La perla nascosta.
La vera genialata dei referendum, comunque, di cui non ha parlato nessuno è questa.
Sono almeno vent’anni che, quando un Italiano va a trattare un contratto di lavoro, si sente dire una cosa tipo “se ti va bene è così, altrimenti assumiamo Mohamed – e tu te ne vai a fare in [q]”.
È l’immigrazione incontrollata, infatti, voluta non certo solo dalla sinistra, ma anche e soprattutto dal grande capitale, che ha distrutto pressoché completamente le tutele che avevano man mano acquisito i lavoratori italiani, che sono stati rovinati dalla concorrenza di manodopera a bassissimo costo di disperati appena fatti sbarcare da venditori di sogni.
Le cosiddette “migrazioni”, per chi non lo avesse ancora capito, sono la versione 2.0 della tratta degli schiavi, mascherata da solidarietà, accoglienza, buonismo, fratellanza.
Al grande capitale interessava avere manodopera a basso o bassissimo costo, anche a costo di distruggere la società italiana, così come poi è avvenuto, tanto che oggi non c’è più sicurezza, non c’è cultura comune, non c’è quasi più la nostra bella e antica civiltà – che, sì, forse mi dispiace dirlo, ma è o era di gran lunga superiore a tante altre, perché le civiltà, intese come sistemi di vita di relazionarsi con gli altri, non è vero che sono tutte uguali.
In questo contesto, gli Italiani erano stati chiamati a svotare su 4 dettagli che non avrebbero cambiato pressoché di niente la condizione dei lavoratori, più una scelta di modello di società, quella della cittadinanza facile o breve, approvando la quale i lavoratori avrebbero incentivato notevolmente la vera causa delle loro difficili condizioni attuali.
La brutta verità è che questo era un referendum ferocemente contro i lavoratori italiani, petalosamente mascherato come il suo contrario, cioè un referendum per i lavoratori. Da un lato, gli infilavano un palo gigantesco nel [q] mentre dall’altro gli levavano due stecchini…
Eppure c’è gente che si era convinta dell’esatto contrario.
Apri gli occhi.
Rock ‘n roll.
Ti è piaciuto questo post? Iscriviti al blog.
Riceverai una mail a cui dovrai dare conferma per completare la tua iscrizione.
L’iscrizione è completamente gratuita e potrai cancellarla in qualsiasi momento.

