Catcalling e altre campagne demenziali.

La modernità ha infilato numerosi e grossi pali nel culo a tutte le donne, ma in compenso generosamente le «tutela» se un muratore fischia per la strada, se qualcuno le chiama con un termine non declinato al femminile o se per caso vogliono fare l’astronauta.

Forse per le donne che vivono sulla terra sarebbero però molto più importanti altre cose, opportunità e flessibilità sul lavoro, possibilità, per chi lo preferisce, di non andarci proprio al lavoro e dedicarsi alla cura dei figli tramite il sostegno alla maternità, dalla quale molte donne non desiderano affatto liberarsi, come lo Stato troppe volte tende a dare per scontato.

catcalling

Ci sono pur sempre molte donne cui non frega un gigantesco cazzo di andare in orbita (né che ci vada una donna), a loro interessa molto di più essere a casa tutti i giorni alle quattro a dare la merenda ai loro figli e, nonostante i media e il pensiero unico demenziale la pensino all’opposto, é anche su queste persone comuni che si regge l’intera società, non su le donne che il Partito della Demenza nomina, per mero merito inguinal-genitale, a cariche ininfluenti, che finiscono su tutti i giornali ma che di fatto producono – e sono – il nulla.

Che non sia il caso di smettere di lasciar definire la progettualità contemporanea della condizione femminile a donne come Aurora Ramazzotti e Asia Argento, che non sembrano essere il buon esempio di niente?

Che non sia il caso di capire che con le demenziali campagne del catcalling, del cognome materno (che poi è sempre quello del nonno), del nome del lavoro declinato (storpiando la lingua più bella del mondo) al femminile e simili vi stanno solo prendendo per il culo, mentre con l’altra mano vi tolgono quello che sarebbe davvero fondamentale per voi?

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2 commenti su “Catcalling e altre campagne demenziali.”

  1. E’ da un po’ di tempo (dalla pandemia) che trovo i suoi commenti non più tecnici e interessanti, ma adirati, volgari e polemici col mondo. Cosa Le è successo? Vorrei leggere ancora i suoi commenti giuridici e anche di counselling per le situazioni che chiunque può incontrare nella vita quotidiana, ma non le sue opinabili opinioni esposte in modo così acido e volgare in cui non riesco più a vedere la sua personalità seria, schietta e garbata come prima della pandemia. Credo che le sia successo qualcosa che forse dovrà affrontare con se stesso non coi suoi followers,

    1. Grazie Fabrizia per il tuo commento, in realtà non credo di essermi inacidito, per la crescita personale, se la vogliamo autentica, dobbiamo “combattere indietro” tutte le demenzialità che ci vengono dal sistema, che, come tale, inquina l’inconscio collettivo. Insomma, se vi vuole andare verso la verità, se si vuole essere devoti alla verità, come insegna la dottrina di Gandhi del satiahgra, ci si deve occupare purtroppo anche di politica e si devono chiamare le cose con il loro nome… Può darsi ci sia qualcuno che riesce a farlo in modo più elegante di me, io al momento arrivo fino a qui. Un abbraccio, buona domenica.

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