello che dici sembra si trattasse di una cosa semplice e di valore medio, ma è evidente che va verificato in concreto.

Per quanto riguarda eventuali caratteristiche scadenti del servizio di assistenza prestato, per fondare un controcredito a tuo favore che possa, diciamo così, compensarsi con il debito nei confronti del legale, occorre un vizio o una mancanza precisa, un errore, mentre direi che una generica «superficialità», che non si sia tradotta in un problema concreto, non possa essere sufficiente.

Quanto, infine, alla fatturazione, non so quali fossero gli accordi tra di voi al riguardo e soprattutto in che modo tu abbia pagato. Comunque è suo dovere fatturare e tuo diritto ottenere una fattura e/o una quietanza, per cui puoi sempre richiedergliela, salvo solo il rischio, nel caso che tu abbia pagato in contanti, che lui poi neghi di aver ricevuto il pagamento.