Categorie
comunicazioni

Cave canem 🍾

All’inizio di quest’anno 2023, la prima settimana di gennaio, mi sono entrati in studio quattro penali per guida in stato di ebbrezza, di persone fermate tutte durante la celebre notte di San Silvestro.

Tutte le pratiche si sono, in seguito, risolte abbastanza
favorevolmente, con lo svolgimento di lavori di pubblica utilità, ma restano situazioni piuttosto fastidiose e, per quanto possibile, da evitare.

Ti prendono la patente e non sai la sospensione quanto durerà: la Prefettura ti manda, di solito (a volte capita anche che se ne dimentichino), un provvedimento che però è solo temporaneo (noi avvocati diciamo cautelare) e che può, poi, essere ridotto o aumentato dal giudice, che in materia ha sempre l’ultima parola.

A volte la tua patente viene materialmente smarrita tra i vari uffici che se ne occupano e può essere problematica da ritrovare una volta che te la devono restituire.

Puoi cavartela bene evitando una condanna svolgendo lavori di pubblica utilità – la maggior parte dei miei assistiti sono andati e vanno, ad esempio, a fare le loro ore al canile di Spilamberto.

Ma i disagi sono tanti per cui meglio evitare. Se devi festeggiare, assicurati di non metterti alla guida, nemmeno se ti accorgi che ti sei dimenticato una cosa e devi scendere “un attimo” in paese: la maggior parte delle persone viene presa in situazioni come queste.

Questo almeno il mio consiglio da amichevole avvocato di quartiere per i tuoi festeggiamenti dell’ultimo dell’anno.

Veniamo adesso a fare qualche altra considerazione.

La mia sensazione è che il 2024 sarà un anno impegnativo e molto particolare, nel corso del quale si verificheranno cambiamenti rilevanti.

La cosa non mi spaventa molto, perché come ben sai, se mi segui, non sono ben allineato col il mondo attuale e tendo pertanto a vedere qualsiasi cambiamento, anche apparentemente spaventoso, come qualcosa che, se ben utilizzato, può aiutarci a migliorare e ad evolvere.

Ti voglio fare dunque tanti auguri, che il tuo 2024 sia pieno di cose belle, ma soprattutto che tu abbia la forza e l’intelligenza di versare le eventuali cose brutte in una tua maggiore evoluzione e in una futura maggior bellezza.

Grazie di cuore per seguirmi sempre con così tanto affetto e considerazione: significa moltissimo per me, é la mia unica motivazione per continuare a testimoniare i miei punti di vista, oggi piuttosto alternativi e originali.

Buon anno 2024, sempre evviva noi.

PS: io e fratellone Ruggeri faremo come di consueto in questi giorni un video con le sue previsioni per il 2024 sul mio canale YouTube “la luce degli arcani“: iscriviti subito per non perdertele, altrimenti ti meriti Paolo Fox!

Categorie
diritto

Compenso a percentuale e rinuncia a incarico dell’avvocato: cosa pago?

il mio avvocato ed io abbiamo avuto un battibecco e lui ora non vuole piu’ difendermi, ma mi chiede 1300 euro per le competenze, mentre eravamo rimasti d’accordo che la sua percentuale era del 10% . La causa è contro un dottore che mi ha curato male ed ho dovuto sottopormi di nuovo alla rottura e ingessamento del polso rotto.

Le interruzioni del mandato, sia per iniziativa del cliente che del legale, sono un po’ il punto debole dei contratti con compenso a percentuale, sistema di tariffazione sul quale ti invito innanzitutto comunque a leggere la scheda apposita.

Accordarsi affinché il legale determini i suoi compensi in ragione di quanto ricavato, ad esempio come nel tuo caso il 10% dello stesso, sembra una buona idea all’inizio, ma si deve pensare anche alle varie eventualità che possono accadere durante lo svolgimento del rapporto, tra cui segnatamente la rinuncia o la revoca del mandato.

Qui, infatti, si tratta di conciliare diverse esigenze. Da un lato non si può pensare né che il cliente venga privato del suo diritto di revocare il mandato all’avvocato né che l’avvocato possa non essere libero di rinunciare: ogni incarico professionale è delicato e fiduciario, per cui ognuna delle due parti deve rimanere libera di interromperlo quando lo ritiene opportuno.

Però c’è il problema, in quei casi, di determinare il compenso dell’avvocato per il lavoro svolto sino all’interruzione, svolto peraltro spesso oltre che gratuitamente, in base agli accordi, magari anche con anticipo di spese.

Proprio per questi motivi, sin da quando ho iniziato a praticarli, anni fa, tutti i miei contratti con compenso a percentuale prevedono dei meccanismi di determinazione del compenso in caso di interruzione del rapporto professionale, con apposite clausole.

Questo sarebbe stato ciò che avreste dovuto fare anche voi, prevedere u sistema «paracadute» di determinazione del compenso destinato ad operare in tutti i casi in cui la pratica per qualsiasi motivo non fosse stata portata a termine.

Chiaramente, meccanismi del genere sono irrinunciabili anche per i legali stessi. Se non ci fossero, un cliente in mala fede potrebbe far svolgere tutto il lavoro ad un legale promettendogli una percentuale del 20% a lavoro finito, revocargli il mandato due giorni prima di conseguire il pagamento e terminare la pratica da solo o con un altro legale che si accontenta magari del 5%, beneficiando così illegittimamente di tutto il lavoro svolto dal primo legale.

Per cui mi stupisco sempre quando vedo contratti fatti da altri legali che non menzionano alcunché al riguardo.

Ad ogni modo, chiudendo questa digressione, quello che devi fare tu a questo punto è definire la cosa in via negoziale, sempre che non sia possibile riuscire a chiarirti con il tuo legale e continuare il lavoro con lui, cosa che sarebbe sicuramente preferibile. Se non riusciste a trovare un accordo, temo proprio che in materia si dovrebbero applicare i parametri forensi.

Come spunto, ti suggerisco di leggere anche la nostra scheda pratica sulla malpractice o responsabilità professionale medica.