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Quando si perfeziona la notifica ex art. 140 cod. proc. civ.?

nel 2003 ho acquistato un immob.Nel rogito il venditore ha sottoscritto una serie di affermaz. che risultano false e sono fonte di gravi reati penali in campo urban.-ambientale.Il notaio sostiene di non avere responsabilità essendo solo un “passacarte”.Con fatica sono riuscita a capire tutte le problematiche e mi sono rivolta ad un avv. che ha preparato una diffida nei confronti dei venditori.L’ha consegnata all’ufficiale giudiziario 3 giorni prima dello scadere dei 10 anni ed egli si è recato all’indirizzo del destinatario 2 giorni prima della scadenza,ma il destin. era assente.Ha affisso la diffida alla Casa Comunale il giorno dopo la scadenza e poi ha inviato la RR.L’avvoc. della controparte sostiene che la difida non è valida,perché arrivata al destinatario dopo la scadenza dei 10 anni,mentre il mio avv. sostiene che fa fede la data di consegna al l’uff. giud. Chi ha ragione?

È una questione in punto di diritto per dare una risposta con un certo grado di sicurezza alla quale è evidente che bisognerebbe esaminare innanzitutto la documentazione.

Da quel che mi racconti, desumo che potrebbe forse trattarsi di una notifica ex art. 140 cod. proc. civ., una modalità cui l’ufficiale giudiziario accede quando è sicuro che il destinatario abbia sede nel luogo indicato per la notifica ma sia al momento e solo temporaneamente assente.

In questi casi, si possono seguire le formalità previste da questa disposizione del codice che prevedono appunto l’affissione di un avviso sulla porta del luogo sede del destinatario della notifica, il deposito presso la casa comunale e l’attestazione nella relata, formulata dall’ufficiale giudiziario, del momento in cui sono state compiute queste formalità.

Sul momento in cui la notifica si perfeziona, la situazione è un po’ complicata da un intervento della Corte costituzionale, avvenuto con la sentenza 11 gennaio 2010, n. 3, che ha dichiarato la parziale illegittimità costituzionale dell’art. 140.

Potremmo parlarne per ore, ma dovendo sintetizzare la situazione al momento è questa: per il notificante, cioè per te, la notifica si perfeziona nel momento in cui l’ufficiale giudiziario compie le formalità necessarie, momento attestato nella relata di notifica, mentre per il destinatario, cioè la tua controparte, nel momento eventualmente successivo in cui la riceve.

Ma cosa significa che una notifica si perfeziona in due momenti diversi a seconda di chi ne è protagonista?

Significa semplicemente che per ognuno valgono diversi termini di riferimento. Per te la notifica è perfezionata e quindi dovresti aver interrotto i termini di prescrizione, decadenza e così via nel primo momento indicato, cioè il compimento degli atti da parte dell’ufficiale giudiziario. Per la tua controparte è perfezionata in un momento successivo: in questo caso, la cosa non ha rilevanza, l’avrebbe avuto se si fosse trattato, ad esempio, di un decreto ingiuntivo, dove il termine per proporre opposizione per il tuo debitore avrebbe iniziato la propria decorrenza successivamente rispetto al giorno di perfezionamento della notifica per te.

In conclusione, per me il loro avvocato ha torto e la vostra notifica dovrebbe essere idonea a salvare i tuoi diritti.

Chiaramente per poterlo dire con sicurezza come dicevo bisognerebbe conoscere il caso nei suoi dettagli e vederne la documentazione.

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Posso impugnare un processo cui non ho partecipato per problemi di posta e cambio residenza?

ho perso una causa per contumacia,per problemi di posta e residenza.passati 2 anni volevo provare a riaprire la causa perché in possesso di dichiarazioni di alcune persone che testimonia a mio favore ,il fatto perché non mi sia presentato alla causa ,dovuto in parte alle affermazioni di chi mi accusava che dichiarava davnti ai testimoni di non presentarmi che avrebbe tolto la denuncia.Ora ho i testimoni che affermano la mia buona fede,ho testimoni che dopo venivo calunniato pubblicamente,ho una testimonianza del suo testimone che dichiara di aver detto il falso in udienza ,posso procedere con tutti questi elementi?

La sentenza di primo grado, attualmente, passa in giudicato diventando inappellabile dopo sei mesi dalla sua pubblicazione.

In precedenza, fino a qualche anno fa, il termine era di un anno, poi la solita riforma legislativa inutile e solo di facciata ha dimezzato il termine.

Per cui bisognerebbe vedere innanzitutto se la sentenza è stata emessa nel vigore della attuale o della precedente disciplina.

Al periodo applicabile, comunque, andrebbe sommato quello della sospensione feriale dei termini, di 45 giorni, dal 1° agosto al 16 (o 17, secondo alcuni) settembre.

In ogni caso, tuttavia, se sono trascorsi due anni, direi che il termine sia spirato.

L’unica possibilità sarebbe indagare più approfonditamente quei «problemi di posta e residenza» cui accenni solamente ma che invece sono il cuore del problema: se risultasse che non hai ricevuto le notifiche fondamentali del procedimento per motivi a te non imputabili allora forse si potrebbe fare ricorso.

Ovviamente, è una strada in salita e bisogna valutarne attentamente la convenienza. Se vuoi approfondire, è necessario incaricare un avvocato perché sono aspetti tecnici per cui il parere di un professionista non può mancare.

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Ho appena avuto la formidabile idea di pubblicare un #ebook…

che ne pensate puccettoni?

Tiziano Solignani originally shared this post:

Ho appena avuto la formidabile idea di pubblicare un #ebook pratico e sintetico su come si fanno le #notifiche via #pec. Interesserebbe l'oggetto? Lo metterei in vendita come sempre al solito prezzo politico di 1,99€.

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pillole

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