Vivere nel terrore del covid: ne vale la pena?

Il primo fondamento della nevrosi é la parola, cioè la logica (non a caso, parola in Greco si diceva logos), ma dove le nevrosi dilagano davvero é nei numeri, che sono un livello di astrazione ancora ulteriore, che, come tale, é devastante per l’equilibrio spirituale, che richiederebbe un radicamento nel cuore e nelle parti profonde, cioè nel dominio del simbolo, e consente di innestare ancora più in profondità le deviazioni psicotiche.

pexels-photo-3992933.jpegL’uomo contemporaneo é letteralmente schiavo dei numeri, che gli vengono ammansiti più volte al giorno dai sempre più merdosi media: limite del colesterolo, peso forma, misura della circonferenza in vita, calorie, anno di età biologico, numero di ore di lavoro, ammontare del debito pubblico, anni di prescrizione, numero di contagiati, numero di sani, numero di morti…

Ogni volta che viene in qualche modo attinto da uno di questi numeri – inventati per lo più totalmente a caso dai media e dai loro ridicoli e tragici “esperti”; a proposito, ringrazio il covid che ci ha mostrato molto chiarimente i limiti della scienza, il dio dell’uomo
contemporaneo, e della tecnica, mandando in onda liti continue tra virologi, medici e più in generale “quelli che sanno” ovvero “gli studiati” – ogni volta, dicevo che viene attinto da uno di questi numeri, divisati totalmente a caso (gli aruspici e gli astrologi erano persone estremamente più serie), l’uomo contemporaneo si deprime, si rabbuia, si oscura, si rattrista.

Ancora una volta i numeri sono falsi, le emozioni sono vere.

Eppure non è difficile vedere che i media, gli esperti, si appoggiano ai numeri ormai come un ubriaco ad un lampione.

Possibile che i numeri entrino acriticamente in testa a tutti, dove sono liberi di fare danni, scatenare paure, angoscie, tristezze e nevrosi, senza un minimo di ragionamentino, anche piccolo?

100.000 morti per covid, vi dicono.

Ma come sono stati contati questi decessi?

Sono come i sondaggi che Hillary Clinton era “sempre in testa” e poi ha vinto quell’altro?

Sono più seri dei sondaggi politici perché li hanno fatti dei medici e non dei ragazzini al telefono mentre si scaccolavano?

Se ti fidi tu…

Quanti anni avevano quei morti? Quali altre patologie avevano?

Soprattutto, c’è il nesso eziologico tra il covid e la morte?

Parliamone un attimo. Quando sono morti avevano il covid, ok (forse).

Ma se anziché il covid avessero preso un’altra patologia, come ad esempio l’influenza stagionale, sei sicuro che non sarebbero morti ugualmente?

Perché vi sia nesso causale, o eziologico, dovremmo rispondere in modo affermativo a questa domanda, quando invece per molti anziani o soggetti con molte altre patologie non sarebbe possibile: bisogna all’opposto dire che sarebbero morti qualsiasi altra patologia concomitante avessero contratto, per cui che siano morti col covid é solo un accidente e non la vera causa, dal momento che erano appesi a un filo e sarebbero morti comunque più o meno nello stesso periodo.

Quanti, di quei 100.000 che ti dicono essere morti, erano in queste condizioni?

Adesso facciamo un altro discorso.

La tua esperienza é in linea, nel tuo piccolo, facendo le dovute proporzioni, con la narrazione dei media, con la realtà rappresentata dai media?

La mia no.

Io conosco tante persone ormai.

Nessuno di quelli che conosco é morto.

Cioè non conosco nessuno, tra i miei parenti, amici, conoscenti, clienti dello studio legale, clienti del counseling e delle altre cose che faccio che sia morto per covid.

Per contro, conosco moltissima gente che si è ammalata ed è guarita, per lo più dopo un paio di giorni di febbre. Anche persone piuttosto anziane con patologie gravi.

Adesso io non voglio fare il solito idiota che proietta la sua singola esperienza aneddotica e pretende di farne verità universale, però il contrasto con la narrazione dei media é davvero tanto e non può non imporre una riflessione.

Inoltre é passato davvero tanto tempo dall’inizio della “pandemia” e la gente, salvo rari casi (che sarebbero peraltro da accertare con molto maggior rigore, come dicevo), non muore.

Ormai tutti si stanno accorgendo che il covid deve essere
ridimensionato rispetto alla narrazione terroristica che ne era stata fatta agli inizi.

Questo è tanto vero che i media si sono inventati ovviamente un nuovo spauracchio.

Infatti ti stanno dicendo «vabbeh in qualche modo il covid lo stiamo tenendo sotto controllo, grazie alle magnifiche e progressive doti del nostro servizio sanitario nazionale, però ci sono le VARIANTI».

Le varianti, guarda caso, sono sempre diverse, mai una sola, e soprattutto sono «molto contagiose» e tali per cui non se ne conoscono gli effetti.

Insomma, devi continuare ad avere paura.

E devi continuare a biasimare quelli che non hanno paura, gettando su di loro lo stigma sociale.

Una volta si biasimavano quello che si rifiutavano di andare in guerra per difendere l’Italia perché erano considerati dei vigliacchi, adesso si addita al pubblico ludibrio invece chi NON ha paura, esattamente al contrario.

E io dovrei ringraziare il giurista di Volturara Appula per averci immerso in questo colossale merdaio senza alcun motivo valido, facendo fallire l’economia di un paese intero e rovinando i nostri giovani?

Ma io mando affanculo lui e tutti quelli che non ce lo mandano insieme a me.

Se vuoi vivere nella paura per niente, continua a credere al sistema.

Altrimenti, prova a iniziare a ragionare con la tua testa, si fa un po’ di fatica all’inizio ma poi é molto più divertente.

Evviva noi.

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1 commento su “Vivere nel terrore del covid: ne vale la pena?”

  1. Patrizia Fratalocchi

    Buonasera Tiziano,
    certamente non vale la pena vivere nel terrore del covid ma purtroppo tutta questa marmaglia di inetti sono riusciti a schiavizzare gran parte di noi.
    Non dobbiamo ringraziare solo Conte ma tutti coloro che hanno fantasticato insieme a lui, in politica e sanita’.
    Comunque sono arrivata ad una conclusione, sono sempre piu convinta che a moltissimi di noi questa situazione assurda sta bene cosi, un po’ come chi se ne va in macchina con i finestrini chiusi e la mascherina bella attaccata in viso.
    Sai cosa ti dico, forse ci meritiamo questo ed atro.
    Sapessi quanto mi dispiace vedere il nostro paese che sta perdendo forza giorno dopo giorno, famiglie con seri problemi e non oso immaginare cosa succedera’ a breve.
    Molto prima si sarebbe dovuto agire contro questo sistema!!
    Un caro saluto.

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