Mia nonna è morta, lasciando in eredità comune i mobili della sua abitazione (da una parte, io e mia sorella, dall’altro, nostra zia, figlia della defunta). Valore dei beni: assai scarso (400 euro circa).
Nostra zia rifiuta qualsiasi soluzione, solo per impedirci di vendere l’immobile (nostro per compravendita notarile del 2006).
Unica soluzione: fare causa, trasferendo i beni in deposito per liberare la casa e poi accollando tutte le spese a loro.
Chiedevo conferma di questo ultimo passaggio e se effettivamente tutte le spese ed i costi di deposito e del processo saranno a carico di questa zia.
In secondo luogo, l’inventariazione dei beni e il deposito quanto costerebbe e quanto tempo richiederebbe?
Non è una vera e propria causa, ma la procedura da seguire in caso di mora del creditore oppure rifiuto di procedere ad una divisione ovvero di spostare i mobili al fine di consentire la vendita dell’immobile che li contiene.
La legge in questi casi prevede che le spese siano a carico di chi in qualche modo, rifiutando la sua cooperazione, rende necessario il deposito, ma questo poi nella pratica si trasforma in un recupero crediti come tutti gli altri, con gli stessi problemi in termini di solvenza degli altri – su cui ti invito a leggere la scheda relativa.
Non sono in grado di dirti cosa costerebbero questi adempimenti, che non sono fatti da avvocati, ma da società terze cui puoi chiedere un preventivo, mentre noi potremmo preventivarti solo l’attività di assistenza.
Non so se avete già fatto una diffida a vostra zia e/o un’offerta reale dei mobili di sua competenza, ma sarebbe il primo passo da fare.