Classi ambientali fantastiche e dove trovarle.

La boiata delle classi ambientali dei veicoli, che è stata introdotta per la prima volta in Europa, e poi copiata, in modo meno restrittivo, in altri paesi del mondo, non è frutto solo di una imposizione della pur malefica e mai abbastanza detestata Unione Europea.

Prima che l’economia flettesse, ed entrasse in crisi proprio la tecnica industriale automobilistica, questa autentica favoletta in salsa ambientale faceva comodo a tutti: dai produttori di auto, che vedevano così incentivate le vendite, ai consumatori stessi, che avevano la scusa per cambiare la macchina ogni due o quattro anni.

Questo giochino adesso si è rotto.

Le cause principali della rottura sono appunto la flessione dell’economia, che ha fatto venir meno la voglia e soprattutto la disponibilità dei consumatori all’acquisto di auto nuove, il cui costo nel frattempo è peraltro anche molto aumentato, e il declino della tecnica industriale del settore automotive. A quest’ultimo riguardo gli esempi potrebbero essere moltplici, ne facciamo uno solo: il gruppo Stellantis che nelle sue auto monta gli ignobilissimi motori puretech in luogo di quelli, molto migliori, della Fiat.

L’elettrico è ormai morto, l’idrogeno non si sa se e quando mai verrà (mia previsione: mai), nel frattempo il 90% delle persone e delle cose, compresi i generi alimentari, continua ad essere spostata grazie al gasolio, di cui sono uscite tra l’altro alcune varianti vegetali molto interessanti, come la HVO.

I blocchi alla circolazione, come avevo previsto settimane prima del provvedimento, sono stati intanto rimandati, per il banale motivo per cui c’è bisogno del lavoro nelle fabbriche e negli uffici di tante persone che, coi blocchi, non avrebbero potuto raggiungere la sede delle loro aziende, ma è chiaro che è necessario un ripensamento globale della situazione.

Sul versante automotive, tutti i consumatori cercano al momento per lo più auto usate, ma è – per loro – una scelta facilissima perché sono sia più economiche che tecnicamente migliori di quelle nuove; anche qui, se non vogliamo che l’industria automobilistica finisca di colassare, è necessario un grande ripensamento, che non può che partire dal totale e completo abbandono della satanica narrativa green.

L’unica cosa fondamentale al momento è non fidarsi mai nè del governo nè delle UE. In questi giorni, entrano in vigore gli obblighi per i monopattini. Prima te li pagano, poi te li castrano. Ugualmente per le automobili: prima le paghi, le assicuri, ci paghi le tasse, ci fai le revisioni e poi te le castrano quasi completamente col pretesto dell’ambiente.

Non comprare elettrico, non comprare una 3 cilindri, non basare la tua strategia di mobilità sui mezzi pubblici.

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