Amare l’amore: una cosa da riscoprire con l’anima.

L’uomo di oggi ha bisogno di riscoprire quanto possa essere bello amare davvero.

Perché oggi, nonostante tutti i proclami e le più profonde convinzioni in senso contrario, «l’amore non é amato»: l’uomo di oggi mette quasi sempre se stesso al centro della sua visione del mondo e, quando pensa all’amore, pensa semplicemente ad una persona che lo soddisfi, soddisfi cioè le sue esigenze individuali, ponendo scontatamente nell’ombra quelle dell’altra persona.

L’uomo di oggi che proclama «credo ancora nell’amore con la A maiuscola» o altre formule simili non ha in realtà la benché minima idea di quel che stia dicendo.

Amare per l’uomo contemporaneo significa semplicemente sedersi a tavola a mangiare, quando invece, il vero amare é fatto di
connessione, empatia, collegamenti, uscita dall’individualità, condivisione e stare insieme negli stessi sentimenti (cum patior), ascolto e piacere di dare piacere, conforto, lenimento ad un’altra persona, quasi come se ci si prendesse cura di sé stessi…

Perché l’uomo di oggi non riesce a fare questo?

O meglio, ancora prima di ciò, perché l’uomo contemporaneo non riesce, soprattutto, nemmeno a vedere la bellezza di tutto questo, rispetto al misero minestrone egoico in cui mena la sua vita, dove persone e oggetti sono sostanzialmente confusi?

É questo il vero limite, questa è la vera buca in cui é caduto l’uomo occidentale!

Non riuscire più a vedere la bellezza di un amore alto, animico, vero, autentico, portatore di soddisfazioni piene e totalizzanti, fecondo di ulteriori mille buoni frutti, perché la vita premia la vita e la sola potenza davvero generatrice é quella dell’amore.

Per inciso, é solo dentro questo tipo di amore che l’unione dei corpi non è più un furto che ognuno dei partner commette a danni dell’altro, ma una reale condivisione e fusione, cioè un dono.

Perché, dunque, l’uomo di oggi è cieco di ciò?

Perché é un’anima piccola e un grande ego.

L’uomo contemporaneo é proprio questo, una persona con ego smisurato, con una idea e concezione del sé al centro di tutto, e un’anima schiacciata e sofferente al massimo.

Per poter amare davvero, e in modo autentico, bisogna prima di tutto far crescere la propria anima, prendersene cura, farla diventare ogni giorno più grande, florida, connessa, viva e felice.

Non ci sono altre strade e, infatti, in materia di relazioni gli occidentali se la stanno passando malissimo.

Oggigiorno, niente e nessuno, nemmeno la maggioranza dei sacerdoti della Chiesa di Cristo purtroppo, ti insegna più a fare questo.

Anzi, l’intero mondo in cui vivi rappresenta una solida e costante cospirazione per farti diventare egoico e narcisista.

Il messaggio che viene passato costantemente da famiglia, scuola, televisione, social, giornali é: acquista più beni possibili, sviluppa la tua mente razionale e raggiungi risultati dell’intelletto, impare ad usare le persone per i tuoi scopi.

Vedi costantemente pubblicità in cui la gente sorride e appare felice perché si é appena comprata un’auto nuova o l’ultimo iPhone e il tuo povero cervello emotivo da scimmietta involuta finisce per crederci, sin da quando hai due o tre anni di età, quando i tuoi genitori ti affidano, per mancanza di alternative, alla televisione, che ormai peraltro come strumento di distruzione dell’anima é superato da altri schermi come quelli di computer, tablet, cellulari.

Vieni mandato al catechismo dove in un’ora a settimana dovrebbero contrastare i condizionamenti che subisci sette giorni su sette e vieni affidato ad una catechista che porta le tue stesse ferite e ti fa passare il tempo disegnando, guardandosi bene dal parlare del Vangelo, forse perché troppo rivoluzionario e dopo poi a catechismo non ci vai o non ti mandano più.

In tutto questo, come potresti fare a capire che tutto quello che davvero ti servirebbe per essere felice sarebbe, ad esempio, un abbraccio sincero, un momento in cui qualcuno di caro ti ascolta davvero, mentre gli oggetti, i voti a scuola, i titoli di studio, persino i complimenti di circostanza non hanno nessuna importanza?

A quanti di noi capita, ad esempio, di fare il progetto di una nuova casa da acquistare, costruire, ristrutturare, finendone dopo pochissimo tempo letteralmente schiavi, senza però arrivare nemmeno alla consapevolezza di farsi la fatidica domanda: sono io padrone delle cose o sono le cose, al contrario, che mi possiedono?

Eppure sono le cose ciò a cui pensiamo, non i cuori delle persone che fanno parte della nostra vita: siamo troppo occupati a pensare a cambiare la macchina, o cellulare, per accorgerci ad esempio che nostra moglie o nostro figlio sono angustiati.

Ecco cosa significa che l’amore non è amato. Che é amato solo l’ego, il sé, e quando si è caduti in una buca egoica, dove si vede solo se stessi, qualsiasi amore autentico é bloccato, zavorrato, tenuto a terra come con una palla di ferro al piede. Non può alzarsi, decollare, affermarsi.

L’egoismo, il narcisismo, la sconnessione, l’essere egocentrati, nonostante che l’uomo di oggi, che si concepisce come finalmente «liberato» sia convinto dell’esatto contrario, sono una malattia.

Te lo ripeto: l’egoismo é una malattia dell’anima.

Ancora più chiaramente: sono una tua malattia. Non è tanto agli altri che fa danno l’egocentrismo, quanto a te stesso!

Non ti sto facendo un discorso per migliorare la società, ma per migliorare te stesso (anche se naturalmente dal miglioramento degli individui consegue necessariamente anche quello della società).

L’uomo egoista crede di essere felice ma non lo è, non potrà mai esserlo, continua a girare in tondo ottenendo solo momentanee ed egoiche soddisfazioni, che, tuttavia, una volta presto svanite lo lasciano sostanzialmente insoddisfatto.

L’uomo di oggi fa sesso con tante persone diverse e fa addirittura collezione di queste serate, ma nella sua vita non c’è, se non raramente, un partner che conosce da decenni e con cui c’è un rapporto di profondità tale da poter finalmente non fare più sesso, ma fare all’amore.

Non c’è nulla di sbagliato in sé nel fare sesso, non è affatto un discorso moralista, quello che è triste é che l’uomo di oggi abbia perso la consapevolezza della differenza tra un rapporto al volo, che oggi, come un tozzo di pane, non si nega davvero a nessuno (tanto comunque non ti sfama), e un rapporto profondo, empatico, animico e cioè di amore vero e di dove stia la vera bellezza.

Ci innamoriamo, ci sposiamo, poi, di fronte ad alcune difficoltà, ci lasciamo, per poi ricominciare lo stesso ciclo (innamoramento, felicità, disillusione, separazione) con altri, infinite volte, alla ricerca di una persona giusta, o di un’anima gemella, che non potremo trovare mai perché non esiste…

Quando la saggezza dell’anima, se solo avessimo la volontà o la capacità di raccoglierci ad ascoltarla, é completamente diversa: l’anima sa, infatti, una cosa molto vera, cioè che chi non è disposto ad amare per sempre non ha amato davvero neppure un solo istante.

L’anima vuole connessioni, l’anima é come un cagnolino, o un bambino, che cerca i volti di tutti coloro che vi si accostano per abbracciarli o per stampare prima possibile loro un sorriso, perché fiorisce nel collegamento, nella connessione.

Prenditi cura della tua anima, questo é il tuo compito principale come persona, dalla nascita alla morte e oltre. Anche se questi sono tempi difficilissimi per queste cose, anzi proprio perché lo sono, chinati su di lei, curala e falla crescere un po’ tutti i giorni.

Diventa una grande anima, sarai felice e in grado di donare felicità a tutti gli altri.

Sarai in grado di amare davvero e questo ti renderà felice come non immagini, più felice di quanto potresti mai essere.

Fai crescere la tua anima come un albero fiorito.

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2 commenti su “Amare l’amore: una cosa da riscoprire con l’anima.”

  1. Avvocato, sono momenti duri…quello che hai scritto mi ha emozionato…condividiró con tutti i miei pochi ma buoni contatti.Un abbraccio forte

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