come si può controllare l’operato di un amministratore di incapace?

vorrei sapere se mia mamma eta 51 anni in cura psichiatrica presso il centro mentale della zona,avendo messo suo fratello minore eta39,come tutore psichiatrico e possibile che nella casa lasciata in eredita da mio padre(10anni fa,morto da tumore),e abitata non piu dalla stessa ma in affitto a terzi,e possibile che non passi l affitto di quella casa alla figlia maggiorenne vivente in un altro comune e ha sua volta madre di un minore (separata,sta cercando in tutti i modi x farla abitare con la mamma)? Come si fa,ha scoprire se questo zio sta faccendo gli interessi suoi ha scapito della sorella? Ed infine,si puo,richiedere l affitto della casa della madre come redditto visto che la stessa non vive piu li,ma a casa di un nuovo compagno e la signora non mantiene la figlia? quest ultima,sta lavorando(telemarketin),studiato x operatrice socio sanitario(oss),ma x problemi che non ha la patente viene eliminato il suo cv,chiede solo affitto x redditto oppure se e possibile vendere la sua parte.X mantenersi lei e ottenere ha sua volta la figlia minore presso il suo domicilio

Non ho capito quasi niente di tutto quello che hai riferimento, posso però farti le seguenti osservazioni, che magari possono esserti utili.

Oggigiorno, la tutela è un istituto pressochè desueto, solitamente si preferisce fare l’amministrazione di sostegno.

Se questo tuo zio è stato nominato amministratore di sostegno della sorella, tua madre, deve comunque operare sotto il controllo del giudice tutelare, al quale deve presentare una relazione ogni anno di come sono state gestite le sostanze di tua madre. Se ritieni che costui non operi correttamente, puoi presentare un esposto al giudice tutelare, ovviamente indicando le circostanze che ti appaiono sospette.

l’amministratore di sostegno può essere una buona opportunità occupazionale?

Sono una studentessa universitaria frequentante la facoltà di scienze politiche iscritta al terzo anno con indirizzo di Servizio Sociale e Sociologia. Sono venuta a conoscenza del corso di amministratore di sostegno e volevo avere una delucidazione in merito a questo e a quanto riguarda eventualmente il compenso per questa tipologia di assistenza da svolgere. A tale riguardo mi pongo anche altri quesiti quali: Per esempio se nella mia Regione il corso sopra citato è effettuato da qualche scuola,se è a pagamento,quanto sarebbe eventualmente il costo; e ancora: nel caso in cui l’istante sia nell’impossibilità di sostenere le spese chi ricopre l’aspetto economico? e se l’assistito è sprovvisto di pensione di invalidità o di accompagnamento perchè non gli è stata concessa o momentaneamente sospesa,a chi si deve rivolgere per avere sostegno economico?

Io non so nulla di questi corsi, posso solo dirti quello che so riguardo all’amministrazione di sostegno come istituto in generale, per i corsi, poi, ti conviene rivolgerti agli istituti presso cui si tengono, che di solito pubblicano gran dovizia di informazioni su internet.

In primo luogo, c’è da dire che l’amministratore di sostegno non è un infermiere o un assistente personale, ma, appunto, un amministratore, una persona che deve gestire il patrimonio e le condizioni di vita dell’amministrato prendendo per lui le decisioni, insieme al Giudice Tutelare, che l’amministrato non è più in grado di assumere da solo. Per questo, l’amministratore ha più una formazione giuridica che assistenziale, le decisioni che deve prendere sono quelle relative agli investimenti, alla gestione di immobili, alla sistemazione in struttura piuttosto che al domicilio e così via.

Di solito, il compenso dell’amministratore viene liquidato dal giudice al termine di ogni anno e viene posto a carico dell’amministrato, quindi prelevato dal suo patrimonio, salvo che l’amministrato non sia in dispianta e quindi in carico ai servizi sociali, nel qual caso il compenso viene pagato dai servizi, naturalmente la misura è di solito minore in questi casi.

In conclusione, quella dell’amministratore di sostegno può essere una buona opportunità occupazionale, specialmente in una «società anziana» come la nostra, il contenuto concreto del lavoro da svolgere dipende molto dal singolo amministrato da gestire e dal tipo di problema di cui lo stesso è portatore: ci sono casi facili e semplici e altri che tutti i giorni danno dei problemi. Se dovessi dire cosa occorre per fare questa cosa, direi soprattutto una grande umanità, che però da sola non basta, occorre essere anche bravi giuristi per prendere le decisioni giuste e interfacciarsi in modo corretto con il giudice tutelare e tutte le altre istituzioni chiamate a occuparsi dell’incapace.