il patto di quota lite e le tasse

Il patto quota lite si deve intendere al netto o al lordo dell’IVA e della cassa professionale forense? (Michela, via mail)

Noi solitamente lo intendiamo al netto, nel senso che ciò che viene pattuito è che la parte assistita corrisponderà come compenso allo studio una determinata percentuale, ad esempio il 10%, oltre IVA e CPA calcolati sulla stessa e nella misura che sarà vigente di legge al momento della liquidazione. Tuttavia, sul punto c’è la libertà più assoluta, quindi nulla vieta di concordare con un cliente una percentuale che sia da considerare già comprensiva di IVA e CPA. L’importante è essere molto chiari sul punto, innanzitutto, e, in secondo luogo, scriverlo altrettanto chiaramente nel contratto di quota lite che, per legge, come è noto deve essere redatto per iscritto.

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2 Commenti

  1. A mio giudizio sì, nel senso che i compensi dei professionisti sono sempre indicati al netto degli accessori di legge, così come anche quelli delle aziende, anche se è sempre meglio scriverlo prima.

    Non avendolo fatto a suo tempo forse si può fare un accordo di compromesso, mettendoli a carico di entrambi in ragione di 1/2, almeno questo è quello che potrei pensare di fare io in una situazione del genere, tanto per venire incontro alla parte assistita.

  2. Qualora però nel patto quota lite si indichi semplicemente la percentuale (esempio 20% )senza stabilire se questa è al netto o al lordo dell'IVa e della cassa è corretto ritenerla al netto qualora il cliente sollevi la questione?

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