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Repubblica insegna le relazioni.

Repubblica continua a proporre modelli altamente disfunzionali di relazioni a tutti i propri lettori. Continue reading

Oggi un meraviglioso articolo di Repubblica, che si può visualizzare qui.

«L’incontro con Valerio avviene in vacanza a Formentera. Dopo alcune notti di passione lui le confessa che si è innamorato, ma che sta per sposarsi. Quella che doveva essere un’avventura estiva diventa molto di più: i momenti insieme continuano a essere delle bellissime parentesi di fuga dalla realtà, anno dopo anno. Con la consapevolezza che i due ci saranno sempre, l’una per l’altro»

Il messaggio di questo articolo è nell’inciso “i due ci saranno sempre, l’uno per l’altra”.

Esserci sempre, ovviamente al massimo per delle scopate di frodo o un aperitivo, non certo per pulire il culo a eventuali figli.

É il ribaltamento dell’ordine reale: il matrimonio é per quelli falsi, per quelli che fingono. Chi si sposa lo fa solo per mentire, così come chi consacra la propria vita a Cristo diventando sacerdote lo fa per intrallazzare, quando va bene, e fare il pedofilo nei casi peggiori.

La bontà vera della vita, secondo Repubblica, sarebbe nelle scopate di frodo, le uniche dove possono esserci rapporti solidi, mentre il matrimonio dove ci si giura amore eterno é solo una falsità.

Se non è un insegnamento di Satana questo…

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Di Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Counselor. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

4 risposte su “Repubblica insegna le relazioni.”

E’ giornalismo di bassa lega, certo. Però potrebbe essere peggio; non so… potrebbe essere come Bruno Vespa.

Sono d’accordo con quanto scrivi, Tiziano. Comunque penso che sia una storia inventata di sana pianta. Meglio così, da un lato, però se proprio dovevano inventarsi una storia, avrebbero potuto creare una trama edificante.

Sì credo anch’io che sia più che altro giornalismo di bassa lega. Resta il fatto che le persone hanno bisogno di contenuti opposti a questo, che le tengono in basso, come di sentirsi dire che un unico rapporto importante può darti molto di più di tante avventure, che la famiglia è un contesto fondamentale, a patto di lavorarci e di costruirla in modo autentico. Lo spazio c’è, perché usarlo solo per veicolare messaggi disfunzionali, se non demenziali?

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