Quanto tempo ha il venditore per riparare un elettrodomestico

Quanto tempo ha il venditore per riparare un elettrodomestico

1) Non esiste un numero fisso di giorni

Quanto tempo ha il venditore per riparare un elettrodomestico difettoso? La risposta più corretta è che la legge italiana non stabilisce un termine generale di 15, 30 o 60 giorni valido per ogni prodotto e per ogni guasto.

Il Codice del consumo prevede invece che la riparazione o la sostituzione siano effettuate senza spese, entro un periodo congruo dal momento in cui hai informato il venditore del difetto e senza notevoli inconvenienti per te.

Il periodo congruo si valuta tenendo conto della natura dell’elettrodomestico e dello scopo per il quale lo hai acquistato. Lasciare una famiglia per molte settimane senza frigorifero, congelatore o lavatrice può causare un disagio molto più grave rispetto all’attesa necessaria per riparare un apparecchio utilizzato solo occasionalmente.

Il venditore non dispone quindi di un lasciapassare temporale automatico. Deve intervenire con rapidità proporzionata al caso concreto e non può trattenere indefinitamente il prodotto limitandosi a ripetere che il centro assistenza sta aspettando un ricambio.

2) La garanzia legale riguarda il venditore

Se hai acquistato l’elettrodomestico come consumatore da un negozio o da un venditore professionale, il responsabile della garanzia legale è il venditore, non il produttore e non il centro assistenza.

Il negozio può organizzare la riparazione attraverso il fabbricante o un laboratorio autorizzato, ma non può scaricare su di loro la propria responsabilità nei tuoi confronti. Se il centro assistenza non risponde o ritarda, devi continuare a contestare il problema anche al venditore.

La garanzia commerciale offerta dal produttore è una tutela aggiuntiva. Può prevedere servizi, tempi e condizioni particolari, ma non sostituisce né riduce i diritti che ti spettano gratuitamente verso il venditore in base al Codice del consumo.

Queste regole si applicano quando acquisti per finalità estranee alla tua attività professionale. Se l’elettrodomestico è stato comprato nell’ambito di un’attività imprenditoriale o professionale, possono trovare applicazione regole diverse.

3) Quanto dura la garanzia legale

Il venditore risponde dei difetti di conformità che si manifestano entro due anni dalla consegna del bene. Per i prodotti usati, il periodo può essere ridotto mediante accordo, ma non al di sotto di un anno.

Per gli acquisti conclusi dal 1° gennaio 2022 non esiste più il precedente termine di due mesi dalla scoperta entro il quale denunciare il difetto. Resta comunque essenziale contestarlo subito: il ritardo può rendere più difficile dimostrare il problema, far scomparire dati tecnici e allungare inutilmente i tempi della pratica.

Se il difetto si manifesta entro un anno dalla consegna, si presume che esistesse già in quel momento, salvo che il venditore provi il contrario o che la presunzione sia incompatibile con la natura del bene o del difetto.

Dopo il primo anno la posizione probatoria può diventare più complessa e potrebbe essere necessario dimostrare che il guasto dipende da un difetto originario, non da usura, cattiva manutenzione, uso improprio o danno accidentale.

4) Puoi scegliere tra riparazione e sostituzione

In presenza di un difetto di conformità puoi chiedere, in prima battuta, la riparazione oppure la sostituzione dell’elettrodomestico. Entrambi i rimedi devono essere gratuiti.

La tua scelta non è però assoluta. Il venditore può rifiutare il rimedio scelto se è impossibile oppure impone costi sproporzionati rispetto all’alternativa, considerando il valore del bene integro, la gravità del difetto e la possibilità di utilizzare l’altro rimedio senza notevoli inconvenienti.

Se, per esempio, il guasto di una lavatrice nuova dipende da un componente facilmente sostituibile con un intervento breve e poco costoso, pretendere immediatamente un apparecchio nuovo potrebbe risultare sproporzionato. Se invece il prodotto presenta un difetto grave, la riparazione è incerta o il costo si avvicina al valore dell’elettrodomestico, la sostituzione può essere la soluzione più ragionevole.

Il venditore può rifiutare sia la riparazione sia la sostituzione quando entrambe sono impossibili o gli imporrebbero costi sproporzionati, tenendo conto di tutte le circostanze. In questo caso si passa ai rimedi successivi.

5) Che cosa significa periodo congruo

Il periodo congruo non viene stabilito guardando soltanto i tempi interni del centro assistenza. Deve essere valutato dal punto di vista dell’intero rapporto e del disagio imposto al consumatore.

Contano, tra gli altri elementi:

a) il tipo di elettrodomestico e la sua importanza nella vita quotidiana;

b) la gravità del guasto e la possibilità di usare almeno in parte il bene;

c) la complessità tecnica dell’intervento;

d) la disponibilità ragionevole dei ricambi;

e) il tempo già trascorso dalla segnalazione;

f) le date promesse dal venditore o dall’assistenza;

g) l’eventuale fornitura di un apparecchio sostitutivo;

h) i precedenti tentativi di riparazione falliti;

i) le conseguenze concrete subite dalla famiglia.

Un ricambio particolare può richiedere qualche giorno in più, ma la difficoltà organizzativa del venditore non giustifica qualsiasi attesa. Più il bene è essenziale e più il difetto ti impedisce di utilizzarlo, più breve deve essere il tempo concesso per risolvere il problema.

6) Quindici o trenta giorni non sono termini automatici

In rete si trovano spesso riferimenti a 15 o 30 giorni. Possono derivare dalle condizioni di una garanzia commerciale, da impegni assunti da una specifica azienda, da prassi di settore o dalla valutazione di un singolo caso.

Non costituiscono però una scadenza generale prevista dal Codice del consumo. Non puoi affermare che al sedicesimo o al trentunesimo giorno scatti sempre e automaticamente il diritto al rimborso.

Allo stesso modo, il venditore non può sostenere di avere sempre trenta o sessanta giorni a disposizione. La formula legale del periodo congruo serve proprio ad adattare la tutela al prodotto e al disagio effettivo.

Per un frigorifero completamente inutilizzabile, un’attesa anche molto inferiore a trenta giorni potrebbe già provocare notevoli inconvenienti. Per un apparecchio non essenziale e tecnicamente complesso, un periodo più lungo potrebbe invece essere giustificabile.

7) Quando puoi chiedere la riduzione del prezzo o il rimborso

Puoi passare alla riduzione proporzionale del prezzo o alla risoluzione del contratto quando ricorre una delle situazioni previste dal Codice del consumo.

Ciò accade, in particolare, se il venditore non ha riparato o sostituito il bene secondo le modalità dovute, ha rifiutato di renderlo conforme, il difetto si manifesta nuovamente nonostante un tentativo di riparazione, oppure risulta chiaramente che il ripristino non avverrà entro un periodo congruo o senza notevoli inconvenienti.

Puoi accedere immediatamente ai rimedi secondari anche quando il difetto è talmente grave da giustificarlo. Non sei tenuto a sopportare una serie indefinita di tentativi falliti.

La riduzione deve essere proporzionata alla diminuzione di valore dell’elettrodomestico difettoso. La risoluzione, invece, scioglie il contratto: restituisci il bene a spese del venditore e ricevi indietro il prezzo.

Se il difetto è soltanto lieve, non puoi ottenere la risoluzione del contratto, anche se può spettarti la riduzione del prezzo. Spetta al venditore dimostrare la lieve entità del difetto.

8) Un tentativo fallito può essere sufficiente

Il Codice del consumo considera espressamente il caso in cui il difetto si manifesti nonostante il tentativo del venditore di ripristinare la conformità del bene.

Questo significa che non esiste un diritto del venditore a provare obbligatoriamente due, tre o quattro volte. Dopo una riparazione fallita puoi chiedere la riduzione del prezzo o la risoluzione, se ne ricorrono le condizioni, oppure concordare una sostituzione.

La soluzione concreta dipende comunque dalla natura del difetto. Un problema nuovo e indipendente può richiedere una valutazione diversa da quello identico che ricompare subito dopo l’intervento.

Conserva quindi rapporti tecnici, schede di lavorazione, ricevute di ritiro e consegna, fotografie, video ed eventuali codici di errore. Se il guasto torna, segnala per iscritto che si tratta dello stesso problema già sottoposto a riparazione.

9) Tutto deve avvenire senza spese

Riparazione e sostituzione in garanzia devono essere gratuite. Il venditore non può addebitarti costi necessari per rendere il bene conforme, come trasporto, spedizione, manodopera e materiali.

Se l’elettrodomestico era stato installato correttamente prima della comparsa del difetto e per ripararlo o sostituirlo è necessario rimuoverlo, l’obbligo comprende anche la rimozione e la successiva installazione oppure il pagamento delle relative spese.

Questo aspetto è importante per beni come lavatrici da incasso, lavastoviglie, forni, piani cottura e grandi frigoriferi. Non dovresti essere costretto a sostenere spese che rendano di fatto oneroso l’esercizio della garanzia.

Devi però mettere il bene a disposizione del venditore. Concorda per iscritto modalità di ritiro, trasporto, accesso all’abitazione e tempi dell’intervento.

10) Come contestare il ritardo

La prima segnalazione dovrebbe essere inviata al venditore per iscritto, mediante e-mail, PEC, raccomandata o altro canale che permetta di conservarne la prova.

Indica:

a) data di acquisto e consegna;

b) modello e numero di serie;

c) descrizione precisa del difetto;

d) data della prima segnalazione;

e) interventi già eseguiti;

f) giorni durante i quali il bene è rimasto inutilizzabile;

g) rimedio richiesto;

h) documenti allegati.

Se il tempo trascorso è già eccessivo, contesta che la riparazione non è avvenuta entro un periodo congruo e che l’attesa ti sta causando notevoli inconvenienti. Chiedi una data certa e assegna un ultimo termine ragionevole, calibrato sulla natura dell’apparecchio e sulla durata del ritardo già accumulato.

Il termine che indichi nella diffida non diventa automaticamente quello previsto dalla legge, ma serve a rendere chiara la tua posizione e a documentare l’ulteriore inerzia del venditore.

11) Un modello di comunicazione al venditore

Puoi utilizzare un testo di questo tipo, adattandolo al tuo caso:

“In data … ho acquistato/consegnato l’elettrodomestico …, modello …, che presenta il seguente difetto di conformità: … . Il problema è stato comunicato il … e il bene è stato consegnato per la riparazione il … . A oggi sono trascorsi … giorni senza che la conformità sia stata ripristinata e l’assenza dell’elettrodomestico mi sta causando notevoli inconvenienti, consistenti in … .

Ai sensi degli articoli 135-bis e seguenti del Codice del consumo, vi invito a completare gratuitamente il ripristino entro il termine di … giorni dal ricevimento della presente, comunicandomi immediatamente una data certa. In mancanza, eserciterò i rimedi previsti dalla legge, chiedendo la sostituzione del bene oppure, ricorrendone i presupposti, la riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto con restituzione dell’importo pagato.”

Allega prova dell’acquisto, ricevuta di consegna all’assistenza, precedenti comunicazioni e documentazione del difetto. Evita telefonate come unico strumento: possono essere utili per sollecitare, ma sono più difficili da provare.

12) Se il venditore continua a non rispondere

Se il reclamo non produce risultati, puoi rivolgerti a un’associazione di consumatori o utilizzare una procedura di risoluzione alternativa delle controversie, quando disponibile per quel venditore o settore.

Puoi inoltre inviare una formale messa in mora e valutare la negoziazione assistita o un’azione davanti al giudice competente. Per controversie di modesto valore, costi e strategia devono essere valutati in proporzione al prezzo dell’elettrodomestico e al danno subito.

Se il comportamento non riguarda soltanto il tuo caso e appare parte di una pratica commerciale scorretta, puoi presentare una segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. L’AGCM può intervenire sulla pratica dell’impresa, ma la segnalazione non sostituisce la tua richiesta individuale di sostituzione o rimborso.

Conserva sempre l’elettrodomestico finché non sono state definite restituzione, sostituzione o perizia. Smaltirlo autonomamente potrebbe rendere impossibile verificare il difetto.

13) Garanzia e recesso sono cose diverse

La garanzia legale opera quando l’elettrodomestico è difettoso o non conforme al contratto. Il diritto di recesso, invece, consente in determinati acquisti a distanza o fuori dai locali commerciali di cambiare idea entro quattordici giorni, senza dover dimostrare un difetto.

Se hai comprato online e sei ancora nel periodo di recesso, può essere più semplice utilizzare quel diritto, verificandone condizioni ed eccezioni, invece di iniziare una procedura di riparazione.

Per un acquisto effettuato in un negozio fisico non esiste un generale diritto di ripensamento. L’eventuale cambio concesso dal commerciante dipende dalle sue condizioni, mentre la garanzia per i difetti rimane obbligatoria.

Non confondere neppure la garanzia legale con una polizza assicurativa o un’estensione acquistata separatamente. Questi strumenti possono aggiungere coperture, ma non cancellano gli obblighi del venditore.

14) La risposta in sintesi

Il venditore non ha un numero fisso di giorni per tentare la riparazione di un elettrodomestico. Deve ripararlo o sostituirlo entro un periodo congruo e senza causarti notevoli inconvenienti.

Se il tempo diventa eccessivo, il venditore rifiuta di intervenire, la riparazione fallisce oppure è evidente che il problema non sarà risolto tempestivamente, puoi chiedere la riduzione del prezzo o, se il difetto non è lieve, la risoluzione del contratto e la restituzione dei soldi.

La valutazione dipende soprattutto dal tipo di elettrodomestico, dalla gravità del guasto e dal disagio concreto. Per un bene essenziale, il limite della ragionevolezza può essere raggiunto molto prima rispetto a un prodotto non indispensabile.

Agisci sempre per iscritto, rivolgiti al venditore e non soltanto al produttore, documenta il tempo trascorso e assegna un termine finale proporzionato. È questa la base più solida per passare dalla richiesta di riparazione alla sostituzione o al rimborso.

15) Riferimenti essenziali

La disciplina si trova negli articoli 128-135-septies del Codice del consumo, con particolare riferimento agli articoli 135-bis, 135-ter e 135-quater.

La pagina del Ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla garanzia legale è disponibile qui: https://www.mimit.gov.it/it/mercato-e-consumatori/tutela-del-consumatore/diritti-del-consumatore/garanzia-legale

Le informazioni europee su garanzia, riparazione, sostituzione e rimborso sono disponibili sul portale Your Europe: https://europa.eu/youreurope/citizens/consumers/shopping/guarantees/index_it.htm

16) Passa all’azione.

Per il tuo appuntamento con me, chiama il numero 059 761926 e concorda il tuo primo incontro, anche a distanza.

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