Questione di feeling.
I geni che, presolo nelle terga con l’ultimo referendum, hanno proposto di abolire il quorum hanno la stessa sensatezza di uno studente che, preso 2, pretenderebbe di abolire i voti.
Il quorum è sacrosanto.
Non ci credi?
Prova a proporre un referendum sull’euro, o sull’adesione all’Unione Europea, e poi vedi che il quorum viene raggiunto e persino raddoppiato.
Il quorum serve a impedire che l’istituto del referendum venga utilizzato per temi di cui al popolo non frega niente e, come tale, funziona alla perfezione, perché se uno non alza il sederino per andare a votare sta comunicando in modo completo ed univoco che il tema non gli interessa e che l’istituto è stato utilizzato in modo scorretto.
Questa è la realtà, solo che i sinistrati con la realtà ci hanno litigato da piccoli e non sembrano avere alcuna intenzione di farci pace.
Il senso civico degli Italiani non c’entra assolutamente nulla e comunque, se anche fosse, specialmente quando si parla di referendum, l’ultima cosa che si può mai pensare di fare è criticare il popolo e gli elettori dicendo che hanno “scelto male”.
I promotori del referendum farebbe molta più bella figura se ammettessero di aver fatto una gigantesca boiata, facendone pagare il conto al popolo, piuttosto che inventarsi improbabilissime statistiche senza senso secondo cui avrebbero preso più voti della Meloni – cosa che non c’entra davvero niente.
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