Vaccinazione: rispetto per i punti di vista di ognuno.

La scelta se vaccinarsi o meno dipende dal vissuto di ognuno, non soltanto con riferimento a eventuali patologie fisiche pregresse, correnti o croniche, ma anche agli aspetti spirituali, concernenti il modo in cui una persona si relaziona con la propria fragilità, la propria caducità e l’eventualità di ammalarsi.

In altri termini, il punto di vista che ognuno di noi ha verso la campagna vaccinale dipende dalla struttura della sua personalità, da come ha vissuto sino ad ora, dalle sue esperienze, traumi, ferite e disfunzionalità.

Per questo, a mio modo di vedere le scelte e gli atteggiamenti di ognuno non possono essere giudicati dagli altri: chi lo facesse non solo sbaglierebbe, ma si avvelenerebbe perché il giudizio è un veleno che intossica per primo chi lo pratica.

È evidente che se, ad esempio, una persona é ipocondriaca o tende all’ipocondria avrà un punto di vista molto più favorevole verso la campagna vaccinale, perché in lei il livello di paura é molto più alto che in un’altra persona.

Sono, peraltro, queste le motivazioni che ci muovono.

Chi parla di scienza o motivi scientifici sta, di fatto, barando, magari del tutto
inconsapevolmente.

Siccome una risposta certa dalla scienza non c’è, per mille motivi di cui ho già abbondantemente parlato in altri post,
giungere a conclusioni «scientifiche» in realtà non costituisce altro che la copertura di facciata di situazioni emotive che sono quelle che davvero hanno determinato la persona a decidere in un modo piuttosto che in un altro.

L’ipocondriaco del nostro esempio, dunque, non ti dirà mai «mi vaccino
perché mi sto cagando addosso», ma nobiliterà la sua scelta dicendo «mi vaccino perché credo nella scienza e perché voglio tutelare anche gli altri».

Questo naturalmente vale anche per chi non vuole vaccinarsi, che magari ha una fobia dei farmaci, ma non te lo confesserà mai e dice che non si vaccina perché bisogna «lottare per la libertà» e altri alti e nobili consimilari scopi.

Una volta bolliti tutti questi discorsi, sul fondo rimane che ognuno di noi non sa davvero nulla della vita degli altri.

Ognuno di noi, a ben vedere, non conosce bene nemmeno se stesso, figuriamoci gli altri da sé.

Il giudizio, dunque, prima che sbagliato é anche impossibile in re ipsa.

Nessuno di noi può davvero sapere perché uno è pro vaccino o free vax, sono le propensioni di ognuno.

É un peccato che ogni categoria debba additare le altre come quelle
degli «stupidi», di quelli che «non capiscono», via via a volte salendo ad eccessi verbali davvero poco commendevoli, soprattutto per la fallacia logica dei ragionamenti che ne stanno alla base.

La verità è che le persone intelligenti stanno in ogni categoria e sono, purtroppo, una minoranza, mentre gli idioti sono parimenti ubiquitari e sono purtroppo la maggioranza.

Ognuno cerca di fare il meglio per sé e per gli altri e lo valuta sulla base degli strumenti e dei punti di vista di cui dispone. Non c’è mai uno che ha «più scienza» di un altro, quello é solo un
presuntuoso.

Evviva noi.

Conclusioni

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6 commenti su “Vaccinazione: rispetto per i punti di vista di ognuno.”

    1. Grazie per esserti fermato a scrivere queste parole gentili, significano molto per me. Dobbiamo davvero restare umani in questo momento, credere tanto nelle nostre idee ma con tanta comprensione e tanto rispetto per gli altri.

  1. Patrizia Fratalocchi

    Mi fa piacere leggere questo post Tiziano, se questo e’ il tuo pensiero devo aver interpretato male alcuni post da te publicati su facebook precedentemente.
    Un caro saluto.

  2. Che dire? Eccelso… trattare un simile argomento con stile e non comune sensibilità le fa onore, Tiziano.

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