sono affetto da sindrome bipolare, diagnosticata dall’anno 2010. Purtroppo quando vado in fase di mania, tendo a cambiare radicalmente e a volere uno stile vita al di sopra delle mie possibilità e per questo vado a incasinarmi con la legge. È successo che nel periodo di fine Maggio/inizio Giugno 2013 attraverso ebay ho truffato 8 persone, per un importo complessivo di 3.500€. Lentamente sto provvedendo a risarcire queste persone con l’accordo che ritirano la denuncia, ne ho rimborsati già 3, tutti sembrano essere favorevoli alla restituzione dei soldi e al ritiro della denuncia, a parte una persona che dice che mi porterà in tribunale e che oltre al valore della truffa dovrò pagare anche il suo avvocato e le relative spese processuali. La mia domanda è, cosa rischio se ad esempio questa persona non ritira la denuncia? Premetto che non sono mai stato condannato prima
La soluzione migliore è sicuramente quella che stai già praticando, cioè il raggiungimento di accordi con tutti coloro che sono rimasti vittima della tua fase maniacale.
Ovviamente, ogni accordo deve essere stipulato per iscritto o almeno tramite modalità che lascino quantomeno un principio di documentazione per iscritto come la posta elettronica.
Se non si riuscisse a raggiungere un accordo con una o più persone, sarebbe bene comunque avere una proposta di transazione da poter produrre il tribunale.
Per il resto, è difficile poter fare una prognosi, anche conoscendo meglio il fatto, non credo si tratti di niente che non sia gestibile con un rito alternativo, come il patteggiamento, o con la valutazione della rilevanza processuale del tuo disturbo, ma è evidente che occorre un ben altro approfondimento al riguardo.
Ti consiglio di insistere per una transazione, eventualmente offrendo un rimborso spese ulteriore rispetto al mero danno, e, solo se non riesci proprio a raggiungere un accordo, rivolgerti ad un avvocato per organizzare al meglio la difesa.
4 risposte su “Cosa posso fare se durante la fase maniacale del mio disturbo bipolare commetto reati?”
L’amministrazione di sostegno è stata utilizzata per casi di questo genere: disturbo delirante cronico,, disagio psichico con disturbo di personalità con tendenza compulsiva a spendere denaro, alzheimer, alcolismo cronico, schizofrenia paranoidea, autismo.
Si potrebbe pensare alla nomina di un amministratore di sostegno attraverso un progetto di sostegno con la cooperazione di unmedico (posto che i pazienti affetti da disturbo bipolare sono seguiti da un medico) e con il coinvolgimento di parenti se ve ne sono e sempre che siano disponibili ad aiutare la persona.
Il decreto di nomina dell’ ads dovrebbe essere calibrato sul caso prospettato al vaglio del Giudice tutelare: potrebbe essere molto utile una relazione redatta dallo stesso medico curante.
Grazie Valeria, concordo, l’ads è molto versatile si può usare praticamente quasi sempre.
DI solito, mi capita spesso – come psicologo legale, situazioni di rilevanza penale (anche civile) in cui persone affette da psicopatologie invalidanti (particolarmente “disturbo bipolare in fase maniacale”) si impegnano in transazioni importanti, comunque eccessive, che poi non possono materialmente onorare. Per cui una “relazione tecnica psicologica di parte” all’interno di una articolata consulenza psicologico forense aiuta l’avvocato della parte nella difesa della persona, soprattutto nella tutela degli esiti di una accertata psicopatologia scemante la capacità di “intendere” e/o la capacità di “volere”. Si tratta comunque di operare sempre di concerto con l’avvocato.
Concordo, grazie per il tuo contributo.