Media e covid: come indurre terrore.

Ieri mattina sono andato a fare la spesa come spesso faccio al sabato.

Gli altoparlanti del supermercato mandavano gli ultimi notiziari.

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Alle notizie del presunto incremento dei contagi, vedevo le persone coi loro carrelli incurvarsi, abbattersi, imprecare parlando da sole.

Quelle notizie marce, ritrite, che un ignoto speaker aveva ripreso acriticamente da un’altra fonte che le aveva riportate sempre in maniera pedissequa, a cervello debitamente addormentato, che a sua volta le aveva riprese da un’altra fonte ancora, e così via, sino a risalire al coglione, o deliquente, originario che l’aveva fabbricate, ebbene quelle notizie fasulle, quei fattoidi, generavano ansia, angoscia, angustia, spavento e terrore assolutamente veri.

Ho fatto il liceo classico, ho una laurea presa in corso con lode, tre master, sto prendendo il quarto.

Tutte le sere tento di leggere il giornale e ogni volta mi incazzo perché capisco che non c’è un giornalista che abbia davvero capito qualcosa del virus o che, con la consapevolezza dei suoi limiti, sia un minimo affidabile, che a riguardo racconti qualcosa di utile. Tutti a riconfezionare fatti contraddittori, isolati, de-contestualizzati, con il solo evidente scopo particolare di riempiere una colonna e andare a mangiare.

Parlo del mainstream ovviamente, Repubblica, Corriere, ecc., fuori da esso magari qualcosa di buono si trova.

Tutti sparano cifre a caso, senza contestualizzarle, senza fornire criteri per la loro «lettura» ed elaborazione, senza fornire, inoltre, un quadro di contesto o una cornice in cui inquadrarle ed elaborarle, con un solo, del tutto evidente, scopo più di sistema: quello di indurre una reazione emotiva in chi legge e ascolta.

La mia reazione emotiva é quella di incazzarmi per la totale assenza di professionalità dei giornalisti italiani, ma nelle persone comuni invece, che non hanno gli strumenti di cui disponiamo io e non molti altri, è esattamente quella che vogliono loro.

I media stanno agitando numeri e notizie privi del minimo senso per iniettare terrore nei cuori delle persone.

Te lo ripeto: i media stanno agitando numeri e notizie privi del minimo senso per iniettare terrore nei cuori delle persone.

Vecchi e bambini soprattutto – ne ho sentiti e visti diversi – sono terrorizzati.

Questo è quello che stanno facendo i media: terrorismo.

Questo sia chiaro al netto di quella che sia la realtà del
coronavirus, che io non conosco e su cui non voglio dire nulla. Io parlo di ciò che conosco e su questo ti assicuro che quello che stanno facendo i media, a prescindere da tutto, é terrorismo e sta
funzionando egregiamente perché la gente è davvero spaventata.

Non voglio certo fare il negazionista. Sarebbe però per certo un miglioramento se quante più persone possibili divenissero in grado di ascoltare le notizie con il necessario apparato critico per leggerle o anche solo capire che si tratta, come accade spesso, di una
non-notizia, un fattoide – una cagata insomma di un giornalista che non aveva voglia di fare il suo lavoro perché aveva i tortellini nel piatto che gli si scuocevano.

L’uomo contemporaneo non è forte. É delicato forse e anche ancora di più di quello di tutti gli altri tempi. Basta pochissimo per turbarlo nel corpo e nell’anima.

Se, come é probabile, stai attento a quel che mangi, e a quel che ti metti in bocca, stai bene attento anche a quel che ti infilano in testa.

Oggi ti lascio con questa esortazione fondamentale.

Non praevalebunt.

Evviva noi.

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4 commenti su “Media e covid: come indurre terrore.”

  1. Purtroppo chi semina allarmismo trova terreno fertile in Italia, specie tra le persone di mezz’età… ci sono una marea di creduloni che pendono dalle labbra di questi fantomatici comitati scientifici, chi veramente la racconta giusta tipo il Dott.Montanari di Modena viene bollato come disfattista da evitare…Questo Sistema mondiale architettato a pennello per far passare solo le notizie preparate a tavolino sta mietendo consensi dai vari governi in quanto burattini del sistema…Poveri noi!!!

    1. Non lo so Giorgio, al momento non credo purtroppo, direi che il problema sia più «culturale» come spesso si dice. Però è vero che stanno facendo davvero tanti danni… Buona serata, un abbraccio.

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