Femminismo: una riflessione critica
Alcune correnti del femminismo si basano su:
- odio del patriarcato, che é al contrario una civiltà con cui l’uomo si è retto per milioni di anni, grazie all’abnegazione e al sacrificio spesso dei patriarchi stessi (chi ritiene infondata questa osservazione, guardi ancora oggi le statistiche dei morti sul lavoro: il 95% sono uomini che erano là per mantenere moglie e figli);
- abbandono della famiglia;
- rifiuto della fertilità;
-
idolatria del mercato;
-
sacralizzazione dell’aborto: lo si vede bene dall’isteria con cui lo si vorrebbe proclamare un «diritto umano» contro ogni logica della mente e ogni sentire del cuore;
-
negazione del genere sessuale, che, potendo, secondo questa impostazione, essere scelto liberamente da ognuno sarebbe di conseguenza anche responsabilità di ognuno.
Questa impostazione non danneggia solo i maschi, ma contro tutto l’uomo, soprattutto contro le donne che, sia da piccole che da grandi, hanno bisogno di uomini il più possibile forti e compiuti con cui relazionarsi.
Essa inoltre é senza alcun dubbio, con la certezza più piena, una cultura satanica, cosa che si vede benissimo dal tratto inconfondibile della divisione che vorrebbe innescare tra maschi e femmine, che é un marchio diabolico per eccellenza.
L’unico modo di relazionarsi tra i sessi é quello della
collaborazione, cosa che la nostra specie ha praticato con profitto e soddisfazione per milioni di anni prima dell’affermazione delle posizioni più radicali.
Le persone e le forze politiche che sostengono questo tipo di femminismo propongono, a mio giudizio, una visione profondamente sbagliata che non dovrebbe essere seguita.
Questo è il mio punto di vista, che naturalmente può essere discusso e confrontato con letture differenti.
Evviva noi.
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