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Ddl Zan: addio senza alcun rimpianto.

Perché possiamo salutare con molta serenità il disegno di legge Zan e cosa pensare di chi, al contrario, si straccia le vesti.

Il disegno di legge Zan era un’autentica merda.

Lo dico innanzitutto da giurista, da tecnico della materia.

Mal progettato, peggio scritto, raffazzonato ed ingiustificatamente eterogeneo: non avrebbe dato nessuna tutela in più alle categorie che avrebbe dovuto proteggere.

Una vera e propria presa in giro, di cui non aveva bisogno nessuno. Anzi, un vulnus per il nostro ordinamento e quel poco che rimane dei suoi principi.

É per questo che é morto, perché lo schifo che faceva era palese anche a molti, ad esempio, del PD, alcuni dei quali gli hanno votato contro apposta – e hanno fatto benissimo.

Ad alcuni, poi, probabilmente dava anche fastidio che Zan, il promotore, avesse potuto appuntarsi la medaglia di questa «vittoria», per quanto di plastica, sul petto, se fosse passato e così gli hanno, da buoni amici, fatto lo sgambetto.

Che ora costoro, e i loro compagni di partito, protestino indignati contro la destra, i conservatori che tengono bloccato il Paese, l’Italia che é un paese cattolico – uno dei bias cognitivi più infondati – é solo grottesco, come tante cose purtroppo della politica.

La politica appunto che, al contrario di ciò che predicava Platone, non è affidata agli ottimati, ma, al contrario, ai peggiori: a coloro che non sarebbero in grado di guadagnarsi la pagnotta altrimenti, perché non saprebbero né fare, né tantomeno tenersi un lavoro.

Poi ci sono quelli che, senza averlo mai nemmeno letto, sono convinti che si tratti di una sconfitta per «i diritti» – una cosa che non esiste, per puro «sentito dire», simpatia o, viceversa, antipatia, logica del «non so se è vero, ma io intanto lo condivido».

Pazienza.

Forse arriverà un giorno in cui i cervelli verranno pesati, anziché semplicemente contati.

Tiriamo intanto serenamente la catena su questo ennesimo disegno di legge che se ne va – che salutiamo con onore e dignità, perché la morte restituisce a tutti l’innocenza.

Conclusioni

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Di Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Counselor. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

2 risposte su “Ddl Zan: addio senza alcun rimpianto.”

Concordo perfettamente in tutto
e se dovessero pesare i cervelli di qualcuno… già solo ad aprire il cranio
violerebbero via ok ? ha ha ha ha

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