Avvocati: sempre meno in grado di esprimersi correttamente.

Osservo che ultimamente quando un avvocato pone una domanda, nelle
comunità on line, non sembra in grado di esporre ed illustrare
adeguatamente il proprio quesito.

Questo mi lascia molto da pensare, per diversi motivi.

1) Innanzitutto, noi avvocati siamo professionisti che lavorano col
linguaggio. Un avvocato che non riesce ad illustrare compiutamente,
con sintesi e chiarezza il proprio quesito fa dubitare delle sue
capacità professionali, dal momento che il nostro lavoro consiste
appunto nel raccontare fatti, situazioni, norme giuridiche a lettori
per lo più svogliati come i magistrati.

2) Secondo: chi non formula correttamente le proprie frasi,
probabilmente non è in grado nemmeno di pensare correttamente. Quando
questo è vero, é un altro guaio, perché noi siamo professionisti
intellettuali: ciò sta a significare che lavoriamo per lo più con la
mente, se la mente non lavora bene quale può essere la qualità del
nostro lavoro?

3) Terza considerazione, forse la più pregnante di tutte. Quando ci si
rivolge agli altri per chiedere aiuto, la convenienza sarebbe quella
di metterli almeno in grado di comprendere immediatamente e senza
dover fare troppa fatica i termini del problema sul quale chiediamo la
loro assistenza, senza far loro fare la fatica anche di doversi
sforzare a capire la nostra domanda. Chi non capisce questo, a mio
giudizio non sa davvero stare al mondo, cioè manca delle basi
essenziali per potersi relazionare con gli altri.

Questo è quello che penso quando leggo un quesito formulato in modo
linguisticamente povero e, soprattutto, con sciatteria, senza rispetto
di tutti coloro a chi pur si sta chiedendo aiuto.

Sono favorevolissimo agli scambi e alla solidarietà tra colleghi, ho
fondato oltre vent’anni fa la prima comunità di discussione telematica
tra giuristi e oggi amministro gruppi con oltre 20.000 iscritti, però
forse è il caso di responsabilizzarci un po’.

Evviva noi.

Riferimenti

Conclusioni

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4 commenti su “Avvocati: sempre meno in grado di esprimersi correttamente.”

  1. Avvocato, come si affila il linguaggio per averlo preciso come uno stiletto? Corsi di pubblic speaking a parte ehehehe Ok, vi vuole pratica ecc ecc, ma non c’è un “hack”? In effetti le parole precise sono così importanti che padroneggiarle è fondamentale.. !! P.S. vedo ora che Lei ha fatto il Classico, sicuro ti da una marcia in più…

    1. Ciao Matteo. Più che l’immagine dello stiletto, che suggerisce una forma di violenza che non sarebbe funzionale in un contesto dove devi convincere, come obiettivo metterei la semplicità, la sintesi, la chiarezza. Il giudice, nei procedimenti giudiziari, la controparte, i colleghi, i tuoi clienti ti saranno grati ogni volta in cui i tuoi scritti saranno leggibili con poco sforzo, consegnando il messaggio che devono consegnare nel modo più veloce e indolore possibile. Questi gli obiettivi, come raggiungerli é un discorso molto lungo, che stiamo affrontando con alcuni colleghi della mia Law Academy, in questa sede necessariamente dedicata solo agli spunti ti direi di leggere più che puoi, soprattutto i grandi classici, cercando di sviluppare uno stile secco, asciutto e soprattutto che espone i fatti in modo consequenziale, dopo averli messi ordinatamente in fila nel modo più corretto (già solo fare questo per molti avvocati é difficile). Sì, sicuramente il classico aiuta molto. Il corso di public speaking non è molto utile invece a mio giudizio. Rem tene, verba sequentur.

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