Un feto, come Pinocchio, diventa bambino vero al terzo mese.

Un feto non è un bambino, non costituisce «vita».

Sai quando, come Pinocchio, acquista la vita e diventa un «bambino vero»?

Dopo tre mesi dal concepimento.

Amico, è una vera e propria magia!

Prevista e concepita dal Parlamento italiano, col sostegno popolare.

Funziona così.

Tutto il popolo, proprio tutto, anche i più idioti, che sono la
maggioranza, elegge dei rappresentanti, che vanno a sedere in
Parlamento.

Costoro possono approvare della leggi che stabiliscono quando si
verificano le cose, a volte – spesso – anche per magia, senza alcun
collegamento con la realtà.

Alcuni decenni fa, hanno approvato una legge che prescrive che il feto
non è vita fino a che non compie tre mesi.

Poi, al suo terzo compimese, come un pulcino che esce dall’uomo, diventa vivo!

É una bella magia quella per cui un oggetto inanimato acquista la vita
e lo fa sempre in un determinato momento preciso, né prima né dopo.

Prima dei tre mesi, il feto é solo una cosa, un oggetto, un
soprammobile che si può spaccare durante una crisi isterica, un gadget
da rimandare ad amazon, una cosa vecchia da buttare nella spazzatura,
conservandone magari, ovviamente come atto d’amore, qualche cellula
per le industrie farmaceutiche, che incredibilmente – sai, la
tecnologggia – riescono a servirsi di materia morta.

Dopo i tre mesi, i potenti legislatori dello Stato italiano vi
infondono la vita, esattamente come fece Dio col primo uomo fabbricato
col fango.

Allora il feto non si può più toccare perché è vita.

Come si fa a sapere quand’é che il feto é diventato un bambino vero?

Chi facesse un’ecografia, provasse ad accostare l’orecchio alla pancia
della mamma non percepirebbe nessuna differenza.

Perché in effetti non c’è, ontologicamente, nessuna differenza.

Ora puoi mettere in pausa la lettura per andare a cercare la parola
«ontologico» sul dizionario; anche se non sarai d’accordo con questo
post, così almeno avrai imparato qualcosa di nuovo.

Per sapere quando un feto da oggetto diventa bambino vero, usano un
metodo presuntivo, cioè ipotizzano, in base alle circostanze e
all’esame della mamma e del feto, quando potrebbe essere avvenuto il
concepimento.

Metodo presuntivo significa che nessuno può sapere con sicurezza
giorno ed ora precisi in cui é avvenuto il concepimento.

Questo significa che c’è la possibilità concreta che venga ammazzato
un bambino vero, già trasformato in vita da oggetto che era, perché il
concepimento é avvenuto prima di quello che é stato ipotizzato.

Come si fa ad evitare questo?

Il metodo individuato da chi ricorre alle pratiche abortive o le
dispensa é molto semplice, in fondo, ed è quello di sbattersene
completamente i maroni.

Pazienza, del resto mica si può fare tutto bene nella vita,
l’importante in fondo resta sempre il sorriso, rialzarsi dopo ogni
errore e così via.

Mi rendo perfettamente conto che con queste considerazioni, la realtà
sta letteralmente cagando su decenni di battaglie, discorsi su pretesi
diritti e compagnia cantante.

Il punto è che io credo sia non solo giusto ma doveroso farlo.

Sono molto grato alla realtà.

Non è che una cazzata, solo per il fatto di essere sostenuta da molte
persone e per molti anni, cessi di essere una cazzata.

Anzi, diviene una cazzata molto più pericolosa, perché produce molti
più danni, tra i quali anche quelli di compromettere il senso della
realtà della persone, che finscono per non essere più in grado di
ragionare correttamente, esattamente come nel celebre libro di Orwell
dove si negava con convinzione l’evidenza e se ne sosteneva l’esatto
contrario tanto era il condizionamento.

Quale sarebbe la differenza con la nostra società, dove ad ogni angolo
di social si trovano persone disposte a gridare istericamente che
«l’aborto é un diritto inalienabile della donna», una frase che esula
completamente dalla realtà sia giuridica (l’aborto non é definito
diritto in nessuna legge italiana, almeno di questo si sono
vergognati; se mai fosse diritto non avrebbe alcun senso definirlo
inalienabile) che fattuale, dal momento che l’aborto è sempre una
tragedia che non rende felice nessuno, a cominciare dalle donne che ne
sono le seconde vittime, subito dopo i bambini.

Se questo non è non capire un cazzo, allora io non so più cosa lo sia.

Eppure questa é la situazione cognitiva dell’uomo di oggi, che non
comprende la realtà e la verità nemmeno se gliele metti sotto al naso,
ma al contempo si concepisce come evoluto, superiore, moderno, pieno
di «diritti», quando questi diritti sono solo inculate.

Se non ti piacciono questi discorsi, ti consiglio di smettere di
seguirmi, perché ho appena iniziato.

Evviva noi.

Riferimenti

Conclusioni

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