Sospensione da scuola: come impugnare?

vi contatto perché ho un nipote che è stato sospeso da scuola per i giorni 7 e 8 novembre 2022. Il motivo della sospensione è che mio nipote ha richiamato il compagno autistico che aveva spinto un altro ragazzo dicendogli ” non lo fare più altrimenti vengono i carabinieri!” Sembra che aver nominato i carabinieri abbia sconvolto il ragazzo autistico, e questo lo posso pure capire. Ma da qui a meritarsi un’espulsione io non sono per nulla d’accordo… e forse alla scuola non è chiaro che questa decisione invece di creare inclusione, fa proprio il contrario…

Sembra eccessivo anche a me, anche se non mi sorprende perché ho visto ultimamente molti provvedimenti di sospensione caratterizzati da eccessivo rigorismo, specialmente in una scuola in condizioni difficili come la nostra e non condivisibili.

Anche se, e ciò va detto chiaramente, per esprimere una valutazione con un minimo di validità, sarebbe necessario leggere interamente il provvedimento di sospensione, oltre che vedere, per quanto possibile, il fascicolo all’interno del quale è stato adottato.

In generale, suggerirei di valutare il ricorso all’Organo di Garanzia, rigorosamente tramite un avvocato che possa scrivere un testo efficace e funzionale, con qualche speranza in più di essere preso in considerazione almeno minima dalle istituzioni scolastiche.

La materia è regolata dal Decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249.

Anche se le speranze di accoglimento favorevole non sono mai tantissime, fare ricorso può essere un gesto positivo da parte della famiglia nei confronti del ragazzo, sostanzialmente per farlo sentire meno solo nei confronti di una istituzione scolastica i cui atteggiamenti non sembrano sempre comprensibili: potrebbe essere importante.

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2 commenti su “Sospensione da scuola: come impugnare?”

  1. Francesco Mercurio

    Da ex direttore generale del Ministero istruzione (46 anni di attività), di cui dieci anni trascorsi a capo della scuola in Calabria, pur comprendendo bene l’amarezza del ragazzo e dei genitori, ritengo che se si vuole perseguire il bene del ragazzo in una prospettiva di medio/lungo termine, mi permetto di suggerire di non avviare percorsi conflittuali con la scuola/insegnanti ma seguire un duplice binario: parlare con il ragazzo e chiarire/approfondire con approccio positivo il rapporto con insegnanti e dirigente, magari anche per giungere ad un provvedimento di revoca dopo aver accertato la perfetta buona fede del ragazzo nel suo agire. E’ questa, a mio modesto avviso, la migliore strategia rispetto ad una “soluzione” che può apparire più giusta ed immediata.

    1. Trovo le tue parole molto sagge Francesco ed evidenti frutto di una competenza e probabile passione per il tuo lavoro, io stesso avevo suggerito un mezzo di tipo “amministrativo” e almeno non immediatamente giudiziario per poter avere un approccio più “dialogante” e negoziale con l’istituzione scolastica, alla quale va comunque rimesso il dovuto rispetto, anche quando in ipotesi in errore. Non è così facile difendersi in circostanze del genere, va individuato e praticato lo strumento più adatto, cercando di tenere comunque il dialogo al primo posto. Se fossi il legale dello studente, credo che per prima cosa chiederei un breve appuntamento telefonico o di persona con il dirigente per discutere insieme la situazione.

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