Arredi della casa familiare: a chi vanno?

Ho riscattato dalla mia ex moglie il 50% della casa coniugale, per cui a breve io rientrerò in tale casa e lei la lascerà andando a vivere altrove.
Ho chiesto che mi venisse lasciata la cameretta delle nostre figlie fatta su misura e acquistata al 50% , pagandogliela anche il suo 50%,
ma la signora sostiene di “dover ricostruire l’ambiente della casa coniugale in un altra casa..” per cui la porta via ..insieme a tutto il resto perchè è lei il genitore collocatario.
Tale casa, dopo il riscatto, ha persoo no lo status di “casa coniugale”? può portarsi via i mobili e tutto il resto affermando che è il genitore collocatario che ne ha diritto?
O è tenuta a lasciarli perchè ora sono io che abiterò nella casa coniugale?
Io sono anche disposto a pagargli il 50%.. in pratica i mobili e tutto il resto sono assegnati al genitore collocatario o a chi abita nella casa coniugale?

Come si fa a rispondere ad una domanda del genere senza vedere in che modo specifico avete realizzato la cessione del 50% da un coniuge all’altro?

In generale, si può solo dire che la cessione della quota di comproprietà riguarda solo gli aspetti dominicali della casa familiare, cioè chi ne è proprietario, mentre non determina in sé alcun cambiamento circa l’assegnazione della stessa ai bisogni dei minori, tant’è vero che ci sono molte famiglie in cui la casa familiare di esclusiva proprietà del padre sin dall’origine rimane tuttavia assegnata alla madre.

Sempre in generale, i provvedimenti dettati dal tribunale in tema familiare non possono essere fatti decadere per accordi delle parti, trattandosi di materia indisponibile, né si possono ritenere decaduti all’eventuale verificarsi dei presupposti per la loro cessazione, ragione per cui occorrerebbe sempre una pronuncia del tribunale specifica sul punto.

Immagino, tuttavia, che non abbiate fatto ricorso al tribunale per la modifica delle condizioni né che vi abbiate provveduto con una convenzione di negoziazione assistita (accordo in house), cosa che sarebbe stata opportuna appunto per questi motivi.

In mancanza di chiarezza su questi aspetti, è ovvio che non si può avere una risposta nemmeno indicativa sugli arredi. È comunque probabile che la soluzione migliore per il corredo della casa familiare sia trovare un accordo specifico sul punto.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Counselor. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. Gent. Avv. la cessione del 50% della casa coniugale è stata concordata ed inserita all’interno del divorzio consensuale tra me e la mia ex moglie, a seguito poi della sentenza ho riscattato la casa e la signora si è impegnata a lasciarla acquistandone e andando a vivere in un altra casa di sua esclusiva proprietà.
    Per cui , credo, non si tratti di un accordo tra le parti ma di un pronunciamento del tribunale. In tal caso la signora può appropriarsi dei mobili acquistati al 50% affermando che è il “genitore collocatario” che ne ha diritto o è tenuta a versarmi il 50% e/o a trovare un accordo con me? Grazie, Cordiali Saluti

  2. Grazie per la risposta, ma l’accordo non è stato trovato, ha portato via i mobili acquistati al 50% (tra cui la cameretta delle figlie) continuando a sostenere che è il genitore collocatario che ne ha diritto anche se non vive più nella casa coniugale. Io ho dovuto riacquistarla e ho speso più di 2000 euro, posso legalmente chiedere il rimborso di quella spesa?

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