Ascolto: si fa solo senza mascherina.

Due giorni fa, in studio, ho fatto togliere la mascherina ad una donna che mi stava parlando dei suoi problemi più intimi.

Questo del counselor, ma anche dell’avvocato che si occupa di materie personali come quelle di famiglia, é un mestiere che purtroppo non si può fare senza guardare bene le persone in faccia.

Senza vedere la piega della bocca, degli occhi, il tono generale del volto e tutti gli altri segni di cui sono portatori i nostri visi bellissimi e misteriosi non si può nemmeno ascoltare.

Ma l’ascolto è fondamentale per qualsiasi lavoro e lo é ancor di più per mestieri fatti di ascolto, come l’avvocato e soprattutto il counseling, dove, come é stato giustamente detto, bisogna riuscire ad ascoltare anche e soprattutto quello che l’altro non dice.

Questo ascolto più profondo avviene con l’osservazione del volto e del resto del corpo, che parla un linguaggio suo proprio, generalmente più profondo e inconscio rispetto a quello verbale e non così di rado in palese contrasto con esso.

Per noi, il volto dei nostri assistiti é una cartina di orientamento nelle loro inquietudini, nelle cose che li angosciano o anche solo angustiano, nei punti di vista e angoli visuali da cui guardano le loro stesse vite. Senza questa mappa di carne decifrare il percorso su cui proporre una riflessione diventa estremamente più difficile e approssimativo.

Concludo dicendo che in tutto questo solo un cieco riesce a non vedere la mano del grande separatore (dell’uomo da Dio e degli uomini tra loro): questi teli che ci vengono, per ragioni a volte condivisibili (non intendo negarlo), applicati in faccia non fanno altro che renderci e farci sentire ancor più invisibili di quanto già non fossimo prima, ancor meno unici, sempre più omologati e massificati, come se compiersi e diventare la cosa diversa che ognuno di noi è fosse un peccato da evitare.

Evviva noi, sempre e nonostante tutto.

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2 commenti su “Ascolto: si fa solo senza mascherina.”

  1. Io non rischierei mai la salute per “fare bene” il mio lavoro ma comprendo il Tuo punto di vista e sotto questo profilo di stimo. Condivido altresì anche le ulteriori osservazioni che hai svolto sulla massificazione. E’ proprio così.

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