Dubbi sul referendum giustizia.
Molte persone, bontà loro, mi chiedono cosa consiglio di votare al referendum.
Come sai, sono un avvocato cassazionista con 30 anni di esperienza – ho iniziato il 1.1.1996.
Per me la scelta è facilissima ed è sì – a mani basse.
Sicuramente questa riforma non risolverà tutti i problemi della giustizia, anche perché, come scriveva il mio ben più illustre concittadino Vignolese Ludovico Antonio Muratori, parte di essi sono ineliminabili in quanto «non avrà mai fine la varietà delle teste umane».
Ma ne risolverà alcuni abbastanza importanti, come la struttura del processo, virando finalmente verso il modello accusatorio, il correntismo e le sue deviazioni, che non sono affatto aspetti trascurabili.
Ti piacerebbe essere indagato in un processo dove il pubblico ministero che porta avanti le cose contro di te può decidere della carriera del giudice cui spetta l’ultima parola su di te?
Te la faccio facile facile: quel giudice potrebbe condannarti solo per fare un favore a quel pm che poi a sua volta voterà a suo favore per un trasferimento, una promozione e cose del genere.
Per queste ragioni, quei magistrati vanno separati e va resa impossibile una commistione del genere.
La separazione c’è da decenni in molti stati avanzati, tipicamente i paesi anglosassoni, dove è ancora più netta di quel che si avrà da noi con l’approvazione della riforma.
Ma allora come la mettiamo con tutta questa gente che, a volte in modo anche isterico, dichiara convintamente di votare no? Come mai, se è una scelta così facile per il sì, diverse persone sono così orientate verso il no?
Prima di rispondere a questa domanda, voglio dire con estrema chiarezza che a favore del no non ci sono solo dei dementi, come a volte potrebbe essere in parte sembrato, ma anche persone rispettabili, sensate, preparate, competenti.
Non condivido affatto le loro conclusioni, e nemmeno le motivazioni delle medesime, ma si vede chiaramente che sono persone sia preparate sulla materia che in buona fede e, dunque, meritano pieno rispetto, anche se non adesione, perché appunto ognuno resta libero di pensarla diversamente.
Oltre a costoro, tuttavia, ci sono molte figure meno nobili a mio giudizio come ad esempio quelli che votano contro una riforma costituzionale, che, come tale, resterà per sempre e per tutti, solo per fare un dispetto al governo. Mimmo Lucano, tra questi, ha avuto la dabbenaggine di ammetterlo candidamente: non è sicuro – eufemismo – che sia un bene votare no, ma bisogna farlo per una cosa tipo ostacolare questo governo delle destre…
Questo, secondo me, non è un modo di ragionare e, non so te, ma io a uno che ragiona così non farei amministrare nemmeno un condominio con due appartamenti, perché nella vita non si può andare avanti a simpatia o antipatia a prescindere dal merito delle questioni, bisognerà pure che la realtà abbia la sua rilevanza alla fine.
Poi ci sono gli attori che si dichiarano a favore del no, spesso con la motivazione totalmente demenziale di difendere la Costituzione, senza avere alcuna idea o competenza sul merito della riforma. Perché questi esponenti del mondo dello spettacolo fanno così e perché difendere la Costituzione è un argomento demenziale?
La prima risposta la lascio alla tua immaginazione, personalmente da decenni non mi fido più di quello che dice un qualsiasi membro dello show business. Anzi, in quei casi tendo a pensare sempre che sia più verosimile il contrario.
Quanto alla Costituzione, lo scandalo Palamara (ex presidente ANM per molti anni), uno scandalo gravissimo (vai a leggere la voce di Wikipedia a riguardo, banalmente), sotto quale Costituzione é potuto avvenire, se non quella che c’è adesso e che dunque ha bisogno di essere cambiata?
Difendere la costituzione ha la stessa intelligenza di dire “facciamo così perché abbiamo sempre fatto così”, una frase che di solito dicono gli amministratori di società che dichiarano fallimento dopo massimo cinque anni.
Tra l’altro la riforma avviene secondo quanto previsto dalla Costituzione stessa: cioè quella medesima carta che molti idolatrano prevede la possibilità di essere modificata e ne disciplina i modi. Leggi l’art 138 della benedetta carta per sincerartene, che è appunto il procedimento seguito in questo caso.
La costituzione è stata modificata in media una volta ogni 5 anni dopo il suo varo nel 1948, dunque di che cosa stiamo parlando?
Poi ci sono i grandi testimonial come Gratteri, che ha rimediato tante di quelle figure barbine da aver funzionato, tutto al contrario, come l’ennesima motivazione per votare sì.
Insomma per me non ci sono dubbi possibili, io voterò sì con piena convinzione.
Valuta tu cosa preferisci fare, ma vai comunque a votare, è una riforma costituzionale in una materia fondamentale, vale assolutamente la pena che tu vada a dire la tua.
Ci vediamo lungo la strada.
PS manda questo post a chi può essere utile, condividilo sui social
Ti è piaciuto questo post? Iscriviti al blog.
Riceverai una mail a cui dovrai dare conferma per completare la tua iscrizione.
L’iscrizione è completamente gratuita e potrai cancellarla in qualsiasi momento.

