Aperto per ferie: we deliver.
Riposarsi e dare anche un servizio.
Anche quest’anno lo studio rimane aperto per ferie, con la mia ormai collaudata, e sempre più messa punto, formula, volta a garantire a tutti i clienti dello studio, e ai potenziali tali, di poter avere i servizi legali di cui hanno bisogno anche durante il periodo estivo, quando molte aziende e studi professionali malauguratamente chiudono del tutto, lasciando spesso completamente a bocca asciutta i propri assistiti.
Il servizio, nel nostro caso, è invece garantito dalle seguenti circostanze.
Innanzitutto, io non smetto completamente di lavorare nemmeno in ferie, ma continuo a fare due ore di lavoro al giorno, tendenzialmente dalle 12 alle 13 e dalle 18 alle 19, tramite telefono o collegamento audiovisivo. Gli appuntamenti, come sempre, sono concordati e organizzati dalla mia assistente Ileana.
Questo consente ai miei clienti di poter contare, sia pure con un impegno ridotto, sul mio lavoro nelle loro posizioni e consente, per contro, a me di non essere assalito da una montagna di cose da fare al mio ritorno e di spostarmi in più posti, anche diversi tra loro, a condizione che ci sia una connessione internet o telefonica.
Ci sono molti lavoratori, infatti, che possono andare in ferie con la consapevolezza che, durante le stesse, non si accumulerà del lavoro per loro, perché ci saranno altri loro colleghi che nel frattempo li sostituiranno. Questo purtroppo non vale per i lavoratori autonomi e i liberi professionisti, che svolgono per lo più prestazioni di natura personale, che possono essere svolte spesso in prima persona solo da loro.
Tutto ciò è vero anche nel mio caso, quello di un avvocato che segue da anni il principio organizzativo di delegare tutto ciò che è delegabile: ogni volta che devo fare una cosa, infatti, mi chiedo se sia necessario che sia io a farla o se non sia preferibile delegarla ad altri, tipicamente la mia assistente e, nel secondo caso, procedo sempre alla delega. Anche, dunque, se tengo solo le cose che è necessario o altamente opportuno che sia io a sbrigare, mi rimangono ugualmente molte cose, proprio per la natura del lavoro. Posso delegare, ad esempio, l’esecuzione dei depositi telematici, sia pure con qualche cautela e partecipando a volte in qualche modo al loro completamento. Non posso certo delegare la redazione degli atti, che amo fare personalmente insieme, peraltro, al mio assistito, come racconto in questo altro post.
Non avrebbe molto sento fare delle ferie «totali», come pretenderebbero i fan dello «staccare completamente», per poi ritornare e venire letteralmente sommerso di cose da fare che sono molte, arretrate, magari in scadenza e dunque estremamente pesanti a livello di stress, che, dunque, in mezza giornata polverizzerebbero lo stato di riposo raggiunto durante le ferie.
Se è verissimo che occorre, oggi come non mai, una ferrea disciplina di «igiene del tempo» – ne riparleremo sul blog terre dell’anima, dedicato al counseling, cui ti raccomando caldamente di iscriverti prima possibile – altrimenti tutto è destinato a mescolarsi, con gravi effetti negativi sul nostro benessere psicofisico, è anche vero, all’estremo opposto, che quella di «staccare completamente» è solo una bella utopia, specialmente nell’epoca in cui abbiamo spesso in mano una periferica mobile: anche se non prendi in mano un fascicolo, i pensieri del lavoro ti raggiungono ugualmente, non è difficile essere attinti da un messaggio mail o whatsapp o così via.
La realtà è che il lavoro in luglio e agosto, le cose da fare, gli obblighi, sono l’ennesima cosa con cui bisogna venire a patti, senza cedere ad assolutismi nè in un senso – continuare a lavorare incuranti del bisogno fisiologico di riposo – nè nell’altro – smettere completamente di fare qualsiasi cosa per settimane, trovando un equilibrio che consenta di realizzare un buon compromesso tra le esigenze del lavoro di andare avanti, che sono poi esigenze di persone che hanno bisogno di te, e le tue di riposarti e svagarti almeno un po’.
Questa mia formula rappresenta al momento la soluzione migliore che ho adottato e man mano perfezionato nel corso degli anni, con soddisfazione mia e dei miei clienti.
I colleghi in loco.
Oltre a queste prime considerazioni iniziali, c’è da ricordare che l’erogazione dei servizi è comunque garantita dalla presenza, in loco, presso lo studio di Vignola, dei miei colleghi di studio, che, in caso appunto di bisogno, possono intervenire prontamente.
Chiamare lo 059 761926
In caso di bisogno, dunque, sai che puoi sempre chiamare il celebre 059 761926, il numero dello studio, dove ti risponderà una persona che sarà in grado sempre e comunque di indicarti una strada, di avviarti verso una soluzione. Se Ileana, la mia assistente, sarà in ferie come me (può ben darsi che i periodi si accavallino), ti risponderà una segreteria remota esterna, che ci lascerà un messaggio che sarà poi nostra cura leggere.
Se sai già che ti serve solo un appuntamento.
Se quello che ti serve è solo un appuntamento, puoi anche, per fare prima, scrivere direttamente via whatsapp al numero di Ileana 059 5966819 (anche se è un numero di telefonia fissa, è un account whatsapp attivo).
Trovare sempre una strada.
Questa è la nostra filosofia di fondo: cercare sempre di trovare una strada per chi si rivolge a noi, in tempi ragionevoli e con modalità innovative e, quando ci riusciamo, intelligenti e non convenzionali, con estrema chiarezza sui costi.
Ogni tanto telefona in studio qualcuno che vuole sapere se ci occupiamo di questa o quell’altra materia. La cosa mi fa sempre sorridere. Se tu hai un problema, io riesco sempre a dirti come puoi affrontarlo al meglio, ho sempre una risposta utile e di valore: se non sono io a potermene occupare direttamente, cosa possibilissima, considerato che le mie competenze sono limitate, ti indicherò un avvocato che se ne occuperà insieme a me e della cui competenza e affidabilità sono certo, avendoci lavorato tante volte in passato e sapendo che vi posso riporre la sua stima. Oppure comunque ti dirò cosa puoi fare e come puoi muoverti per trattare al meglio la situazione che stai vivendo: può essere che tu sia convinto di avere un problema legale, quando invece è una situazione di counseling.
Ogni situazione si inizia a trattare venendone a parlare con me, poi si valuta insieme.
Ecco perché non posso mai «chiudere» del tutto: posso ridurre, anche grandemente, ma devo sempre essere disponibile, in tempi ragionevoli, per chi vuole la mia attenzione e la mia considerazione sui suoi problemi.
Sembra banale, ma la prima cosa che deve fare una partita IVA è consegnare i propri servizi: altrimenti ha fallito.
Segnati il numero dello studio in rubrica 059 761926 – anche per seguire i miei meravigliosi stati di whatsapp!
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Grazie per la considerazione e la stima che mi riservi sempre, buona estate!
We deliver.
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