Bergoglio: una riflessione critica

«Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro.» Isaia 5,20

Bergoglio è una figura sui generis e, a mio giudizio, particolarmente problematica per la Chiesa contemporanea.

A suo modo, poteva esserci solo in un’epoca come la nostra,
particolarmente prona a scambiare il male col bene, per la più grande mancanza di discernimento rispetto a tutte quelle precedenti che la contraddistingue.

Non assomiglia a nessuno dei grandi cattivi, né del passato storico né della letteratura e immaginazione degli scrittori, presenta modalità e posizioni del tutto inedite.

Spesso ho pensato fosse l’ipocrisia, ma non ne sono ancora certo.

La mia convinzione è che sia profondamente lontano dall’insegnamento cristiano, così come chi ne sostiene queste posizioni dall’interno della Chiesa.

La telefonata di solidarietà a chi si é fatto una famiglia con l’utero in affitto separando per sempre i bambini dalle loro madri è, a mio giudizio, un segnale molto grave, ma prima di esse ce n’erano state tantissime altre, questa per chi ha orecchie per intendere é solo una conferma.

Chi non condivide questa lettura potrà naturalmente continuare a valutarne diversamente le scelte.

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