Turisti stranieri e cure in Italia: chi paga il conto?

Turisti stranieri e cure in Italia: chi paga il conto?

1) Il caso della fattura da 1.662 euro.

Una bambina statunitense, in vacanza con i genitori in Puglia, è stata portata il 10 agosto al pronto soccorso dell’ospedale di Monopoli-Fasano per alcune linee di febbre. Secondo quanto riferito dalla stampa, sono stati eseguiti esami del sangue e delle urine e la minore è rimasta in osservazione per una notte, venendo dimessa il giorno successivo.

Dopo le dimissioni, alla famiglia è stata richiesta una somma di circa 1.700 euro; la fattura ricevuta via e-mail indicava, più precisamente, 1.662 euro. La modalità iniziale della richiesta, comunicata per telefono, ha fatto temere ai genitori una truffa. Alcuni rappresentanti sindacali hanno poi contestato il conteggio, ipotizzando errori nell’inserimento dei dati nel sistema informatico regionale.

L’ASL di Bari ha invece sostenuto che la tariffa fosse corretta: la paziente risiedeva all’estero, non risultava iscritta al Servizio sanitario nazionale e il ricovero era stato contabilizzato applicando le regole previste per i pazienti stranieri. Ha aggiunto che rinunciare a un credito dovuto avrebbe potuto determinare un danno erariale.

2) Essere curati non significa necessariamente essere curati gratis.

La prima distinzione da capire è questa: il diritto a ricevere le cure necessarie e la gratuità delle cure sono due questioni diverse.

L’articolo 32 della Costituzione tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività. Un ospedale non può quindi abbandonare una persona che abbia bisogno di assistenza urgente solo perché straniera, non possiede una tessera sanitaria italiana o non è in grado di anticipare immediatamente il costo.

Da questo principio, però, non deriva che ogni prestazione del Servizio sanitario nazionale debba essere gratuita per qualsiasi persona si trovi temporaneamente sul territorio italiano. Il sistema deve prima curare; può poi individuare chi, secondo la legge, è tenuto a sostenere la spesa.

3) Perché il turista extra-UE può ricevere una fattura.

La regola decisiva è contenuta nell’articolo 35 del decreto legislativo 286/1998. Per le prestazioni erogate ai cittadini stranieri non iscritti al SSN devono essere corrisposte le tariffe determinate dalle Regioni e dalle Province autonome. Restano salvi gli accordi internazionali che prevedano forme di assistenza reciproca.

Anche il Ministero della Salute chiarisce che il cittadino di un Paese extra-UE presente per un periodo non superiore a novanta giorni, per esempio come turista, può ottenere prestazioni urgenti e di elezione pagando le relative tariffe regionali. Durante un breve soggiorno turistico, di regola, non è prevista l’iscrizione al SSN.

Nel caso raccontato, dunque, l’addebito è corretto nel suo fondamento giuridico: una turista statunitense non iscritta al SSN riceve le cure, ma il loro costo non può essere automaticamente scaricato sulla fiscalità italiana.

4) «Extracomunitario» non significa sempre «non assistito».

Occorre evitare una semplificazione. Non tutti i cittadini extra-UE devono pagare integralmente ogni cura ricevuta in Italia.

Un cittadino straniero può essere iscritto obbligatoriamente o volontariamente al SSN in ragione, tra l’altro, del tipo di permesso di soggiorno, del lavoro, della residenza o di altre condizioni previste dalla legge. Esistono inoltre accordi bilaterali che tutelano determinate categorie di persone provenienti da alcuni Stati. Persino chi non è in regola con il soggiorno ha diritto alle cure urgenti o comunque essenziali e continuative nei casi e con le modalità stabilite dall’articolo 35.

La domanda corretta, perciò, non è soltanto «questa persona è extracomunitaria?», ma:

  • l’eventuale iscrizione al SSN;
  • il titolo e la durata del soggiorno;
  • la copertura da parte del sistema sanitario di uno Stato convenzionato;
  • la disponibilità del formulario previsto dall’accordo applicabile;
  • la presenza di una polizza sanitaria privata.

5) Perché per i turisti statunitensi la copertura non è automatica.

Gli Stati Uniti non fanno parte del sistema europeo della TEAM e non figurano tra i Paesi indicati dal Ministero della Salute come coperti da un accordo bilaterale generale di assistenza sanitaria con l’Italia.

Il turista americano che arriva per un breve soggiorno, pertanto, non porta con sé un titolo che trasferisca automaticamente il costo delle sue cure al SSN o a un ente pubblico statunitense. Se viene curato in una struttura pubblica italiana, può ricevere una fattura calcolata secondo le tariffe regionali e chiedere poi il rimborso alla propria assicurazione, se ne possiede una e se il contratto copre quell’evento.

La stessa logica vale, con le necessarie verifiche caso per caso, per i visitatori provenienti da altri Paesi extra-UE privi di un accordo sanitario applicabile.

6) La cifra di 1.662 euro è necessariamente esatta?

No: la legge rende legittimo l’addebito, ma non dimostra da sola che ogni voce e ogni importo siano stati calcolati correttamente.

Un ricovero ospedaliero non viene normalmente fatturato sommando soltanto il prezzo di una provetta, di un esame o di un letto per una notte. La prestazione viene classificata secondo regole sanitarie e tariffarie, anche attraverso il sistema dei DRG, che associa al ricovero un gruppo e una tariffa in base alla diagnosi, alle procedure e ad altri dati clinici e amministrativi. Per questo un ricovero breve può costare molto più di quanto il paziente immagini guardando soltanto le singole analisi.

La famiglia può comunque chiedere:

  • la fattura dettagliata e la base normativa del conteggio;
  • copia della cartella clinica e della scheda di dimissione ospedaliera;
  • il codice DRG e la tariffa regionale applicata;
  • la verifica del regime registrato, ordinario, osservazione breve o altra tipologia;
  • la correzione di eventuali duplicazioni o errori anagrafici e contabili.

Senza questi documenti non è serio affermare né che 1.662 euro siano sicuramente troppi né che siano sicuramente perfetti. È invece corretto dire che il solo fatto di essere rimasti una notte non trasforma la richiesta in una truffa.

7) Perché l’ASL parla di danno erariale.

Un’azienda sanitaria pubblica gestisce risorse della collettività. Se la legge e la tariffa attribuiscono all’ente un credito, i suoi funzionari non possono cancellarlo per cortesia o perché il paziente non conosceva il sistema italiano.

Una rinuncia ingiustificata alla riscossione potrebbe produrre una perdita per l’ente pubblico e, ricorrendone tutti i presupposti, esporre i responsabili a una contestazione davanti alla Corte dei conti. L’espressione «danno erariale», tuttavia, non prova automaticamente che la singola fattura sia corretta: spiega perché l’ASL deve riscuotere ciò che è effettivamente dovuto, non perché possa pretendere una somma calcolata male.

Il comportamento amministrativamente corretto è quindi duplice: recuperare il credito previsto dalla legge e, nello stesso tempo, riesaminare con trasparenza il conteggio se l’interessato segnala un possibile errore.

8) Cosa fare quando arriva il conto dell’ospedale.

Chi riceve una fattura sanitaria italiana non dovrebbe ignorarla né pagarla alla cieca. Conviene:

  • verificare che il mittente, l’IBAN e i recapiti appartengano davvero all’ASL o all’ospedale;
  • chiedere il documento fiscale e il dettaglio delle prestazioni, senza affidarsi a una telefonata;
  • contattare l’URP e l’ufficio stranieri o mobilità internazionale dell’azienda sanitaria;
  • inviare subito la pratica all’assicuratore e seguire la procedura indicata in polizza;
  • presentare per iscritto una richiesta di riesame se diagnosi, date, regime di ricovero o tariffa sembrano errati;
  • conservare referti, ricevute, cartella clinica, comunicazioni e prova del pagamento.

Una contestazione motivata non equivale a rifiutare le cure ricevute: serve a far verificare che l’importo corrisponda esattamente alle prestazioni e alle regole applicabili.

9) L’assicurazione sanitaria di viaggio è indispensabile.

Il consiglio pratico è netto: chiunque viaggi all’estero dovrebbe munirsi prima della partenza di un’adeguata copertura sanitaria. Per un turista proveniente da un Paese extra-UE senza convenzione, è una precauzione essenziale, non un accessorio.

Prima di acquistare la polizza bisogna controllare almeno:

  • il massimale per cure mediche e ricovero;
  • la presenza di franchigie, scoperti e periodi di carenza;
  • l’esclusione o la copertura delle patologie preesistenti;
  • le limitazioni per sport, gravidanza, alcol o attività considerate rischiose;
  • il rimpatrio sanitario e il viaggio di un accompagnatore;
  • il pagamento diretto alla struttura, evitando di anticipare somme elevate;
  • l’assistenza telefonica attiva ventiquattr’ore su ventiquattro;
  • l’estensione geografica alla destinazione effettiva e a tutta la durata del viaggio.

È utile portare con sé il numero della polizza, il recapito di emergenza dell’assicuratore e una copia digitale dei documenti. In caso di ricovero, l’assicurazione va avvisata appena possibile: alcuni contratti richiedono un’autorizzazione preventiva o una comunicazione entro termini molto brevi.

10) E i turisti europei?

Chi è assicurato in uno Stato dell’Unione europea, dello Spazio economico europeo, in Svizzera o nel Regno Unito, nei casi previsti può utilizzare la tessera europea di assicurazione malattia, TEAM o EHIC, per le cure pubbliche medicalmente necessarie durante un soggiorno temporaneo.

La TEAM consente di ricevere le prestazioni alle stesse condizioni e agli stessi costi applicati agli assistiti del Paese visitato. Non garantisce quindi che tutto sia gratuito e non sostituisce una polizza di viaggio: secondo la Commissione europea, non copre normalmente la sanità privata, il rimpatrio né il viaggio organizzato allo scopo di ottenere cure.

Anche per un viaggiatore europeo, dunque, una buona assicurazione resta consigliabile.

11) La lezione pratica del caso.

Il Servizio sanitario nazionale è universale nella tutela della salute, ma non è una assicurazione gratuita mondiale. Il turista deve essere assistito quando ne ha bisogno; se non è iscritto al SSN e non beneficia di una convenzione, deve però sostenere il costo determinato dalle tariffe pubbliche.

Nel caso della bambina statunitense, l’ASL ha quindi ragione sul principio dell’addebito. Resta legittimo controllare se la somma di 1.662 euro sia stata costruita con il DRG e i dati corretti. Le due affermazioni non si contraddicono.

La regola da ricordare prima di partire è semplice: verificare i propri diritti sanitari nel Paese di destinazione e acquistare una copertura capace di pagare ricoveri, esami, trasporto e rimpatrio. Farlo costa molto meno che scoprire la differenza tra diritto alle cure e diritto alla gratuità davanti a una fattura ospedaliera.

12) English translation: the €1,662 hospital bill.

An American child travelling with her parents in Apulia was taken to the emergency department of the Monopoli-Fasano hospital on 10 August with a mild fever. According to press reports, blood and urine tests were performed and the child stayed under observation overnight. She was discharged the following day.

The family was subsequently asked to pay about €1,700; the invoice sent by email stated €1,662. The local health authority explained that the patient lived abroad, was not registered with the Italian National Health Service and had therefore been charged under the rules applicable to foreign patients.

13) English translation: treatment and free treatment are different rights.

Article 32 of the Italian Constitution protects health as a fundamental right. A hospital cannot abandon a person who requires urgent care merely because that person is a foreign national, does not hold an Italian health card or cannot immediately advance the money.

That does not mean that every service provided by the Italian National Health Service is free for every temporary visitor. The medical need must be addressed first; liability for the cost may then be determined under the applicable rules.

14) English translation: why a non-EU tourist may be billed.

Article 35 of Legislative Decree 286/1998 provides that foreign nationals who are not registered with the Italian National Health Service must pay the tariffs set by the Regions and Autonomous Provinces. International reciprocal healthcare agreements remain applicable where they exist.

The Italian Ministry of Health also states that a non-EU national staying in Italy for no more than ninety days, for example as a tourist, may receive urgent and elective treatment upon payment of the relevant regional tariffs. Registration with the National Health Service is not normally available during a short tourist stay.

Therefore, in the reported case, the legal basis for charging the family is sound: the child was treated, but the cost was not automatically payable by Italian taxpayers.

15) English translation: not every non-EU national is in the same position.

“Non-EU national” does not always mean “not covered”. Depending on the type of residence permit, employment, residence or another statutory condition, a foreign national may be compulsorily or voluntarily registered with the Italian National Health Service. Bilateral agreements also protect certain categories of people from particular countries.

The relevant questions are whether the patient is registered with the National Health Service, the legal basis and duration of the stay, whether a reciprocal agreement applies, whether the required form is available and whether the patient holds private health insurance.

16) English translation: why US tourists are not automatically covered.

The United States is outside the European Health Insurance Card system and is not listed by the Italian Ministry of Health among the countries covered by a general bilateral healthcare agreement with Italy.

An American tourist on a short visit therefore has no document that automatically transfers the cost of treatment to the Italian National Health Service or to a US public body. The Italian public hospital may issue an invoice under regional tariffs. The traveller may then seek reimbursement from a private or travel insurer, if the policy covers the event.

17) English translation: was €1,662 necessarily the correct amount?

Not necessarily. The law makes a charge legally possible, but does not prove that every item was correctly calculated.

Hospital admissions are commonly classified under healthcare and tariff rules, including the DRG system, which assigns a group and a tariff based on diagnosis, procedures and other clinical and administrative data. An overnight admission can therefore cost considerably more than the apparent price of the individual tests.

The family may request an itemised invoice, the medical record and discharge form, the DRG code and regional tariff, confirmation of the recorded type of admission, and correction of any duplicate or inaccurate entries. The fact that the stay lasted only one night does not by itself make the bill fraudulent.

18) English translation: the reference to loss of public funds.

A public healthcare authority manages community resources. If the law gives the authority a valid claim, its officers cannot waive it merely as a courtesy or because the patient was unaware of the Italian system. An unjustified waiver could cause a loss to the public body and, if all legal conditions were met, lead to public-accounting liability.

This does not prove that a particular amount is accurate. It means that the authority must collect what is actually due and must also transparently review the calculation when a possible error is reported.

19) English translation: what to do when a hospital bill arrives.

A traveller should:

  • verify that the sender, bank account and contact details genuinely belong to the health authority or hospital;
  • obtain a formal, itemised invoice rather than relying on a telephone call;
  • contact the authority’s public relations and international healthcare offices;
  • notify the insurer immediately and follow the policy’s procedure;
  • request a written review if dates, diagnosis, admission status or tariff appear incorrect;
  • retain reports, receipts, medical records, correspondence and proof of payment.

A reasoned objection does not deny that treatment was received. It asks the authority to confirm that the amount exactly matches the services and the applicable rules.

20) English translation: travel health insurance is essential.

Everyone travelling abroad should obtain adequate health insurance before departure. For a tourist from a non-EU country without a reciprocal agreement, this is an essential precaution.

Check the limit for medical care and hospitalisation, deductibles and co-payments, pre-existing-condition exclusions, restrictions concerning sport, pregnancy, alcohol or hazardous activities, medical repatriation, direct payment to hospitals, round-the-clock assistance, geographical scope and the full duration of the trip.

Carry the policy number, the insurer’s emergency contact details and digital copies of the documents. Notify the insurer as soon as possible after an admission, because the contract may impose very short notice or prior-authorisation requirements.

21) English translation: what about European visitors?

People insured in an EU or EEA country, Switzerland or the United Kingdom may, where the relevant rules apply, use an EHIC for medically necessary public healthcare during a temporary stay.

The EHIC gives access under the same conditions and at the same cost as people insured in the country visited. It does not guarantee that all treatment is free and, as the European Commission explains, it is not a substitute for travel insurance. It does not normally cover private healthcare, repatriation or travel undertaken specifically to obtain treatment.

22) English translation: the practical lesson.

The Italian National Health Service protects health universally, but it is not a free worldwide insurance policy. A tourist must be treated when necessary; if that person is not registered with the National Health Service and is not covered by a reciprocal agreement, the cost is payable under public tariffs.

In the American child’s case, the health authority is therefore right about the legal principle. The family remains entitled to check whether the €1,662 amount was based on the correct DRG and accurate data.

Before travelling, check your healthcare rights in the destination country and buy insurance covering hospitalisation, examinations, transport and repatriation. That is far cheaper than discovering the difference between a right to treatment and a right to free treatment when the hospital bill arrives.

23) Passa all’azione.

Se hai un problema legale di questo tipo o un altro problema legale, puoi chiedere un appuntamento chiamando o scrivendo su WhatsApp al numero 059 761926.

Non hai una polizza di tutela legale? Rimedia appena puoi.

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