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Cosa devo fare se non si capisce cosa ha previsto la sentenza che ha chiuso il mio caso?

Sono stato condannato dal tribunale della città in cui vivo al pagamento delle spese di lite al ricorrente e ad effettuare i lavori che la Ctu ha richiesto nella consulenza sulla mia proprietà.
Ora la ctu prevedeva anche dei lavori nella proprietà del ricorrente, ma nella sentenza non c’è nessun riferimento a questi lavori. Sono obbligato a farli?
E se sono obbligato a farli, in che modo,sostenendo la spesa o effettuando i lavori richiesti?
Le chiedo questo perchè volevo far fare i lavori alla ditta che stava eseguendo le riparazioni sulla mia proprietà, che nel fare anche i lavori sulla proprietà del ricorrente mi avrebbe fatto uno sconto sul computo totale.
Ma il ricorrente si è rifiutato dicendo che lui vuole i soldi.

Ti sembrerà incredibile, ma per poter stabilire cosa occorre fare in esecuzione di una sentenza è assolutamente necessario leggerla.

Purtroppo, a volte, leggerla peraltro non è nemmeno sufficiente, perché è ulteriormente necessario interpretarla.

Sfortunatamente, specialmente negli ultimi periodi, capitano sempre più sentenze scritte male, da giudici poco attenti o svogliati, che chiudono procedimenti durati anche oltre dieci anni con provvedimenti scritti in evidente fretta e senza la necessaria considerazione della materia.

Di fronte a tali eventualità, ci possono essere vari rimedi ufficiali, dalla istanza di correzione all’impugnazione vera e propria, ma spesso è proprio l’attività interpretativa dei legali, e di negoziazione tra le parti proprio al fine di evitare un nuovo giudizio, che risolve la situazione.

Che cosa devi fare dunque?

Devi chiedere indicazioni all’avvocato che ti ha seguito per tutta la fase del giudizio. È lui che conosce il caso meglio di chiunque altro e che ti deve fornire le indicazioni necessarie per «leggere» la sentenza finale.

Se non hai più fiducia in questo legale, puoi ordinare una consulenza da un altro avvocato, cui dovrai tuttavia fornire la documentazione del caso, tra cui necessariamente appunto la sentenza.

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Di Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Counselor. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

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