La morte restituisce a tutti l’innocenza.

Su GinoStrada sto ricevendo osservazioni da un lato perché non mi
unisco al coro di lodi per una persona che avrebbe fatto «solo del
bene» e dall’altro perché non racconto che faceva parte delle squadre
di picchiatori comunisti con la chiave inglese, come pur hanno fatto
giornalisti autorevoli come Veneziani.

Io credo che nei giorni della dipartita non sia opportuno iniziare con
le valutazioni e i giudizi su di una persona appunto appena scomparsa.

La morte restituisce comunque a tutti l’innocenza.

Sia l’incensamento del defunto (atteggiamento maggioritario) sia
l’accanimento (minoritario) sono entrambi stucchevoli e non
condivisibili, almeno in queste ore, anche se devo ammettere che il
primo, associato al conformismo, lo é di più.

A me stava largamente sui coglioni, poi sicuramente ha fatto anche
tantissime cose belle, che vanno riconosciute e rispettate, così come
le persone che mi stanno simpatiche commettono errori e fanno anche
cose non commendevoli.

Siamo uomini e questo è il modo in cui si dipana la nostra esistenza:
tra cose giuste e cose sbagliate.

Anche lui resta un uomo, i tentativi di farne un santo laico, come già
avvenuto in passato con altre persone, sono grotteschi.

Come anima, ora ha bisogno solo del perdono e dell’accoglienza di Dio,
cose di cui – si noti – abbiamo bisogno tutti, nessuno escluso.

Anche il più meritevole tra noi ha sempre bisogno del Padre, anzi
forse è proprio quello che ne ha più bisogno, proprio perché a volte
ne perde la consapevolezza.

Per fortuna Lui, esattamente come il sole, che sorge ogni giorno per
ogni uomo, buono o cattivo, c’è sempre per tutti.

Riferimenti

Conclusioni

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