Anima: vuole quante più connessioni possibile.

Un testo molto bello sull’importanza delle connessioni per la nostra anima, che, evidentemente, concepisce se stessa davvero come un organismo collettivo, in contrapposizione alle tendenze egoiche, oggi predominanti, che sono monadiche e che, come é ormai evidente, conducono all’infelicità.

Un abbraccio.

«La relazione intima è caratterizzata, individuata e discriminata dalla possibilità che essa offre, alle persone coinvolte, di esporre la propria anima senza timore. Un’esposizione di anima altrimenti difficile e dolorosa che non si può dare in contesti qualsiasi, un’esposizione di anima finalizzata a fare anima.Talvolta queste condizioni si verificano nel rapporto amoroso, oppure nell’amicizia, in famiglia o nella relazione terapeutica.
Secondo Hillman infatti l’anima ha una natura collettiva: “Possiamo rivelarci a noi stessi attraverso un altro, ma non possiamo riuscirci da soli”. E ancora: “L’opus dell’anima ha bisogno di intimo rapporto, non soltanto per individuarsi ma anche solo per vivere”.
Le relazioni intime sono dunque di vitale importanza per l’uomo, tutti le cerchiamo, un po’ le temiamo, ma non possiamo farne a meno, anche se quasi sempre sono difficili e problematiche; croce e delizia. E tuttavia è triste sentirsi esclusi anche solo da alcune di esse. Quando poi l’esclusione dalle relazioni intime è completa, la vita diventa terribilmente povera, è la peggiore delle sciagure che possa capitare.
A tutti noi capita di sperimentare difficoltà diverse a seconda della diversa intimità della relazione.
A volte le relazioni intime sono il luogo dove sperimentiamo la maggiore felicità e la maggiore difficoltà.
Questo avviene perché l’intimità fa emergere i contenuti primitivi del nostro mondo interno.
In questo modo spesso usiamo la distanza dalle persone che amiamo per allontanarci da ciò che fanno emergere di noi.
E così, anziché diventare intimi, diventiamo assenti. Lasciamo gli altri per non saper stare con noi.
E questa assenza ha il sapore della distanza, dell’affanno e della nostalgia per ciò che sarebbe potuto essere e non è stato. Né nella nostra vita, né nelle nostre relazioni.»

(Unico Armici)

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